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  • 20 ore fa
Il sindaco di Forza d'Agrò Bruno Meliadò ed altre tre persone sono finiti agli arresti domiciliari nell'inchiesta sui falsi trasferimenti di residenza nel comune jonico. 59 richieste sono risultate false nell'inchiesta condotta dai Carabinieri e coordinata dalla DDA di Messina. I trasferimenti di residenza avrebbero consentito al sindaco uscente di essere riconfermato.

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Trascrizione
00:0096 falsi trasferimenti di residenza nel piccolo comune di Forza d'Agro che conta non più di 835 abitanti.
00:08Un flusso anomalo scattato dalla fine del 2023 ad aprile 2024 in prossimità delle elezioni amministrative che si sono tenute
00:15l'8 e 9 giugno successivi.
00:18Le segnalazioni giunte ai carabinieri hanno portato all'apertura di un'inchiesta da parte della direzione distrettuale antimafia di Messina
00:24e oggi a distanza di soli 15 giorni dagli interrogatori sono scattati i provvedimenti cautelari.
00:29La giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore ha disposto la misura degli arresti domiciliari per il sindaco di Forza
00:35d'Agro Bruno Migliadò, 71 anni,
00:37per il capogruppo consigliare di maggioranza Emanuele Di Cara, 49 anni, per l'ispettrice capo della polizia locale Carmela Bartolone,
00:4562 anni,
00:46e per l'ausiliario del traffico Carmelo Larocca, 53 anni.
00:50Ad un altro consigliere di maggioranza è stato applicato il divieto di dimora a Forza d'Agro.
00:53Nessuna misura per un ispettore di polizia locale per il quale la sostituta procuratrice Francesca Bonazinga aveva chiesto gli arresti
01:01domiciliari.
01:02L'indagine dei carabinieri scattata nel marzo 2024 ha consentito di portare alla luce un sodalizio criminale
01:08che grazie a numerose attestazioni di residenze false ha consentito di votare a persone che non ne avevano diritto
01:14inquinando l'esito delle elezioni amministrative a favore del sindaco uscente Bruno Migliadò.
01:19A insospettire gli investigatori l'alto numero di richieste di trasferimento della residenza Forza d'Agro in un lasso di
01:25tempo così esiguo.
01:26Le indagini condotte con l'impiego di intercettazione di telefonica, analisi di tabulati, acquisizioni di documenti
01:32hanno chiuso il cerchio attorno a Migliadò. Nell'inchiesta sono coinvolte altre 67 persone per aver concorso a vario titolo
01:38a formare falsi verbali di accertamento di iscrizione anagrafica. Tra i luoghi in cui veniva attestata la residenza
01:45vi erano immobili inesistenti, disabitati o addirittura le camere di due alberchi riconducibili rispettivamente al sindaco
01:53e ad uno dei consiglieri comunali indagati ed uno stabilimento balneare nella frazione Fonda Coparrino.
01:59La Bartolone e la Rocca, rispettivamente agente di polizia municipale e ausiliario del traffico,
02:04in qualità di accertatori anagrafici avevano falsamente attestato l'effettivo trasferimento di numerose persone
02:10che avevano chiesto di ottenere la residenza Forza d'Agro. Su 96 richieste di residenza analizzate dai carabinieri,
02:1659 sono risultate false, numero ancora più rilevante se si considera che a fronte di 673 votanti
02:24Meliadò è stato eletto con uno scarto di soli 30 voti, mentre la lista che lo sosteneva si è affermata
02:30con 40 preferenze.
02:31Le indagini hanno accertato che il sindaco uscente aveva assunto personalmente il controllo dei procedimenti di verifica delle residenze.
02:39Da sottolineare che nell'aprile 2024, a ridosso delle elezioni, l'ausiliario del traffico, Carmelo La Rocca,
02:46era stato nominato accertatore anagrafico, risultando poi l'esecutore della maggior parte dei controlli
02:51da cui era scaturito il cambio di residenza.
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