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Trascrizione
00:00Per anni ha lavorato nelle scuole superiori di Brescia come collaboratrice scolastica grazie a un diploma che in realtà non
00:06esisteva.
00:07Ora la Corte dei Conti della Lombardia l'ha condannata a risarcire allo Stato oltre 31 mila euro per danno
00:13erariale.
00:14Protagonista della vicenda è una donna di 36 anni che secondo la sentenza l'ha riuscita a entrare nelle graduatorie
00:20del personale ATA nel 2017,
00:22dichiarando un titolo di studio falso che sosteneva di aver conseguito con il massimo dei voti.
00:27Grazie a quella dichiarazione non veritiera aveva ottenuto incarichi a tempo determinato tra il 2018 e il 2022
00:33in diversi licei e istituti tecnici cittadini, percependo complessivamente più di 60 mila euro di stipendi pubblici.
00:40La vicenda è emersa durante controlli sulla veridicità dei titoli dichiarati.
00:45Da qui è partita l'azione della Procura Contabile e parallelamente anche un procedimento penale per falso e truffo,
00:51distinto però dal giudizio davanti alla magistratura contabile.
00:54Nel merito i giudici non hanno avuto dubbi.
00:56La falsità del titolo è stata ritenuta provata e la responsabilità della donna accertata.
01:01Non è pensabile, si legge nella sentenza, che non fosse consapevole di aver presentato un documento artefatto.
01:07Diversa invece la valutazione sull'entità del danno.
01:10Pur riconoscendo che le retribuzioni erano state percepite indebitamente,
01:14la Corte dei Conti ha tenuto conto dell'attività lavorativa effettivamente svolta,
01:18senza rilievi disciplinari relativa a mansioni che non richiedono competenze specialistiche elevate.
01:23Per questo risarcimento è stato ridotto al 50% degli stipendi percepiti,
01:28poco più di 31.000 euro a cui si aggiungono interessi legali e spese di giudizio.
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