00:00Allora, io direi due cose. La prima è che noi tendiamo ormai a applicare all'attualità un tempo che è
00:11quello tipico dei talk show, per cui parliamo del presente, ci occupiamo di ciò che in questo momento ci interessa,
00:20ma dimentichiamo completamente la storia, anche la storia recentissima.
00:25E la storia recentissima dell'Europa non ha a che fare con dei trionfi e delle lune di miele con
00:32i propri cittadini, ma ha a che fare con delle crisi profondissime.
00:35La storia degli ultimi dieci anni dell'Europa è segnata dall'austerity, è segnata dal sacrificio del welfare state, è
00:46segnata poi dall'emergere dei nazionalismi e dei sovranismi,
00:51dall'idea che i partiti di estrema destra possano essere tutto sommato più accettabili dei partiti di estrema sinistra, quello
01:02che ultimamente è successo in Francia.
01:05Insomma, la mia percezione è che l'Europa abbia un difetto di consistenza identitaria, cioè letteralmente non ama farsi amare
01:17dai propri cittadini, mettiamola così.
01:19E in questo contesto, che noi non dobbiamo dimenticare, occuparsi del nemico esterno che pure c'è, ovviamente,
01:29non vorrei su questo essere ambiguo, essere confuso o accusato di alcuna simpatia nei confronti di un autocrate come Putin,
01:38che è un selvaggio politico da decenni, non da tre anni. Il nemico esterno c'è, ma non vorrei che
01:48il nemico esterno fosse usato come un alibi per non occuparsi di questa inconsistenza politica dell'Europa.
01:56Ecco, io penso che questa inconsistenza politica sia il punto centrale dell'Europa e se noi siamo davvero europeisti,
02:05non dobbiamo semplicemente pensare all'Europa in una forma, come posso dire, nella forma del riarmo, nella forma della potenza,
02:15ma dobbiamo pensarla nella forma di qualcosa che permetta ai cittadini di sentirsi parte attiva di quella cosa stessa.
02:22A me sembra che questo sia il grande difetto dell'Europa da decenni e che l'Europa stia approfittando del
02:31nemico esterno per non occuparsene per l'ennesima volta.
02:35Quindi, insomma, la questione che tu poni supera nettamente le definizioni di difesa comune e di riarmo dei singoli stati,
02:45ma c'è anche un richiamo che hai fatto alla stagione dell'Euro, perché per certi versi intravedi una similitudine,
02:54cioè doveva essere l'Euro la grande occasione di unità e di integrazione e invece, scrivi, è stata una competizione
03:03spietata fra stati.
03:06Ed effettivamente quando l'Euro è decollato, ricordiamo tutti in Italia, eravamo soliti dire un Euro uguale mille lire e
03:13invece non era assolutamente così.
03:17Quindi, insomma, questa similitudine mi sembra che regga, però l'Europa non è a consapevolezza.
03:26Dirò di più, in maniera anche un po' provocatoria, fermo restando che io non ho risparmiato critiche,
03:35non risparmio critiche all'attuale segretaria del Partito Democratico, ma ieri, per esempio,
03:42l'astenzionismo mi pare una posizione ragionevole probabilmente da un punto di vista delle mediazioni politiche,
03:47ma insoddisfacente da tanti altri punti di vista.
03:51Ma ieri ho letto una dichiarazione, per me sconcertante francamente,
03:56di una delle parlamentari del PD che ha votato a favore del piano della Fond & Lion,
04:02in cui ha detto che i veri europeisti non possono che fare questo.
04:07Perché mi colpisce questa dichiarazione?
04:09Perché io penso che quel piano sia profondamente anti-europeo.
04:13Nel senso che in quel piano, per l'ennesima volta, come è successo per l'euro,
04:18noi non abbiamo un modello di Europa che superi l'insieme, la sommatoria degli stati nazioni
04:26e quindi eviti anche la tentazione dei nazionalismi.
04:30Ma abbiamo, per l'ennesima volta, un gruzzoletto di soldi che vengono liberati per gli stati nazioni.
04:37Cioè, la logica che sta dietro quel piano è la logica classica.
04:41E da questo punto di vista, lo dico in maniera provocatoria, è una logica anti-europeista.
04:46Quindi io, quell'accusa lì, la trovo un'accusa da un punto di vista logico sbagliata,
04:53perché dobbiamo dire le cose come stanno.
04:55Allo Stato attuare l'Europa sta prendendo una decisione
04:59che non fa altro che perseguire e confermare un modello politico
05:03che è quello degli stati nazioni e delle possibili alleanze tra stati e nazioni,
05:10ma anche delle possibili competizioni tra stati e nazioni,
05:15e che non è quello del federalismo europeo.
05:17Non ha nulla a che fare con l'origine supposta dell'Europa,
05:23che è quella che si rifà al manifesto di Ventotene,
05:25su cui magari poi diciamo qualcosa,
05:27perché anche lì bisogna demitizzare probabilmente alcuni aspetti.
05:31Posso immaginare quale può essere la reazione rispetto alla possibilità
05:37che viene lasciata agli stati di spostare i fondi per la coesione sociale,
05:44sappiamo bene quanto sono importanti, ad esempio in una terra come la Sardegna,
05:48spostare questi fondi sul progetto di riarmamento.
05:53Quindi questo è un segno di ulteriore aggravamento di questa crisi interna
06:00a beneficio di quell'ultradestra che tu richiamavi.
06:05Esattamente, nel senso che mi sembra evidente che l'Europa da un lato
06:10stia sacrificando la propria vocazione sociale,
06:13che era la vocazione originaria dell'Europa,
06:15cioè l'idea che il nazionalismo fosse una patologia quasi inevitabile degli stati nazioni
06:23e che quindi per evitare i nazionalismi e le guerre,
06:27che sono sempre dovute ai nazionalismi, provocate dai nazionalismi,
06:32si dovesse andare oltre l'orizzonte degli stati nazioni.
06:36E il modo per farlo era costruire una società europea,
06:41cioè costruire una società europea in cui noi ci sentissimo parte
06:45di una protezione sociale determinante e trasversale ai nostri confini,
06:52in cui il welfare rappresentasse davvero la forma fondamentale di riconoscimento dell'Europa,
06:58quando io sento parlare oggi di orgoglio europeo.
07:02Io penso che in realtà l'Europa abbia una grande dignità
07:07e la sua dignità consista esattamente nel non essere orgogliosa,
07:10cioè nel riconoscere la propria storia, nel riconoscere i limiti della propria storia
07:17e nel riconoscere la capacità di non ripetere le grandi ferite,
07:23i grandi eventi violenti che nella propria storia ci sono state.
07:27Ecco, mi pare che l'Europa oggi questo non lo stia volutamente facendo,
07:30cioè ritornando a quello che ho detto prima,
07:33che ci sia un tratto profondamente anti-europeo nelle politiche europee di oggi.
07:38E mi sembra francamente salutare che qualcuno lo faccia notare,
07:42che lo faccia notare non dal punto di vista del ritorno allo Stato-nazione,
07:46ma dal punto di vista dell'Europa,
07:48che rivendichi per l'Europa quello che l'Europa avrebbe dovuto essere
07:52da parte dei padri fondatori.
07:55Del resto, posso aggiungere un'altra battuta.
08:02Anche qui sono un po' provocatorio,
08:04ma insomma noi ci stiamo preparando a un'economia di guerra senza la guerra,
08:08perché allo Stato attuale io non credo che Putin,
08:13di cui ho già detto ciò che penso,
08:16abbia davvero né interesse né intenzione di attaccare l'Europa.
08:20Mi sembra uno scenario, da un punto di vista geopolitico,
08:24non decisamente immediato,
08:27ammesso che sia uno scenario realistico nel tempo.
08:30Quindi noi stiamo convertendo un'intera economia,
08:34anzi delle intere economie, perché non è un'economia unica,
08:37sono le singole economie degli Stati-nazioni,
08:41in economia di guerra senza la guerra.
08:43Che senso ha tutto questo?
08:45A che serve un'economia di guerra senza la guerra?
08:47A me pare abbastanza evidente.
08:49Serve a spostare dei profitti,
08:53degli accumuli di capitale,
08:55da una parte a un'altra.
08:58Serve a valorizzare alcune imprese contro altre.
09:02E valorizzare alcune imprese contro altre
09:05vuol dire anche valorizzare alcuni servizi contro altri servizi,
09:09molto banalmente.
09:11Mi sembra che tra Stasburgo e Ventotene
09:14la distanza sia assolutamente siderale
09:19e quei capitali che richiamavi,
09:21in larghissima parte per il riarmo,
09:23andranno negli Stati Uniti.
09:25In una battuta, un telegramma da 30 secondi,
09:29perché abbiamo la pubblicità alle porte,
09:32lo scenario di domani sarà proprio questo.
09:35Cioè, alla fine, il riarmo sarà in larghissima parte
09:39a favore delle casse dei grandi produttori statunitensi
09:43a beneficio di che cosa?
09:45Di un'asse che si andrà a ricreare con Putin
09:48e di una Europa che almeno formalmente con questo
09:52può dire noi ci siamo?
09:55Io penso che sia uno scenario problematico,
09:58nel senso che mi sembra, per esempio,
09:59che noi stiamo andando verso una normalizzazione,
10:02cioè, alla fine, in maniera dolorosa,
10:05fortemente dolorosa, ma inevitabile,
10:07la questione della guerra si risolverà
10:10con una mediazione.
10:13Ipotesi, peraltro, a cui si sarebbe potuto pensare prima
10:16è che l'Europa avrebbe potuto gestire da protagonista,
10:20non lo ha voluto fare,
10:21quindi la sensazione è che tutto tornerà normale,
10:25ci sarà ovviamente la vera guerra,
10:28che è la guerra dei Dazi, in questo momento,
10:30però di fatto gli unici che si preparano
10:33a una guerra che non c'è
10:34siamo noi, in questo momento.
10:36Cioè, abbiamo avuto una tale fretta
10:38di fare ciò che stiamo facendo
10:40che mi sembra che siamo come gli ultimi giapponesi,
10:43solo che siamo i primi giapponesi,
10:44cioè la guerra non è ancora scoppiata
10:46e noi invece siamo già in guerra,
10:48mentre la guerra, a quanto pare,
10:50per adesso non scoppierà, per fortuna.
10:54Grazie a tutti.
10:55Grazie a tutti.
10:56Grazie a tutti.
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