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00:01L'arte di Gimelina, nella sua ricostruzione, non segue scuole di pensiero.
00:08Si sottrae a rigore filologico, storico o regionalista, ma afferma i valori del solitarismo,
00:17la funzione dell'arte e dell'artista nella rifondazione di una città e di una comunità
00:24con perenne vita che vuole ricostruire un diverso futuro.
00:30L'arte trasmette sentimenti di solidarietà umanistica, con piena coscienza dell'artista,
00:38della sua funzione poetica che lui ha della società.
00:44Per questo si levò forte l'appello per dare speranza e forza a questo progetto,
00:51a questa volontà e tenacia a restare fermi nel nostro territorio.
00:57Gli artisti furono chiamati e risposero all'appello di Sciascia, Carlo Levi, Zavattini, Consagra, Calacardi
01:06e degli altri non per abbellire la città, non per donare le opere o venderle per costruire le case,
01:14ma perché insieme con gli uomini di questa città si impegnassero a costruire insieme come architetti
01:23e con gli architetti le case della povera gente.
01:27Grazie.
01:27Grazie.
01:42Grazie.
01:49Let's go.
02:15Let's go.
02:44Let's go.
02:46Let's go.
02:53Let's go.
02:56Let's go.
02:56Let's go.
03:00Let's go.
03:00Let's go.
03:02Let's go.
03:10Let's go.
03:11Let's go.
03:19Let's go.
03:28Let's go.
03:39Let's go.
03:41Let's go.
03:44Let's go.
03:45Let's go.
03:58Let's go.
04:02Let's go.
04:03Let's go.
04:04Let's go.
04:07And at the same time, since we are talking about the law of 1949, it is a instrument that somehow
04:14has a story, a path that somehow has been confirmed in the course of the years,
04:19it is never been put in discussion, so we can define this law as a true monument from a point
04:29of view normative and also from a point of view programmatic,
04:33on the importance of conservating and valorizing the beauty in our country and therefore pushing the diverse administrations,
04:46as regards to the community, the community, the community and the metropolitan cities, to use it with full awareness.
04:58Prossima fermata, 27 maggio.
05:26Prossima fermata, 27 maggio.
05:31I sindaci sono diventati realmente l'avamposto politico nel rapporto con i cittadini.
05:41Dico sempre, fino agli anni 2000 si parlava sempre dell'Europa delle regioni, tutto questo non esiste più
05:50ed è stato via via sostituito da reti di città.
05:53Le città si mettono insieme, dialogano, i sindaci dialogano tra loro e cercano anche, con diversa sensibilità ovviamente,
06:06ma di riflettere sul fatto che la cultura non è soltanto la possibilità di organizzare eventi in una città
06:15che attraggano turisti o che diano benessere ai cittadini, ma è qualcosa che va coltivato continuamente e che riguarda il
06:25modo di essere delle persone
06:28e la costruzione di comunità.
06:30Quindi non soltanto gli eventi culturali, che non è la cosa che più ci interessa, ma la costruzione di processi
06:37che possano arricchire gli spazi pubblici di opere, ma anche di esperienze e di incontri.
07:03Se guardiamo le nostre città il tema della bellezza si pone, il tema della valorizzazione dell'arte è una urgenza
07:14assoluta,
07:16rispetto anche alla condizione e da un punto di vista urbanistico e da un punto di vista anche talvolta della
07:23condizione dei servizi.
07:25È un'urgenza e quindi da questo punto di vista io colgo questa occasione anche per poter rilanciare al nostro
07:34interno come associazione
07:37in favore dei comuni, dei sindaci, degli amministratori, degli uffici tecnici comunali, che poi sono quelli che in qualche modo
07:43sono chiamati a dare attuazione a questa norma, a avviare le procedure e anche a muoversi in un labirinto normativo.
07:53Perché la norma è chiara, ma per il resto poi la condizione nella quale si muovono gli uffici non è
08:00sempre agevole.
08:00Il codice dei contratti, le continue modifiche del codice dei contratti ne sono una dimostrazione.
08:07Quindi possiamo ripartire da lì e provare anche a lanciare un messaggio più complessivo,
08:12nel senso che la norma va rispettata, perdere queste risorse, non utilizzarle rispetto a opere comunque imponenti
08:21è qualcosa che non ci possiamo permettere nella nostra condizione, ma forse vale da monito rispetto a come il pubblico
08:29deve operare
08:31nell'attività quotidiana e quindi capire che l'importanza dell'arte e della bellezza nelle città è un valore comunque,
08:43a prescindere che ci sia una imposizione normativa. Credo che su questo però, onestamente, a proposito di stato dell'arte,
08:50ci sia ancora tanto da fare.
08:54Io credo che la legge del 2%, la possibilità che questa legge venga realmente attuata e che venga realmente utilizzata,
09:02soprattutto in un momento in cui in Italia gli investimenti in opere pubbliche dovrebbero essere sostanziosi
09:08per i finanziamenti che arrivano al PNRR, eccetera, possa essere veramente l'occasione per riportare l'arte e la cultura
09:19al centro dell'esperienza quotidiana delle persone.
09:23Questo sia perché tu hai la possibilità di vedere un'opera d'arte all'interno della tua città,
09:31sia perché la presenza di artisti che lavorano in quella città produce contaminazioni.
09:36Io credo che l'attenzione sul manufatto artistico di qualunque tipologia e a qualunque disciplina appartenga
09:49vada visto come il risultato di un processo e al tempo stesso anche come inizio di ulteriori processi,
09:58di aggregazione, di luoghi che vengono riaperti, che vengono frequentati,
10:03cercando di immaginare che in questo modo la dimensione culturale dei cittadini possa crescere
10:10e che possano ritrovarsi dei valori intorno a una comunità di condivisione per visioni di futuro diverso,
10:21possibilmente facendo in modo che il riconoscere valori identitari non determini chiusura delle comunità,
10:29ma determini al contrario, all'opposto, apertura e contaminazione con tutti coloro che arrivano nel proprio territorio.
10:39Il mio percorso da gallerista, ma da amante dell'arte, sicuramente mi ha permesso di conoscere i grandi messi dell
10:46'arte contemporanea.
10:49Uno dei momenti sicuramente più belli che posso mettere nel mio bagaglio di esperienze e di rapporti vissuti
10:57è stato quello con i Detoshi Nagasawa, uno dei maggiori scultori del XXI secolo, che con la Sicilia ha tantissimo.
11:04Veramente una delle opere più interessanti che ho vissuto, ho visto e ho apprezzato
11:11e che mi hanno permesso di pensare, di riflettere, di conoscere questo grande artista, sicuramente è stato Il giardino di
11:17Proserpina,
11:18un'altra opera importante e imponente realizzata in Sicilia con l'occasione della legge del 2%.
11:46Quel lavoro di Detoshi è un lavoro affascinante.
11:49È un giardino dove si trascorre un po' l'esperienza di questo grande artista.
11:55E Detoshi, che mi ha permesso di andare a casa sua, a conoscerlo, era legato a quelle zone.
12:03Perché? Perché la sua casa estiva, per questo artista, era a Castorreale, a 20 minuti circa da Barcellona a Pozzo
12:11di Gop.
12:11E questo era un legame importante, questo rapporto che lui teneva con questa provincia, con quel luogo,
12:18con quei luoghi che l'hanno accompagnato negli ultimi anni della sua vita.
12:22Tu però adesso ritorni spesso qui in Sicilia, perché è anche Messina, no?
12:29Sì.
12:32Hai trovato anche questa opportunità di trovare qui della pietra, buona, bella pietra, di questa cava.
12:39Sì.
12:39Si può quindi continuare a lavorare anche qua?
12:42No, infatti l'anno scorso, in estate, il mio amico, due miei amici di Barcellona, di Pozzo di Gotto,
12:51mi ha portato queste diverse cave, quindi Sicilia, per farmi vedere queste marmi siciliane,
13:03bellissime, che loro vogliono, che io utilizzo per scultura.
13:09Certo.
13:09Però è arrivato ad Alberto, ha fatto il primo lavoro di fare qui.
13:14Ha una rapidità che gli bisogna riconoscere ad Alberto.
13:19Il mio legame con lui parte da una chiacchierata a Castorreale, in una casa bellissima, con una visione,
13:27con un balcone che si guardava le olie, con una tazza di tè verde giapponese,
13:34e in poche parole subito abbiamo trovato quel feeling, quel feeling che a volte non basta
13:40tra un gallerista e un artista, ma tra un giovane e un anziano.
13:46Un anziano che vuole trasmetterti tanto, mi ha trasmesso tanto il dottor Shina Kasawa,
13:50è stato uno dei tasselli più importanti della mia vita,
13:53e sicuramente ho a memoria di tutte le conversazioni che abbiamo fatto
13:57e sui progetti che avevamo messo in campo.
14:01Lui realizzò l'ultima sua mostra nella mia galleria.
14:23Lui realizzò l'ultima sua mostra,
14:53il 2018, fecimo una grande mostra, con delle opere realizzate con il marmo di Custonaci,
15:00un marmo della nostra terra, un uomo che guardava l'identità di un territorio,
15:04e forse oggi la legge del 2% è questo che deve valorizzare,
15:07non solo la realizzazione di opere d'arti, contemporanee, ma soprattutto anche imponenti,
15:12ma deve valorizzare un territorio.
15:13Quelle opere devono essere realizzate con il sentimento, il simbolo, i materiali,
15:21di un territorio che si vuole riscoprire e che vuole riqualificarsi.
15:25E questo è il tassello che forse manca a una legge che può essere ancora migliorata.
15:29So che esiste questa legge, che è una legge a beneficio della produzione di opere d'arte,
15:38ma non ho mai avuto la fortuna di fruirne per Farm Cultural Park.
15:43Sono contrario a questa legge del 2%, da quando ho iniziato il mio percorso d'arte
15:49ho sempre sentito parlare della legge del 2%, di come si possono utilizzare queste cifre
15:56rispetto a un appalto originario di miliardi magari.
16:01La creatività di questa destinazione di soldi è limitata soltanto a un oggetto
16:07che viene progettato a bozza anche discutibile, è come un arredo che si pone alla base di questo palazzo,
16:17edificio pubblico, di una strada.
16:20Io penso che più giusto non sia ancora oggi parlare del 2% che è stato un fallimento,
16:28perché quanto nel patrimonio italiano, in tutti questi appalti pubblici
16:34che sono stati destinati alla spesa pubblica, sono stati convertiti in arte.
16:38Poco, e forse anche meglio che è stato poco, perché si sarebbe fatto forse anche molto danno.
16:44Danno di oggetti che non avevano senso rispetto al progetto generale creativo.
16:50Se si vuole affrontare il dibattito, penso che sia più giusto affrontare il dibattito
17:00in un momento come la nostra contemporaneità, dove la creatività a volte non ha più la visione
17:06di quell'essere futuro, ecco la progettazione deve nascere insieme tra l'artitetto e l'artista.
17:14Io ho lottato in tanti apparti pubblici non per far applicare il 2%,
17:19ma per trasformare quelle somme a disposizione, dall'arredo urbano, al prospetto,
17:26all'interno di un palazzo, qualunque lavoro pubblico, con tutti i soldi che ci sono per l'ordinario.
17:33Ecco, se quell'ordinario viene affidato non all'acquisto con il catalogo dell'oggetto,
17:38della materia, ma a un artista, l'artista e l'architetto insieme forse potrebbero condividere
17:46un processo di creatività che non trova il senso nella rappresentazione dell'arte al 2%,
17:54ma trova il senso in un'armonia creativa tra l'architetto e l'artista.
17:59Quindi continuare a parlare del 2% è offensivo per l'arte, per l'artista, qualunque artista di qualunque livello.
18:08La legge del 2% è un'opportunità importante per l'Italia e per la Sicilia
18:12e io ho avuto un'esperienza importante nel 2014,
18:17la possibilità di guardare attraverso internet a un avviso pubblico
18:21che permetteva la realizzazione di un'opera ambientale al Belvedere di Alia.
18:27Subito capì che era un'opportunità importante
18:30e chiamai un'artista delle Madonie, anche se vive da tempo a Roma, che era Croce Teravella.
18:38Il mio rapporto alla ucciria è stupendo, è un grande periodo.
18:43Inizia diciamo nel 90, io venivo da un'esperienza di...
18:46ero stato a Roma per un paio d'anni, che lavoravo come assistente e scenografo qui alla RAI,
18:51torno di nuovo a Palermo, anche perché quel lavoro non mi interessava molto,
18:57volevo dipingere, fare proprio le mie cose
18:58e lì non avevo spazio, quindi torno lì,
19:01mi avvicino alla ucciria con un mio amico Marco Gardona,
19:05un grande pittore, fra l'altro eravamo in Accademia poi assieme,
19:10avevamo frequentato l'Accademia negli anni 80
19:12e poi siamo tornati, ci siamo rivisti lì alla ucciria
19:19e mi ha portato in questo posto fantastico alla Taverna Azzurra.
19:31Subito capimmo che era un'opportunità da cogliere
19:34e pensammo subito di realizzare dei bassorilievi in piccolo formato
19:38per capire come poteva essere accettato dalla collettività di questo comune siciliano che era Alia.
19:44Abbiamo pensato di rappresentare le grotte della Gurfa, che è un simbolo di questo territorio,
19:49e abbiamo pensato non solo di realizzare un bassorilievo tridimensionale di grande dimensione,
19:55ma soprattutto di riportare e riscoprire, studiando la storia di quel paese,
20:00quelle tradizioni importanti che sono quelle agricole all'interno di questa grande opera.
20:05Un'occasione unica per confrontarci con il pubblico,
20:09un pubblico che era quello della città di Alia, un piccolo comune,
20:12ma allo stesso tempo che potesse in qualche maniera nel tempo tramite questa grande opera
20:17attrarre visitatori e appassionati dell'arte.
20:54Un pubblico che era un pubblico, un pubblico che era un pubblico,
21:12un pubblico che era un pubblico, un pubblico che era un pubblico,
21:42e da lì piano piano abbiamo iniziato a fare, c'è un'altra associazione d'arte contemporanea
21:48che abbiamo creato, questo gruppo, lì in questo palazzo Rammacca,
21:54e poi il destino che si vuole è che il palazzo Rammacca sia stato sempre presente.
22:36Lì inizio a realizzare questa associazione dove fratto ce la presenta anche un altro mio amico pittore,
22:42che lui abitava lì ancora prima di me, Guido Baragli, scompasso anche lui da poco,
22:50e si inizia un po' a lavorare come associazione culturale,
22:53d'arte moderna e contemporanea, con Falcone, Bramante, abbiamo fatto un po' delle esperienze,
23:01si è portato anche la mossa per esempio di Kunnels a Palermo, Bois, altre cose,
23:07ma soprattutto è interessante il rapporto con il pubblico, con il popolo che abitava lì,
23:11quindi dai negozianti, dai pesciventoli, le mecellerie,
23:16si creava questo clima proprio lì attorno alla traverna, molto simpatico.
23:21E poi anche lì nell'associazione, poi negli anni, da lì abbiamo sciolto questo gruppo
23:28e poi abbiamo realizzato quest'altra associazione con un gruppo fantastico,
23:32con Boris Jürgen, insomma Jürgen austriaco, Boris tedesco,
23:38e da lì abbiamo iniziato a fare anche sempre esperienze artistiche, anche stage teatrali,
23:42poi si creava un gruppo, anche se mi ricordo, australiani, francesi, tedeschi,
23:46insomma un po' di tutto, mi arrivino anche presenze, anche, mi ricordo,
23:53Niccheve, altre persone, insomma, che bazzicavano sempre lì.
23:58Quando io arrivavo a Palermo nel 92, intanto arte contemporanea nello spazio pubblico
24:05non era veramente presente e dirò per noi un bel po' di tempo dopo che abbiamo fondato
24:13l'associazione culturale Mondotondo alla Vucceria, finché iniziò questo procorso
24:21con l'arte contemporanea nello spazio pubblico, esattamente con UV Edge.
24:26Oggi, dopo tanti anni, penso proprio così che
24:37il luogo pubblico, Piazza del Refello a Palermo,
24:48non ho scelto io, invece, questo luogo pubblico ha scelto me.
25:00UV Edge è sicuramente l'artista che ho amato di più e che continua ad amare di più,
25:10un artista straordinario come pochi ne ho conosciuti nella mia vita, forse nessuno, direi.
25:25È difficile spiegare la portata del lavoro di UV e anche come lui vive il suo rapporto con l'arte,
25:34che è totale, che prescinde dal mercato, che prescinde dalle gallerie, che prescinde dalle quotazioni.
25:39Ed è divertente come dopo un lungo tempo ho capito quanto avesse influenzato
25:49anche il lavoro che abbiamo fatto a Favara nei Settequartili.
26:01Senza saperlo, in realtà, avevo assorbito quel suo modo di lavorare nella piazza,
26:07con la gente, con le persone del luogo, con i bambini e in qualche modo ho filtrato
26:13da una sensibilità diversa, da altri artisti, ha anche in qualche modo influito
26:19a quello che abbiamo fatto a Favara.
26:41Grazie a tutti.
27:22Noi lo abbiamo nell'associazione ospitato per un periodo e lui voleva lasciare un segno della sua presenza.
27:30Prima pensava di dipingere i nostri muri dell'associazione, però ben presto ha visto questo enorme edificio
27:41in piazza Garaffello che fu nei anni precedenti decostruito del comune di Palermo per sicurezza
27:49e lo ha iniziato a renderlo con i suoi murales come dei interiori di un passato mai vissuto
28:00che poi alla fine ha portato anche alla conclusione di alcuni storici di Palermo pubblicati nei libri
28:08che questi fossero gli interni delle case di Palermo di una volta.
28:41Comunque...
28:45Ho creato dall'inizio, in questi 19 anni, permanenza attiva.
29:08Con tutto il mio cuore, il futuro d'arte, mentre gli instituzioni sono impegnati
29:22con i loro amici a contare i soldi e a dare a me, per questo luogo pubblico,
29:36a piazza Garaffello a Palermo, tante tante brutte notizie e belle informazioni.
29:44E con queste informazioni ho creato con il mio cuore, con la mia testa, con tutti i cittadini intorno,
30:00con una bellezza.
30:25E oggi, dopo tanti tanti anni che non sono più a questo luogo pubblico,
30:37lo mando a tutte queste direzioni che abbiamo notato, dove sono presenti tanta tanta gente,
30:50là, in questo luogo, in questa città di Palermo, in questo bellissimo paese, Sicilia.
31:01Tutta questa gente ti portano oggi tanti, tanti soldi.
31:11E per questo sono felice, perché la Banca Nazion che ho creato per almeno dieci anni non c'è più.
31:38Dopo che Uwe ha iniziato con i suoi Morales, naturalmente questa idea subito ha iniziato
31:47anche a essere ispirazione per altri artisti. Il primo era Croce da Ravella.
31:52Abbiamo creato proprio un gruppo un po' di carino, culturalmente simpatico,
31:59facevamo anche delle feste, delle grandi belle mangiate in questo posto.
32:04Andavamo nelle trattorie, nell'osteria, sempre dentro la gucceria.
32:07Si faceva bella per i pittivi.
32:08Era un modo per vivere.
32:11Ma che poi la gucceria diventa, per me, anche un'isola.
32:14E' un'isola felice.
32:16E' un'isola in pratica perché tu alla fine se affonti dentro non esce più.
32:20E' come un bacino che scende proprio sotto le scale di via Roma.
32:23E rimani in quegli anfratti.
32:26E da lì proprio...
32:27Io penso nemmeno, che so, la spesa tutto lo realizzavo sul posto.
32:35Qualsiasi incontro, qualsiasi appuntamento avveniva sempre lì.
32:40E quindi c'è una situazione, diciamo, fervida, ai tanti, in tutti i sensi.
32:47Poi abbiamo iniziato a creare queste installazioni.
32:49Questo è alla fine proprio l'ultimo periodo che stavamo lì.
32:52E c'è un altro artista molto bravo, Uwe Jansch, che ha fatto questa installazione nella piazza.
32:57Dove lui proprio ha creato con gli stand, ha ricreato, che poi in più anni l'ha sempre ripreso.
33:04Questo lavoro proprio su questa parte sventrata di piazza Garraffello.
33:10Mentre io di pari passo dietro, proprio alle spalle, proprio nella piazza attinente al palazzo dall'altro lato.
33:19Che era una piazza chiusa, terremotata, per cui sigillata.
33:24E lui poi ha creato, dietro di Palazzo Ramacca, dove era la sede della nostra associazione,
33:34un altro enorme murales, ai tempi fatti con i colori dei pompieri.
33:47E così ha creato questa installazione totale, dove pure Solim ha recitato.
33:53E così ha creato.
33:56E così.
34:07E così.
34:12E così.
34:29Io direttamente con una pompa a pressione iniziavo a dipingere tutti i palazzi, tutto attorno, che c'erano su questa
34:36piazza.
34:36Poi ho creato anche un'installazione con delle finte tombe, insomma tutte rialzate in acciaio soltanto nel fondo.
34:44E quindi era proprio un'operazione che ho creato direttamente sull'uovo.
34:52Un'installazione scultorio-pittorica, che poi anche su questo devo dire abbiamo fatto un po' riprese, filmati, insomma.
35:01Poi l'abbiamo inaugurato.
35:02E poi questo, fra l'altro, Montotonto era una bella avventura, perché molte persone erano presenti,
35:10facevamo sempre un sacco di operazioni, fra l'altro coordinavamo tutto con il pubblico.
35:16Noi, per esempio, invitavamo anche ragazze della uccilia, persone che venivano da noi e noi andavamo da loro.
35:23Si creavano queste feste anche in piazza di bere vino, birra, filmati, documentari, partite di calcio quando c'erano mondiali,
35:31europei.
35:32Insomma, tutto una bella situazione, sì.
35:37Poi, vabbè, continuerò la nostra esperienza in questo, perché abbiamo visto il grande potenziale.
35:46che c'è in questa creazione di proprie opere contemporanee nello spazio pubblico.
35:55E abbiamo immaginato un parco d'arte alla Vuceria con tanti artisti di Austria e anche di Palermo
36:09e così di fare questo connubio che ha iniziato con Uwe e Croce.
36:16Grazie.
36:19Grazie.
36:20Grazie.
36:29Grazie.
36:31Grazie.
36:31Grazie.
36:46Grazie.
36:48Grazie.
36:51Grazie.
36:53Grazie.
36:53Grazie.
36:54Grazie.
36:57Grazie.
37:00Grazie.
37:02Sicilia non ci ha dato più i fondi che prima pensavamo di avere, è venuto il Comune di Emilia
37:11Valenza, responsabile per gli arti visivi al Comune e diceva guarda ha piaciuto anche così
37:19tanto all'assessore ai tempi Giusto Catania che vogliono finanziarlo e così ha iniziato
37:27questo rapporto con le istituzioni che noi come associazioni che prima non mai chiedevamo
37:36dei finanziamenti pubblici, anzi abbiamo tutto fatto con i nostri mezzi, con i nostri soldi
37:43anche siamo stati finanziati dal pubblico
38:02Il mio rapporto con le istituzioni è molto variegato nel senso che quando si incontrano le persone belle
38:16ovviamente i rapporti sono eccezionali e si riescono a fare delle cose importanti come è accaduto qui a Mazzarino
38:22abbiamo trovato una municipalità molto accogliente e combattiva per portare farm a Mazzarino
38:31Negli anni abbiamo avuto anche dei momenti molto difficili, di scontri
38:37è capitato con il Comune di Favara ma probabilmente lo scontro più feroce è stato qui a Mazzarino
38:47è un rapporto complesso perché spesso le istituzioni fanno fatica a dialogare con l'innovazione
38:58c'è da dire che è chiaro che impiantare una foresta all'interno di un edificio in rovina
39:06non sta dentro nessuna categoria catastale e ci vuole un certo grado di intelligenza e di apertura mentale
39:15per poter trovare anche la dimensione normativa che giustifichi l'innovazione
39:22questo non accade spesso, talvolta si preferisce tenere gli occhi chiusi
39:30ma credo che sia un problema strutturale nel nostro paese che fa molta fatica a ragionare con tutte quelle istituzioni
39:40con tutti quei progetti che in qualche modo spostano i confini e creano delle cose che fino a ieri non
39:46esistevano
39:47l'arte non è arredo, l'arte non è superficie, l'arte è anima
39:54e forse tutti gli architetti e gli ingegneri collaborando con gli artisti
39:59che hanno una visione di quello ordinario sempre nella dimensione straordinaria
40:04come ho fatto in tutti i miei processi artistici creativi
40:08ecco, si potrebbero lasciare nel territorio nazionale delle opere d'arte
40:13che non sono più l'oggetto ma è il processo
40:16un processo creativo che vuole avere come mission alla base di questa contemporaneità
40:22l'educazione alla bellezza
40:24educare la bellezza è il senso del nostro tempo
40:28le opere uniche con chiodo di bucci via
40:32questo chiodo di bucci via è vero
40:49quando si parla del futuro di Farm ci sono due ipotesi
40:55l'ipotesi più accreditata, ahimè, è l'estinzione
41:02è brutto dirlo, Farm è per me evidentemente una terza figlia
41:08ma la storia ci insegna che anche le grandi istituzioni commerciali
41:15le grosse multinazionali hanno una vita media di 40 anni
41:18ovviamente non è quello che ci auguriamo
41:21non è quello per cui lavoriamo
41:22c'è una piccola possibilità
41:24in realtà che Farm diventi una piccola multinazionale
41:29della cultura dell'educazione
41:30che oggi ha in qualche modo sede in Sicilia
41:35ma che potrebbe avere delle antenne in un tempo breve
41:39a Detroit, in Africa, a Macao, in Cina
41:45piuttosto che in altri posti nel mondo
41:47per creare questi ponti tra culture
41:51tra diverse discipline
41:54tra diversi pensatori
41:57perché tutto quello che facciamo
42:00da tre decenni a questa parte all'interno di Farm
42:02con l'arte, con l'architettura
42:04si mette sempre al servizio delle persone
42:08del modo di pensare, del modo di essere
42:10del modo di vivere
42:14cercando di migliorare noi stessi
42:16migliorando i luoghi nei quali abitiamo
42:42la regia sul mare è una grande agenzia educativa
42:45la bellezza è un'esperienza di quel cuore
42:49che trova nell'appartenenza all'essere opera e il senso
42:53qui l'artista non ha voluto soltanto rappresentare
42:58il suo percorso estetico
42:59ma ha trovato il suo senso nel consegnare al pubblico
43:05quell'educazione alla bellezza
43:07che passa attraverso lo stupore, la meraviglia
43:10o anche il fastidio, il disturbo
43:13sono dei luoghi dell'anima
43:15ogni stanza non rappresenta l'arte in quanto segno
43:20che cosa significa, che cosa vuol dire
43:23ma ogni stanza è uno spazio emozionale
43:27dove ognuno di noi, il fluidore, ritorna a sentirsi emozionalmente
43:32valore universale di essere opera
43:36ecco, ritornare a essere opera
43:39e sentire che ognuno di noi fa parte di quell'opera dell'universo
43:44questa è la bellezza
43:46la bellezza
44:31This opera, after 40 years, has been recognized in all the world and has become a Meta Internazionale,
44:38still today, in my life as eretico, I have had to face an ennesima prova that does not have to
44:48pass by the recognition.
44:51The eretico does not have to ever cede to the real ego, also the artist, who finds sense in being
45:01recognized.
45:02L'eretico forse deve finire il percorso della sua vita nella coerenza e nel valore di differenza,
45:10testimoniando il senso nel processo.
45:12Ecco, io, oggi, nella mia stagione della vita, forse è più giusto, è un po' pesante, ma è giusto forse,
45:23che io vado un po' in uscita, non con il riconoscimento di un sistema, ma con il valore eretico della
45:31testimonianza.
45:32E questa eresia della bellezza si è manifestata subito in quello che per loro, come sistema, è la contrapposizione,
45:41quello che per loro è l'arroganza di un potere che trova nella norma, nel suo senso.
46:15L'eretico
46:17I was also inquisited in this summer, to be part of something that is not a norm, and
46:27I thank the people who are not a norm.
46:30I respect the laws, I don't respect the arrogance of the law, of the apologetics that ostens
46:37their violence.
46:38And here there was this normative violence, and there was also a violence of not recognizing
46:45that international law that a person, a private law, has given to everyone as common.
46:52All 10 communities, small countries, who live today thanks to my son,
46:59the Fiume La Tarte and also to the Museo Albergola degli Sul Mare.
47:02However, the arrogant and obtuse system starts with the suicide and finally is the suicide
47:10of that same power.
47:27I'll see you next time.
47:28I will see you in the next one.
47:29I will see you next time.
47:30I will see you next time.
47:36The world is the most important part.
47:36I will see you next time.
47:37It's the most important part.
47:39The world is a world where you live.
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