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  • 2 ore fa
Trascrizione
00:05James Gunn ha sempre avuto le idee chiare sul percorso dei suoi Guardiani della Galassia.
00:10Non ci ha dato sapere se le cose sarebbero andate diversamente qualora non fosse accaduta
00:14la vicenda del licenziamento e successiva reintegrazione, ma quel che è certo è che
00:18l'attuale coceo DC Studios non avrebbe desiderato comunque una successione infinita di sequel
00:23per il suo amatissimo gruppo di imbecilli. Li ha sempre sentiti suoi, sin da quando mostrò
00:29a Kevin Feige di essere la persona giusta per trasporli sul grande schermo con passione
00:33ed entusiasmo. In questi dieci anni è cresciuto e cambiato con loro, restando però sempre
00:38quell'autore un po' weirdo che tanto lo ha aiutato a immedesimarsi e concepire cinematograficamente
00:43i suoi Guardiani, reinterpretandoli in chiave personale e raccontandoli come una vera e
00:48propria famiglia di disadattati eroi spaziali, stramba e irresistibile, eppure forte e umanissima.
00:54È soprattutto con Rocket, interpretato da Bradley Cooper, che James Gunn ha empatizzato
00:58di più, creando per lui un'evoluzione psicologica e caratteriale profondamente marcata e significativa,
01:03tanto da sentirsi in dovere di dargli una giusta conclusione. Uno di quei finali che
01:07fanno bene anche quando fanno male, senza dimenticarsi ovviamente di mostrare qualcosa
01:12di intenso e maturo sul piano narrativo.
01:14Guardiani della Galassia Vol. 3 nasce proprio da questa esigenza impellenza, rivelandosi a
01:19conti fatti lo straordinario capitolo finale di una saga pronta ormai a cambiare pelle e soluzioni,
01:25ma non prima di aver salutato il suo pubblico nel modo più emozionante e straripante possibile.
01:34Il terzo e ultimo film dei Guardiani è una creatura diversa dalle precedenti. L'autore
01:39fa tesoro di una marcata sensibilità drammatica proveniente dalla sua grande affezione per i
01:44personaggi, cercando per loro giustizia. Vuole massimizzare il potenziale espressivo del proprio
01:49cinema senza però cadere vittima di facili virtuosismi o semplificazioni emotive di sorta,
01:54confezionando un lungometraggio in grado di esprimersi al meglio della sua concettualità,
01:58senza risultare però narrativamente ridondante un mero esercizio estetico. C'è dentro il gun
02:03della Marvel, ma anche quello della Troma, in un titolo produttivamente altisonante che questa
02:08volta vuole però affidarsi totalmente alle sue fragilità e alle sue caratteristiche più
02:12uniche che rare. Si avverte così una maturazione narrativa eccezionale che sa dove vuole arrivare e
02:17come arrivarci partendo dall'essenziale, dal sentirsi veramente uno schifo.
02:23Lo cantano i Radiohead in Creep ed è emblematico della situazione di Peter Quill interpretato da
02:28Chris Pratt. Dopo la perdita di Gamora nella Guerra dell'Infinito, il mancato match amoroso
02:32con la sua variante del passato ora riscopertasi Ravager. Come suggerisce Mantis, interpretata
02:38da Pom Clementeev, Star-Lord deve imparare a nuotare nel grande stagno della sua vita.
02:44Ma nel mentre del Dawn, più clamoroso del leader dei Guardiani, succede qualcosa di improvviso
02:49e preoccupante che destabilizza la situazione su Nowhere, costringendo il team a partire
02:54per la missione di salvataggio più delicata e importante di tutte.
02:57Per quanto semplice, la misura del concept è in grado di abbracciare con efficacia ogni
03:01singola transizione psicologica di tutti i protagonisti, dando inoltre ampio spazio al passato di Rocket
03:06come vera e propria storia d'origine del personaggio, dato che per comprendere dove
03:11si sta andando è essenziale capire da dove si è partiti.
03:14È questo il vero cuore di Guardiani della Galassia Volumetri, riconoscere la forza delle
03:19proprie unicità come grande arma di resilienza e sopravvivenza scavando in ferite ancora aperte
03:24e sanguinanti, e questo è anche il caso di Quill, fino a trovare la forza di guarirle
03:28e suturarle. Cosa c'è di più umano di questo?
03:31Forse le tridimensionalità che Gunn è riuscito a conferire al suo procione spaziale, trasformando
03:36un piccolo animale ferito e abusato in un protagonista esemplare, amico e compagno d'armi fidato,
03:42mente brillante ma sognatore spaventato. Il passo da colmare è quello che lo separa
03:47dal cielo meraviglioso e infinito, un buco colmo di ricordi dolorosi che da soli danno
03:52peso e coerenza all'esistenza del film. Ed è proprio quest'anima che va salvata,
03:56per salvare quella dei Guardiani stessi.
04:00James Gunn imbastisce uno spettacolo fatto ancora una volta di enormi set-pieces, scenografie
04:05e costumi pratici, effetti speciali usati dove e quando serve senza mai strafare.
04:10È cinema palpabile e mainstream nel senso più nobile del termine, qualcosa che in casa
04:15Marvel Studios mancava da tanto, troppo tempo. Guardiani della Galassia Vol. 3 è infatti
04:20un caso a parte per cui vale lo stesso trasporto e lo stesso peso emotivo vissuto già in Infinity
04:25War ed Endgame, seppure con le dovute differenze. Faced Music recita la tagline del film, e in
04:31effetti di conseguenze a volte anche spiacevoli si parla nel tessuto narrativo, spinto da una
04:36vena drammatica più marcata, seppure sempre e comunque mitigato da ottimi dialoghi e botta
04:40in risposta esilaranti. Per raccontare il passato di Rocket si utilizza enormemente lo strumento
04:45del flashback, inframezzato a volte con soluzioni di montaggio un po' povere in realtà, alla linea
04:50narrativa principale per quasi due ore. Poi cambia la musica, è proprio il caso di
04:55dirlo, e Gunn rilassa la vena di commozione personale per questo addio ai suoi personaggi
04:59e comincia ad accelerare con lo spettacolo. Nell'ultimo ora l'azione torna protagonista
05:04e anche l'intuizione formale, estetica e coreografica trova la sua precisa scrittura,
05:08spaccia in un pieno sequenza sulle note di No Sleep Till Brooklyn dei Beastie Boys, che
05:12è quanto di meglio la regia action di Gunn potesse offrire in contesto.
05:16Nei primi atti c'è un crescendo di situazioni diversificate che vanno dal heist movie al dramma
05:21familiare, dove il senso di appartenenza e il sacrificio per il prossimo sono le due
05:25chiavi di lettura principali. Dopodiché si mischiano le carte e le suggestioni cinematografiche
05:29si accavallano senza demolirsi a vicenda in un lungometraggio dal sapore più contenuto
05:34rispetto ai due capitoli precedenti, ma al contempo più centrato, coinvolgente e spesso
05:38davvero toccante.
05:40La cura è la stessa a cui l'autore ci ha abituati, ma questa volta persino la scelta
05:44del villain e del suo interprete, l'alto evoluzionario di CQ di Vusi, si rivela straordinaria, vista
05:49e considerata la performance dell'attore di Peacemaker, che qui regala un nemico freddo,
05:53impietoso e a tratti esagerato nella sua volontà di perfezionamento, esaltato e fuori controllo
05:59megalomane e con manie quasi messianiche.
06:01Unica nota stonata è forse l'utilizzo di Adam Warlock, interpretato da Will Polter, che non
06:06raggiunge il massimale espressivo in cui speravamo, ed è invece sfruttato ad hoc ai soli fini
06:10dell'intreccio, dove il focus resta sui guardiani e la loro ultima avventura sul grande schermo.
06:15Si arriva agli sgoccioli di questa saga decennale gonfi di soddisfazione e con un nodo in gola,
06:21con la mano e la penna di James Gunn che ci ricordano come il sapore amaro della fine non
06:25deve scoraggiare nessuno a vivere con pienezza e verità il dolce gusto di un nuovo inizio.
06:30A ballare con quelle ferite che prudono ancora, ma sommersi dalla consapevolezza di non essere
06:35soli e che in quel cielo meraviglioso e infinito fluttuano ancora miliardi di possibilità.
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