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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:00Immaginate la scena. Siamo negli anni novanta e i videogiochi sono ancora considerati una
00:05distrazione per nerd e per ragazzini. Poi, improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno,
00:11qualcosa cambia. PlayStation arriva infatti sul mercato e lo fa buttando giù la porta
00:17a calci. Il suo stile comunicativo è spaccone, surreale e quasi iconoclasta, tanto che in
00:23tv cominciano a comparire spot che non pubblicizzano più il videogioco in sé, quanto piuttosto
00:28l'esperienza. E allora dai, facciamoceno un giro sulla giostra dei ricordi, dando uno sguardo
00:34ad alcune delle pubblicità che hanno fatto la storia del marchio. Seguiteci.
00:43Uno dei primi spot PlayStation è anche uno dei più famosi e apprezzati di sempre, e questo
00:49proprio per la sua capacità di coinvolgere persone che fino a questo momento poco hanno
00:53a che fare con il videogioco. Senza mostrare alcun titolo quello che infatti Double Life
00:58fa è raccontare l'esperienza umana attraverso le tematiche della definizione identitaria e
01:04dell'escapismo.
01:06Da anni vivo una seconda vita, dice la prima persona che vediamo. Di giorno lavoro, ma di
01:12notte vivo un'esistenza euforica, di battiti mancati e di adrenalina.
01:17Il grande successo di Double Life nasce dunque dalla capacità di dar voce a una moltitudine
01:21di persone unite dalla forza trasformativa del videogioco. Persone insospettabili e lontane
01:27dallo stereotipo del gamer, come ad esempio anziani, operai, mamme, colletti bianchi e
01:31anche teenager o bambini. Alla fine poi si torna di nuovo al primo uomo che abbiamo visto,
01:37un po' come se tutte queste identità vivessero al suo interno, o come se facessero parte di
01:42una sorta di comunità di videogiocatori. Non ho rimpianti, perché anche se ho avuto
01:47una doppia vita, almeno posso dire, ho vissuto.
01:58Ebbene, ci sono molte cose che questo spot fa in maniera eccezionale. Prima di tutto parla
02:04ai videogiocatori, ricordando loro che amano così tanto il Medium per la possibilità di
02:08entrare in nuovi mondi, di essere quindi qualcun altro e di avere esperienze che vadano al di
02:13là della loro realtà. Inoltre riesce anche a celebrare il legame unico che questi hanno
02:18con la loro passione e il significato profondo della parola giocare. E allo stesso tempo però
02:23si rivolge anche ad un nuovo pubblico, ovvero quelle persone che non hanno mai tenuto in mano
02:27un pad, e ridefinendo quindi il gioco come un bisogno universale. Insomma, Double Life crea
02:34un ponte che collega questi individui che appartengono a contesti apparentemente incontro.
02:38Riconciliabili e oltretutto lo fa alla grande.
02:43Diretto da Chris Cunningham, Mental Wealth si focalizza invece su un messaggio complementare
02:48che PlayStation cerca di trasmettere al pubblico al fine di cambiare la considerazione del videogioco.
02:53Se infatti Double Life si concentra sul modo in cui l'intrattenimento può far parte della
02:58vita di chiunque, Mental Wealth parla invece delle possibilità, spostando quindi il discorso
03:03dalle persone alle esperienze. In una stanza asettica una ragazza aliena si rivolge direttamente
03:09al pubblico. Sapete cosa mi fa arrabbiare delle grandi imprese
03:13dell'umanità? Che non sono mai stata io l'umana in questione.
03:17Il videogioco diventa così una piattaforma attraverso cui far fruttare l'immaginazione
03:22e diventare protagonisti di imprese al di là del possibile. Atterrate sulle vostre lune,
03:27dice la ragazza. Non bisogna quindi ripercorrere i passi di chi è venuto prima di noi, beh sì,
03:33usare la fantasia per usare qualcosa di più coraggioso. Il tono e l'aspetto della ragazza
03:38suggeriscono poi che la mente umana non ha alcun limite e rinforzano l'idea che PlayStation non sia
03:43solo un passatempo mirato all'atto fine a se stesso del giocare, quanto piuttosto uno strumento per
03:49immaginare e raggiungere traguardi che altrimenti non potremmo nemmeno sognare.
03:54Si chiama Ricchezza Mentale
03:57Per il più iconico degli spot di PS2 si è invece scelto uno dei più grandi registi della storia del
04:03cinema, ovvero David Lynch. E chiunque conosca e apprezzi la settima arte sarà sicuramente in
04:09grado di riconoscerne la mano dopo appena pochi istanti. Un uomo che sembra fluttuare cammina
04:15infatti in uno spazio strambo e poi geometrie, suoni, forme alterate proprio come in uno stato
04:21allucinatorio. Una donna dall'altra parte di un vetro gli fa segno di stare in silenzio e la
04:26prospettiva a questo punto cambia e ci mostra un doppione. Sembra quasi di rivedere gli spazi
04:31tra le dimensioni della loggia nera di Twin Peaks, mentre i rami dei sicomori scorrono in
04:36sovrapposizione sullo schermo e lo spettatore assiste allucinato alla testa del personaggio che
04:41si stacca prima di fluttuare via. Siamo dunque in uno spazio al di là della realtà, ed è una
04:47consapevolezza questa che diventa ancora più palese quando assistiamo all'ultima scena. Il
04:52dibanarsi di un fumo denso ci lascia infatti intravedere un sofà dove sono seduti dei personaggi
04:57alquanto bizzarri. Una sorta di mummia, il doppelganger di poco prima, e una papera vestita
05:02di tutto punto che guarda il nostro protagonista e gli dice, benvenuto nel terzo luogo. Ed ecco,
05:09il terzo luogo rappresenta proprio uno spazio dove le regole del nostro mondo non funzionano.
05:14Ed è un messaggio questo che perdura anche nel secondo spot diretto da Lynch per PlayStation
05:182, ovvero Bambi, nel quale un pick-up finisce in pezzi quando inavvertitamente investe un
05:24cerbiatto che invece resta illiso. Ed è anche così che nasce il claim dello spot.
05:29Posto differente, regole differenti. La percezione dello spettatore viene dunque sfidata dallo
05:35stile surrealista di Lynch che con un approccio avant-garda suggerisce che questo spazio è
05:40profondamente diverso da quello a cui siamo abituati, e questo perché è forgiato dal
05:44potere trasformativo dell'arte e del videogioco.
05:49Per parlare con coniezione di causa di questo impressionante spot, forse è bene cominciare
05:54dai numeri. Girato interamente a Rio de Janeiro, Mountain ha infatti visto la partecipazione
06:00di oltre 1.500 comparse, di cui circa 50 stuntman professionisti. In post-produzione
06:07poi i numeri sono stati gonfiati fino a raggiungere 146.000 persone che si ammassano l'una sull'altra
06:14sulla cima del Rio Soul Center. Nella pubblicità, una giornata a qualsiasi a Rio viene interrotta
06:20dalla voce di Shirley Temple. La gente comincia così a correre, e ammassandosi in una vera
06:25e propria montagna umana che attira se centinaia, migliaia di esseri umani con l'obiettivo
06:30di arrivare in cima. Mountain riflette dunque la crescente popolarità
06:34del videogioco come mezzo di comunicazione, con un pubblico che ormai abbraccia ogni identità,
06:39ogni età e soprattutto ogni fascia sociale. Ma oltre al crescente numero di persone sempre
06:45più appassionate a questo mondo, lo spot racconta anche l'ambizione e la natura competitiva
06:50degli esseri umani, e anticipando dunque di pochissimo il proliferare dei titoli multiplayer
06:55online che su PlayStation stanno iniziando ad arrivare proprio in questi anni.
07:00La montagna dunque rappresenta l'allegoria della classifica, dove il più in alto vive
07:04un fugace momento di gloria prima di essere poi detronizzato. Il campo di gioco però qui
07:10non è del tutto virtuale, perché Mountain ci suggerisce che il videogioco ha definitivamente
07:14fatto il suo ingresso nella quotidianità di milioni di persone. Non esistono infatti più
07:19confini tra lo schermo e la realtà. Attraverso il medium diamo forma ad interazioni sociali,
07:24collaborazioni e soprattutto competizioni nel mondo reale.
07:29Nel 2013 PlayStation accompagna i videogiocatori da quasi vent'anni, e in molti casi quelli
07:35cruciali, dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'inizio della vita adulta. E di fatto
07:40For the Players Since 1995 racconta proprio questo. Mentre infatti fuori dalla finestra
07:46Londra cambia invasa dai grattacieli, i protagonisti del nostro spot sembrano invece non invecchiare
07:51mai, anzi vivono un'infinita adolescenza. Lo spot poi è così massiccio che rompe perfino
07:57lo schema dei 60 secondi tipico della pubblicità. È infatti la celebrazione di un percorso
08:03durato ben quattro generazioni, e si allunga dunque fino alla durata mostruosa di tre minuti
08:09e mezzo. Nei 18 anni dall'uscita dalla prima PlayStation i protagonisti vedono così gli
08:14spazi mutare. La città, la casa, la camera, il tutto in un falso piano sequenza che ruota
08:20mostrando di volta in volta i cambiamenti e i punti fissi della loro esistenza. E tra questi
08:24ultimi chiaramente anche il mondo PlayStation. Con il videogioco che è andato incontro ad
08:30un'autentica rivoluzione culturale, il momento del gioco è diventato infatti un'esperienza
08:34condivisa. Non è infatti più una doppia vita segreta, bensì un'occasione di incontro.
08:40La pubblicità parla poi direttamente alla generazione PlayStation attraverso immagini,
08:45suoni ed icone, stuzzicando la nostalgia, ma raccontando anche un orizzonte in continuo
08:50cambiamento, quasi come fosse una storia fuori dal tempo ambientata contemporaneamente
08:54nel passato, nel presente e nel futuro dei videogiochi.
08:59Ebbene, noi ci fermiamo qui. Ma ora diteci voi, invece, qual è lo spot che a vostro avviso
09:05ha comunicato meglio la filosofia di PlayStation? Fatecelo sapere come sempre nei commenti e non
09:11dimenticate di iscrivervi al nostro canale, se ogni tanto volete fare una bella passeggiata
09:16sul viale della nostalgia. Prima di chiudere questo video è doveroso
09:20da parte nostra chiedervi di lasciarci un bel mi piace e di suonare anche la campanellina,
09:25qualora ovviamente non vogliate perdere dei contenuti di valore come questo in futuro.
09:30Noi invece ci rivediamo al prossimo video a Markord, sempre qui, sul canale di Multiplayer.it
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