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00:04Qual è la reale situazione economica italiana?
00:09Quanto può impattare il conflitto in questo momento in Iran?
00:16In primo piano la situazione delle imprese, soprattutto sulla fronte energetico.
00:23Che cosa può fare il governo? Che cosa può fare l'Europa?
00:26Arrivano le previsioni di primavera del Centro Studi Confindustria.
00:31In collegamento con noi Alessandro Fontana, direttore.
00:35Centro Studi, ben ritrovato. Fontana, grazie per essere con noi.
00:39Grazie, grazie a voi.
00:41Partiamo subito dalle cifre che fotografano il momento per l'economia italiana.
00:48Perché voi avete tagliato le stime, le previsioni di crescita.
00:53In qualche modo, valutando già quelle che sono le conseguenze del conflitto in Iran.
00:59E soprattutto avete disegnato tre scenari.
01:03Quindi tre scenari previsionali in relazione a come potrebbe proseguire la variabile geopolitica.
01:13Fontana, partiamo dallo scenario peggiore.
01:17Ci spieghi che cosa state prezzando e poi quelle che sono le vostre speranze.
01:25Sì, abbiamo fatto tre scenari anche perché in una situazione del genere c'è moltissima incertezza.
01:30anche su uno sulla durata della guerra, uno su due anche sulla capacità di distruttività di questa guerra.
01:41Quindi quanto riusciremo a conservare anche della capacità di produrre gas e petrolio in quell'area.
01:48E terzo, l'altra incertezza riguarda anche nel caso di conclusione della guerra,
01:54anche quale sarà l'esito.
01:56Cioè quindi che livello di stabilità o instabilità politica riusciremo a mantenere.
02:01Quindi noi abbiamo fatto tutti i scenari che sostanzialmente allineati alla guerra
02:06e alla chiusura dello stretto di Ormuz.
02:08Ma con l'idea che poi finita la guerra, immediatamente finisca l'instabilitÃ
02:14e in qualche modo vi sia una capacità di produzione di petrolio e gas
02:18adeguata a supportare l'offerta mondiale.
02:21Quindi questo scenario che voi vedete sullo 05 è sostanzialmente di crescita di quest'anno
02:27è basato su una guerra che duri quattro settimane,
02:29una chiusura dello stretto di Ormuz che duri più o meno quattro settimane
02:33e poi ritorna a una situazione tutto sommato stabile
02:36con impianti in grado di produrre petrolio e gas
02:40e quindi almeno a livello dell'offerta qualcosa sappiamo già che è andato distrutto
02:44ma tutto sommato in linea con questo.
02:46Lo scenario peggiore invece ipotizza che questa chiusura duri,
02:50chiusura dello stretto di Ormuz e anche della guerra arrivi fino a fine anno.
02:54Allora lì saremo ovviamente in recessione, ma dico la verità ,
02:57la situazione al momento è gestibile.
02:59Quindi una guerra che si protrae, lo spieghiamo per i nostri telespettatori,
03:03ancora per dieci mesi possono significare un PIL a meno 0,7%.
03:11Quindi in questo caso è uno scenario di stagnazione, come lo possiamo definire?
03:19Beh direi che se arriviamo fino a fine anno sarà di recessione,
03:21ma sarà anche una crisi abbastanza importante.
03:24Insomma noi stimando anche la chiusura di Ormuz pesa per il 20%
03:29di tutta l'offerta di petrolio a livello mondiale.
03:32Quindi anche facendo le ipotesi migliori, insomma noi abbiamo la possibilitÃ
03:37di avere petrolio a livello globale nelle scenarie migliori per una decina di mesi.
03:41Ma abbiamo anche scenari che se la chiusura è completa del 100%
03:45e c'è un solo elodotto funzionante, arriviamo a 5-6 mesi di autosufficienza
03:50con le riserve globali.
03:51Di conseguenza è normale che nel momento in cui dovesse non esserci più petrolio sufficiente
03:57a soddisfare l'offerta, quello che normalmente i mercati fanno è che sale il prezzo
04:01per far sì che la domanda sia pari a quella dell'offerta
04:06e quindi significa che la domanda dovrà necessariamente scendere
04:10e quindi siamo di fronte a una crisi abbastanza sistemica.
04:13Però questo è uno scenario legato al prolungarsi della guerra oltre i 5-6 mesi.
04:20Ovviamente l'elemento di grande criticità arriva dal petrolio e dal gas
04:26anche qui voi avete fatto una stima di un prezzo del petrolio
04:31che potrebbe crescere fino a più 133%.
04:38Questo è un ulteriore aggravio, è l'ulteriore tegola che va a sommarsi
04:44a quella dei dazi per le imprese italiane.
04:48Un prezzo che lievita così tanto che cosa significa?
04:53La verità è male per tutti.
04:56Quella più che una stima per noi è un'ipotesi che ne facciamo
04:59ma è un'ipotesi basata anche su quello che abbiamo visto nelle crisi precedenti.
05:04È ovvio che quello fa crescere e limitare i costi delle imprese
05:06e entra direttamente anche nell'inflazione.
05:10Considerate che un aumento del 10% di tutti i prezzi energetici
05:15quindi quelli che riguardano soltanto i carburanti
05:17ma anche dell'energia elettrica e dei derivati
05:19si trasforma in un punto in più di inflazione.
05:23Chiaro che l'aumento dell'inflazione significa anche
05:25minori redditi reali disponibili da parte delle famiglie
05:28quindi significa anche minori consumi
05:30e contemporaneamente significa maggiori costi per le imprese
05:33e quindi minore competitività .
05:35Tanto lo shock come al solito non è uniforme a livello globale
05:38penso che in Europa lo paghiamo un pochino di più
05:40e quindi ovviamente questo significa anche minore competitivitÃ
05:44delle imprese europee.
05:45Veniamo a quelle che possono essere le misure
05:47un appello al governo, un appello all'Europa che avete fatto
05:51abbiamo visto delle misure che definiamo tampone
05:53come quella dell'accise, la riduzione delle accise
05:58stiamo vedendo la battaglia italiana in questo momento sugli ETS
06:03quindi che cosa potrebbe aiutare di più le imprese secondo lei?
06:07Beh diciamo che secondo me quello che dobbiamo pensare di fare
06:10è mettere giù una serie di misure
06:13ma questo lo dico non soltanto per questa crisi
06:16noi abbiamo una chiara vulnerabilità ai prezzi dell'energia
06:20e ce la teneremo avanti dietro per parecchio tempo
06:24quindi dobbiamo avere un set di misure
06:26sicuramente questo delle accise va nella direzione
06:28che era normale e diciamo abbastanza ragione per attendersi
06:32abbiamo un decreto bollette che era stato varato prima della guerra
06:36e che però anche quello sarebbe bene accelerare per implementarlo
06:40avremmo anche il sistema dell'ETS all'euro europeo
06:42che quello è un meccanismo che prezza la CO2
06:45ma di fatto serve per incentivare chi produce CO2
06:51a ridurne la produzione e a spostarsi su fonti rinnovabili
06:57ecco questo incentivo oggi già esiste
06:59con questi prezzi sul mercato delle fonti fossili
07:01è evidente che l'incentivo è già più che sufficiente
07:04quindi tutto sommato un periodo di sospensione
07:07credo che possano essere anche compatibili con l'impianto
07:09e anche con gli obiettivi delle istituzioni europee
07:14siamo partiti da queste ma poi ce ne sarebbero altre
07:16di misure che possono essere messe in campo
07:18in relazione anche alla gravitÃ
07:19e andrebbero un po' strutturate in modo tale
07:21che ogni qualvolta ci troviamo di fronte a shock di questo tipo
07:24abbiamo un set di strumenti da poter utilizzare
07:28già concordati e pronti per essere implementati
07:30Saremo a vedere intanto io la ringrazio
07:33la ringrazio per essere stato con noi
07:35la fotografia all'economia italiana
07:38l'impatto sulla crescita con il protrarsi del conflitto
07:42ma anche le misure auspicate per sostenere le imprese italiane
07:47grazie Alessandro Fontana
07:49direttore Centro Studi Confindustria
07:51al prossimo aggiornamento
07:52grazie per essere stato con noi
07:54grazie a voi
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