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  • 6 minuti fa

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Trascrizione
00:00La storia che intendo consegnare a questo quaderno è un'altra e non mi appartiene affatto.
00:04Quando è iniziata?
00:06Stanotte mi ha svegliato la pioggia che cadeva fortissima.
00:09Mi sono levato come allora, sono sceso dal soppalco, sono andato alla finestra e l'ho aperta.
00:14Duonava.
00:15Il terapieno deserto era spazzato dagli scrosci che il libeccio trasportava e poi rompeva.
00:21Il rosso e il verde dei semafori rimasti in funzione si alternavano vanamente.
00:25Mi sono tolto gli occhiali, quelle immagini e quei colori si sono stemperati e confusi, sono diventate macchie.
00:32Come allora?
00:33Il 17 marzo 1978, venerdì prima dell'alba, avevo subito un simile risveglio
00:39e mi ero sentito investito a letto da una strana corrente d'aria fredda
00:44mentre si inseguivano i tuoni e qualcosa vicino continuava a sbattere.
00:48Non si era accesa la luce, mancava l'energia elettrica,
00:52ne ero riuscito a trovare gli occhiali, a tastoni ero sceso e mi ero avviato,
00:56guidato dal chiarore verso la finestra, che era inspiegabilmente spalancato.
01:01Io non ti sogno mai, eppure di intanto in tanto è il tuo turno.
01:09Pago come posso quel debito ora che sei passato definitivamente di là.
01:16Nulla contrario alla corrente, scarsi messaggi e fragili memorie nemmeno,
01:25cenni, brani di immagini che so, interminabili chiacchiere di notte
01:33e troppo lunghe docce in ore inversibili del giorno, scherzi fatti, i soliti.
01:42Arrivì per aereo senza valigie, talune musiche,
01:48tutto in cui navigavi con un grano, solo un granello, di simpatica follia,
01:55di allegria non abbastanza impavida.
02:00Per il resto, come giusto, perfino complice delle magnifiche sorti e progressive.
02:10Ma che modo il tuo di andartene,
02:16dicendo
02:16che casino,
02:19Bird of Paradise.
02:23Ciao a tutti.
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