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Trascrizione
00:01L'insolenza dei potenti era l'insolenza degli dèi di allora.
00:04Scopriamo tra le righe di Omero che sono dei fratricidi, sono dei fedrifraghi, sono dei capricciosi, sono degli insolenti, sono
00:14dei superbi, ovviamente sono degli dèi, sono immortali, ci mancherebbe.
00:18La mitologia ci parla di questi, sono anche simpatici, fanno ridere e Zeus che io interpreto indice questa riunione adesso
00:27nel 2024-2025 perché dopo 3000 anni dicono ma perché non siamo più in Auge, ma come mai non siamo
00:33più su un cristallo, un piedistallo di cristallo?
00:36Una volta non si muoveva nessuno se non si squartava un vaticino, se non c'era un indovino che ci
00:41faceva partire con le naio, sposare quella re piuttosto che quella regina, adesso siamo su delle bottiglie di vino, siamo
00:46sulle scatole delle sardine.
00:48L'altro ieri proprio ho visto centro estetico a pollo, sono sempre simpatici però non sono più in Auge, con
00:54questo monoteismo sono stati declassati.
00:58Arrivano su questa spiaggia, ovviamente non hanno potuto per motivi di budget avere 50 degni, abbiamo solo 8, i più
01:08importanti, e tra una roba e l'altra, vedi che sono fuori dai caratteri, questa è stata la nostra idea,
01:13il gioco dell'idea,
01:14perché capisci che Zeus è smemorato quasi con una punta di Alzheimer, era ossessiva compulsiva, tenera schizofrenica, l'altro che
01:22è paranoico, Arsildi della guerra, l'abbiamo fatto stupido, condettico, come se fosse veramente una luce del Vietnam.
01:30Ognuno ha la sua afrodite, mezza megera, prostituta, sensualone, quindi questo condominio di pace, eccetera, a un certo punto si
01:39escono tutti questi caratteri
01:40e capisci che potrebbe essere una famiglia normalissima di oggi, un condominio veramente di pazzi, fa una domanda a papà,
01:48mamma ci ha convocato qui e lui non se lo ricorda.
01:52Però, per la noia, eccetera, arrivano i tempi migliori, passati nel loro tempo, e qual è uno dei momenti più,
02:00ah, in Auge per loro, dieci anni di guerra, la guerra di Troia,
02:04e lì cambia, tipo una sorta di film, flashback, e si entra dentro con queste marotte, create da Alberto Favreto,
02:11che sono queste, diciamo, marionette gigantesche,
02:14e ognuno di noi le muove, io farò Achille, Zeus muove Achille, che ne so, Marcello Praia che fa Apollo
02:20muove Ettore, Arunfal che fa Hermes muove Patroclo,
02:25ognuno muove la sua marionetta, e i punti salienti dell'Iliade escono fuori, fino ad arrivare al genocidio finale, purtroppo,
02:33di Troia,
02:37con l'escamotage che Atena soffia nell'orecchio di Ulisse, dicendogli vai dentro, con un cavallo dicendo che sia una
02:43specie di oracolo,
02:44cosa che dovrebbero essere, lo portano dentro, l'inganno, uno dei primi inganni della storia,
02:50ammazzano le sentinelle e fanno entrare tutti i greci, e Troia viene massacrata, stacco,
02:57lì si usciva da una peste, eravamo nella guerra delle guerre, e si arriva a un genocidio,
03:03bene, noi siamo usciti da un lockdown, siamo entrati in più guerre, e arriviamo a un genocidio,
03:08non è cambiato nulla, il gioco degli dei è il gioco dei potenti di oggi, la differenza è che allora
03:16magari avevano anche più coraggio,
03:17si scontravano i soldati scudo contro scudo, lancia contro lancia, oggi addirittura dietro a uno schermo cliccano un pulsantino e
03:25basta.
03:25Le modalità sono diverse, però purtroppo la finalità è questa.
03:28Noi quando ci incontramo sei anni fa per poter fare questo spettacolo, era, sentivamo un'energia negativa nel nostro occidente,
03:35sentivamo un decadimento occidentale, infatti c'è metaforicamente questo sole nero con appena appena un po' di rosso
03:42che non riesce mai a diventare rosso in decadenza, che tramonta, proprio come metafora del tramonto dell'occidente.
03:48Sentivamo questa energia, cos'è che possiamo fare per far capire a noi, italiani, francesi, tedeschi, insomma,
03:57della nostra Europa, che stiamo andando in declino, cos'è che non dobbiamo più fare?
04:02L'Iliade, la storia insegna, cioè quello che hanno fatto, quegli uomini da cui noi veniamo, quella ferocia,
04:08che ci appartiene, che ci si ammazza perché uno ti pesta le scarpe, perché uscivano quelle cose,
04:12quelle notizie di Corona Canera, perché uno ti ha preso il posto del parcheggio del motorino,
04:17perché ci si ammazzava per poco o niente, tutte queste cose ci hanno fatto portare a questa riflessione dicendo
04:23Omero ci insegna, cioè questa roba non deve più accadere.
04:27Sei anni dopo siamo qui a parlare e sembra scritto ieri, e quando a volte la gente non lo sa,
04:34perché non ci credono, avete strumentalizzato la guerra, dai avete visto questa cosa, avete fatto quella cosa.
04:39Noi l'abbiamo fatto sei anni fa, prima che succedesse tutto, poi si è bloccato due anni il teatro,
04:43poi siamo partiti tre anni fa a farla, ma è impressionante e mi dispiace perché sto male ogni giorno.
04:51E questa catarsi avviene molto di più in teatro, che sai che tutto è finto,
04:55perché c'è la terapia di gruppo tra mette che sta in platea.
05:00Purtroppo, invece siamo assuefati dalle immagini, tutto quello che ci passa in continuazione,
05:04sui tablet, sulle notizie, se tu vai su qualsiasi telefonino, metti Gaza,
05:09ti esce una cosa, uno scempio, ogni giorno, ogni giorno,
05:13passami il sale, mi fai assaggiare il pollo a rostro, perché siamo abituati,
05:19un genocidio in diretta è diventata una fiction, una puntata, e neanche ce ne accorgiamo.
05:24Il teatro fa riflettere, purtroppo di più, o per fortuna, di più che non la televisione o il video,
05:31perché siamo abituati a vedere le immagini più nefaste di tutti i tipi,
05:38non posso neanche parlarmi, devo autocensurarvi,
05:41perché so delle cose che sono a contatto con Doleo e in Giganom di cui non posso parlare,
05:45ma veramente ignominose, che fanno pensare alla crudeltà dell'essere umano in cui stiamo,
05:53in un momento veramente storico che mai, per quanto mi riguarda, mai io l'ho toccato nella mia vita,
05:58un momento così basso dell'Occidente.
06:01Quindi questo fa riflettere, attenzione, però con risate, risolini,
06:07e quel sorriso tragicomico che piano piano poi ti porterà e diventa tragicomico,
06:12come diceva Mollier, che era un genio della tragicomicità, che tu ridevi poi però,
06:16il sorriso, oh cavolo, quello è mio padre, e riconosci, ma cavolo, quello è Trump,
06:24ma cavolo, quello è Netanyahu, io gli dico i nomi tranquillamente, non ti preoccupare,
06:28non ho paura, io, ma quello è Putin, ma quello, e vedi e riconosci la follia
06:34che si rifà, l'eterno ritorno dell'uguale, pazzesco, forse più di allora,
06:40forse più di allora come feroce.
06:44Allora, dobbiamo riflettere su questa cosa qua, dobbiamo pensarci,
06:49e il teatro in teoria dovrebbe essere sempre, cioè, un alto livello,
06:55ovviamente civile, sociale e anche politico, inevitabilmente in questo caso lo è.
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