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  • 23 ore fa

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Trascrizione
00:04Una realtà con circa 27 miliardi di ricavi, 4,8 miliardi di ebito, oltre 150 mila dipendenti,
00:11una delle piattaforme principali integrate del Paese con la rete distributiva come elemento distintivo,
00:1813 mila uffici postali, 4 mila punti vendita a team, in più una base digitale molto ampia
00:25con oltre 19 milioni di clienti attivi, l'app di poste che supera già i 4 milioni di utenti giornalieri.
00:31L'obiettivo è una leadership trasversale in più settori, servizi finanziari, assicurativi, logistica, telecomunicazione
00:38e servizi digitali con integrazione industriale tra rete fissa e mobile, infrastrutture cloud e data center
00:45e la possibilità di offrire connettività che il comunicato di poste definisce sicura e sovrana.
00:50Attenzione però all'aggettivo sovrana perché quella tra poste italiane e team, più che una semplice acquisizione,
00:56rischia di configurarsi come una vera e propria nazionalizzazione industriale di fatto.
01:01Da una parte una team che vede come primo azionista proprio poste italiane a circa il 27%,
01:06mentre il resto è distribuito tra investitori istituzionali italiani e destri e oltre 200 mila piccoli azionisti,
01:13una situazione frammentata in cui non esiste un vero e proprio azionista di controllo.
01:17Dall'altra poste società a maggioranza pubblica controllate indirettamente dallo Stato attraverso il Ministero dell'Economia
01:23e cassa depositi e prestiti.
01:25L'operazione in corso porterebbe di fatto l'infrastruttura telecom sotto il perimetro pubblico.
01:30Tra i vantaggi ci sarebbe maggiore stabilità e capacità di investimento su asset strategico,
01:36tra le criticità il rischio di una governance più complessa e la gestione di una base azionaria diffusa e frammentata
01:42con un flottante ampio, superiore forse ai 15 miliardi di euro.
01:45Tutti fattori che saranno determinanti nella fase esecutiva.
01:49Noi per farci però aiutare a comprendere meglio quest'operazione siamo con Carlo Alberto Carnevale,
01:55docente di strategia all'Università Bocconi di Milano.
01:58Buongiorno professor Carnevale, grazie di essere con noi.
02:01Buongiorno a voi.
02:03Professore, ho riassunto io alcuni degli elementi, vantaggi e criticità.
02:07Mi dica lei cosa vede in questa operazione.
02:11Ma sai, qui il postino suona sempre due volte.
02:14La prima volta ha già suonato con lo scambio di azioni tramite CDP,
02:17questa volta sfonda la porta e si vuole portare via tutta team.
02:21Guarda, dal punto di vista industriale, hai detto bene tu,
02:23gli spazi per la sinergia ci sono, i 700 milioni di sinergie non sono un libro dei sogni,
02:30fanno pari e patta con i costi straordinari.
02:34Poste oggettivamente ha fatto tanta strada in questi anni dal punto di vista dell'evoluzione digitale.
02:39Hai ricordato l'app, ricordo i pagamenti digitali, ricordo appunto 13 mila filiali che sono un asset unico.
02:46E qui se volete ci spostiamo sull'altro tema, sulla componente critica.
02:50È una nazionalizzazione indiretta.
02:53Quella sfortunata privatizzazione di quasi 30 anni fa finisce oggi ingloriosamente, posso dire,
02:59perché il mercato italiano non ha saputo, e anche quello europeo, affrontare il tema delle telecomunicazioni in maniera corretta.
03:05C'è una bella responsabilità, se posso dire, anche del regolatore italiano,
03:09che ha di fatto penalizzato i risultati economici degli operatori delle telecomunicazioni in Italia,
03:16che di fatto quasi dipendono dei soldi, perché abbiamo le tariffe più basse d'Europa.
03:21Per cui questo rientro dello Stato sotto il territorio delle telecomunicazioni è una notizia non buona per il mercato.
03:31Di fatto si va verso una situazione in cui l'arbitro fa anche da giocatore.
03:35Insomma, in questi momenti di cui si discute di terzi età non è un bel segnale.
03:39Chiudo con un commento secondo me importante.
03:41È un segnale comunque di un consolidamento del settore, perché c'era poste mobile,
03:46che aveva comunque una quantità importante già di clienti nel settore della telecomunicazione come operatori virtuali.
03:52Il consolidamento del settore delle telecomunicazioni è nelle cose.
03:55E quindi questo segnale qua, che è già stato in qualche maniera confermato dall'acquisto da parte di Vodafone,
04:01di Fastwa di Vodafone, c'è un'onda che va verso l'Europa,
04:06ed è una buona onda dal punto di vista, perché abbiamo una frammentazione infinita che va assolutamente superata.
04:11Ma il ritorno dello Stato, hai detto bene tu, stabile e sovrano nella governance dell'infrastruttura di questo paese,
04:18se può rassicurare qualcuno chi ama il mercato queste cose le considera comunque un'interferenza grave
04:23e danno un segnale di maturità di questo paese.
04:27Professore, grazie per essere qui con noi.
04:29Buongiorno, insomma, mi ha anticipata perché volevo proprio chiederle cosa cambia con il controllo dello Stato,
04:34oltretutto con un governo che in realtà aveva più volte ribadito, non ultimamente,
04:39ma anni fa l'obiettivo delle privatizzazioni, che è in netto contrasto, se ci pensiamo con questo ultimo sviluppo.
04:47A questo proposito le voglio chiedere che futuro si immagina per Telecom Italia,
04:51appunto sotto il controllo di poste e quindi sotto il controllo dello Stato.
04:54Che cosa cambierà rispetto per esempio a quella che è la gestione Labriola
04:57e anche a tutto quello che ha portato a casa la cessione della rete?
05:02Proviamo a fare buon viso a cattivo gioco per un liberale e cioè oggettivamente possono ripartire gli investimenti
05:08se non altro perché a questo punto convengono allo Stato.
05:10C'è poi da dire oggettivamente che il ruolo delle telecomunicazioni,
05:13anche se rispetto a 4 o 5 anni fa, è completamente cambiato.
05:16Oggi sono a tutti gli effetti un'infrastruttura di difesa e sicurezza nazionale.
05:21Il concetto di sovranità ho scherzato un po', e forse giustamente in termini politici,
05:25ma è molto importante in termini tecnologici.
05:28Ci siamo resi conto oggettivamente di essere completamente dipendenti dagli Stati Uniti
05:32e meno male che ce ne siamo resi conto perché sono 30 anni che così,
05:35quindi una ripresa, e penso soprattutto tanto al telefonino in sé che è ormai una commodity,
05:42ma al cloud, ai servizi di cyber security, ai servizi per le imprese
05:46che sono nettamente indietro in questo paese.
05:49Pensiamo all'adozione dell'intelligenza artificiale, quella vera, non per il CIGPT.
05:53Bene, tutto questo mi auguro che almeno diventi quantomeno politica industriale, se non altro.
05:58Visto che non è stata politica regolatoria saggia, perché ha di fatto ridotto,
06:03quasi dimezzato gli investimenti in infrastrutture in questi anni,
06:06perché non rendono fondamentalmente,
06:08con questo cambio di governance appunto,
06:11a meno ci sia un segnale di ripresa degli investimenti.
06:13Ripeto, non è un bel segnale per il mercato,
06:15ma facendo un viso a cattivo gioco c'è da augurarsi che ripartano il ciclo degli investimenti,
06:19soprattutto in termini di estensione della gamba di servizi che le telecomunicazioni possono offrire.
06:24Qui, c'è una cosa, Posti Italiani ha fatto un gran lavoro di educazione, di fusione,
06:30di accompagnamento, di una bella fetta della popolazione italiana,
06:35delle famiglie italiane, verso la digitalizzazione.
06:38Va riconosciuto a Posti Italiani, questo lavoro ha fatto in vent'anni di grande valore.
06:42E quindi oggi si trovano in posizione di guidare Telecom Italia,
06:44in nome per conto del governo, mi auguro di no,
06:47mi auguro che facciano quello che hanno fatto sui servizi che hanno affrontato,
06:51quindi innovazione, efficientamento e perché no vicinanza,
06:55in questo senso dico un segnale,
06:57che ripeto però è un asset non replicabile,
06:59quindi in termini monopolistici non è una bella cosa,
07:01gli altri operatori non hanno 13.000 punti vendita ereditati dallo Stato.
07:05Quindi il segnale di mercato non è buono,
07:08il segnale per il paese è quantomeno dell'intenzione del governo
07:11di fare su serio su infrastrutture critiche come quelle delle telecomunicazioni.
07:15Staremo a vedere come reagisce il mercato.
07:17Professore, le rubo ancora solo un minuto,
07:19siamo strettissimi, le notizie come ha visto oggi sono tantissime,
07:22le chiedo di rispondermi velocemente,
07:24ma la domanda voglio farle la comunque perché questa,
07:26comunque il settore della telefonia, delle TLC in genere,
07:29anche in Europa vive una stagione complicata,
07:32i margini sono davvero bassi,
07:34la concorrenza del low cost è altissima
07:36e poi c'è il dibattito con gli OTT,
07:40con la rete che dovrebbe essere libera
07:44e l'infrastruttura che dovrebbe essere pagata
07:46anche da chi produce contenuti.
07:49In tutto questo quali sono gli elementi di fragilità
07:52che potrebbe portarsi in casa poste in questa operazione?
07:57Il ruolo europeo, fondamentalmente,
07:59perché ormai abbiamo capito che le telecomunicazioni
08:01sono un territorio di regolamentazione europea
08:03e le ultime evoluzioni, penso al Digital Network Act,
08:06proprio di queste settimane,
08:08vanno nella direzione di considerare le infrastrutture europee
08:11come un grande sistema interconnesso.
08:13Quindi non possiamo ragionare sulle telecomunicazioni
08:15soltanto in un'ottica italiana.
08:17Ricordo che dentro Team c'è anche Team Brasil,
08:19che è una bella realtà di forte crescita e di grande successo.
08:22E quindi ci dobbiamo aspettare quello che dicevo prima,
08:25cioè che le telecomunicazioni frammentate di questi ultimi 20 anni
08:29diventino un'infrastruttura molto simile a quella americana,
08:32quindi con pochi operatori grandi ed efficienti.
08:34E a questo punto è chiaro che poste italiane
08:36e telecomunicazioni italiane si candidano a essere
08:38non preda, come è successo in questi 29 anni,
08:43ma predatore o almeno quantomeno consolidatore.
08:47E questo è un segnale importante,
08:48vuol dire che l'Italia quanto meno si candida
08:50non essere passiva, non essere colonizzata
08:53sul fronte delle telecomunicazioni,
08:54che sono, ripeto, infrastrutture abilitanti e fondamentali.
08:57I giochi non si fanno più purtroppo a Roma,
09:00si fanno a Bruxelles,
09:01e partecipare a un processo di consolidamento inevitabile
09:03e a questo punto desiderabile
09:05è necessario per ripartire il ciclo di investimenti
09:08e portare l'Europa a essere in grado di controllare il proprio destino,
09:11perché senza infrastrutture digitali,
09:13lo ricordiamo a tutti,
09:14non potremmo fare questa commissione,
09:17siamo completamente dipendenti da software, hardware e cloud
09:21e potenza di calcolo gestita dagli americani,
09:24che rimangono alleati,
09:25ma abbiamo capito di essere un po' meno affidabili di prima.
09:28Professore, grazie, grazie per le sue analisi,
09:30torni presto a trovarci, alla prossima.
09:32Grazie a voi.
09:33Grazie a voi.