Nella confusione che regna ovunque dovremmo tornare a sperare nella vecchia cara Europa? L’Unione si è svegliata? Qualcosa sta accadendo ed è stato fatto.Mentre l’America di Trump metteva, toglieva e rimetteva dazi, a Bruxelles si sono fatti, in qualche caso superando ritardi di anni, numerosi accordi commerciali tesi ad abbattere le barriere. A sciogliere quei commerci su cui l’Europa e l’Italia hanno prosperato. C’è il Mercosur, intesa con alcuni Paesi dell’America Latina come Brasile e Uruguay, che nonostante l’opposizione di Paesi come la Francia, il 28 febbraio è stata annunciata l’entrata in vigore, anche se in via provvisoria. L’ accordo di massima con l’India, 1,4 miliardi di persone, annunciato sempre quest’anno. Martedì scorso la sigla dell’accordo con l’Australia che riguarda anche le sempre più ambite terre rare e che va ad aggiungersi a quello con la Nuova Zelanda. Mentre l’amministrazione Trump e Israele attaccavano l’Iran infiammando quotazioni di gas e petrolio l’Europa attuava le nuove regole semplificate e a burocrazia ridotta per la transizione energetica verso le fonti rinnovabili: unica strada graduale per arrivare alla non dipendenza da fonti fossili. Primo perché l’Europa come l’Italia non ne ha e poi, perché sin dall’invasione russa dell’Ucraina abbiamo capito quanto sia pericoloso affidarsi a regimi per produrre quell’energia necessaria alle nostre vite. Sento già i critici trovare questo o quel buco normativo, ostacolo e via dicendo. E chi li nega. Ma è ben diverso modificare, cambiare, far funzionare meglio, che invece arendersi al fatto che non possiamo fare niente. Mi direte c’è la sicurezza, la difesa, non c’è l'esercito e via dicendo. Qualche anziano saggio vi risponderebbe nell’unico modo possibile per chi prepara il futuro e non cerca alibi: Roma non fu fatta in un giorno.
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