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Trascrizione
00:00Il fatto non sussiste. Anche per la Corte d'Appello, così come per il GUP Andrea Guerriero, l'inquinamento da
00:07Mercurio alla Caffaro non può essere attribuito né a Marco Cappelletto, né ad Alfiero Marinelli, né tantomeno a Roberto Moreni.
00:14I giudici hanno preso la decisione accogliendo la richiesta di assoluzione pronunciata a loro favore dal sostituto procuratore generale Cristina
00:21Bertotti,
00:22accolta, ma non nella misura suggerita dalla procura generale, anche la richiesta di condanna del solo Cappelletto,
00:29che all'epoca dell'inchiesta era al commissario straordinario di Caffaro Snia per deposito incontrollato di rifiuti.
00:35Erano stati chiesti per lui otto mesi, con riferimento a due distinti episodi, la Corte ha condannato il manager a
00:41quattro.
00:42Secondo l'accusa originaria, avviata nel 2019, Cappelletto e Marinelli, direttore dello stabilimento cittadino con deleghe alla manutenzione e al
00:50rispetto della normativa ambientale,
00:52avevano causato un deterioramento significativo e misurabile di ampie porzioni di suolo e sottosuolo nell'area clorosoda del sito di
01:00Via Nullo,
01:01zone risultate contaminate da mercurio con concentrazioni ben oltre i limiti consentiti.
01:06Secondo l'impostazione accusatoria, a provocarlo sono stati il mantenimento in stato di deposito incontrollato
01:12e il mancato smaltimento, nello stesso reparto, di una vasca di raccolta delle acque di processo, delle tubazioni dell'impianto
01:19e di alcune cisternette,
01:21tutte contaminate da mercurio. A questi si aggiungevano sedimenti di piombo, di ossine, ferro e ulteriori tracce di mercurio
01:28presenti nelle trappole collocate sul pavimento ormai corroso del reparto.
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