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Dal 1900 ad oggi, i Giubilei hanno segnato non solo la storia della Chiesa, ma anche l’immaginario collettivo. Questo è stato possibile attraverso le immagini: cinegiornali, film, documentari, servizi televisivi che hanno raccontato Roma e gli Anni Santi al mondo intero.
Proprio da questo patrimonio nasce il progetto Giubilei Mediatici, promosso dalla Fondazione Memorie Audiovisive del Cattolicesimo insieme all’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, al Centro di ricerca CAST e all’Università Telematica Internazionale Uninettuno. Un percorso di ricerca che ricostruisce come i media abbiano rappresentato i Giubilei nel Novecento, mettendo in luce la loro portata religiosa, sociale e culturale. Il frutto di questo lavoro è un documentario in 4 puntate, disponibile gratuitamente su YouTube, in cui film rari, materiali d'archivio recuperati e digitalizzati, accompagnano in viaggio nella memoria audiovisiva degli Anni Santi per comprendere come le immagini abbiano raccontato – e continuino a raccontare – la fede nello spazio pubblico.
Rivedi tutte le puntate sul sito di Speciali di Telepace → https://www.telepace.it/programmi/speciali-di-telepace/
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Proprio da questo patrimonio nasce il progetto Giubilei Mediatici, promosso dalla Fondazione Memorie Audiovisive del Cattolicesimo insieme all’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, al Centro di ricerca CAST e all’Università Telematica Internazionale Uninettuno. Un percorso di ricerca che ricostruisce come i media abbiano rappresentato i Giubilei nel Novecento, mettendo in luce la loro portata religiosa, sociale e culturale. Il frutto di questo lavoro è un documentario in 4 puntate, disponibile gratuitamente su YouTube, in cui film rari, materiali d'archivio recuperati e digitalizzati, accompagnano in viaggio nella memoria audiovisiva degli Anni Santi per comprendere come le immagini abbiano raccontato – e continuino a raccontare – la fede nello spazio pubblico.
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TVTrascrizione
00:16La giornata Giubilei Mediatici è una giornata che possiamo distinguere in tre momenti.
00:22Un primo momento è la restituzione della ricerca scientifica, che è una restituzione in due volumi, uno pubblicato da Palgreve
00:32e uno dal Mulino,
00:33che ricostruisce appunto nel Novecento i grandi Giubilei, sia quelli ordinari che quelli straordinari,
00:39analizzando appunto questo evento della Chiesa dal punto di vista della carta stampata, del cinema, della radio e della televisione.
00:48Poi c'è un secondo momento, che è la restituzione di questa ricerca scientifica in forma divulgativa,
00:54ed è caratterizzata dalla presentazione di quattro web doc, che è presentato però in un unico documentario,
01:01in cui vengono intervistati degli storici della Chiesa, degli storici dei media,
01:07e soprattutto sono web doc in cui la parte del leone, diciamo così, la fa l'archivio, l'archivio a
01:15cui abbiamo avuto accesso.
01:17Poi c'è un terzo momento invece, che è il momento di presentazione di filmati molto rari,
01:23che provengono da tanti archivi, proprio su questi eventi giubilari o comunque sulle memorie del Cattolicesimo.
01:32E quindi abbiamo questi archivi che sono diventati partner, penso al Centro Sperimentale della Cinetica di Stato,
01:37penso a Cinecittà, l'archivio Luce, alla Cinetica del Friuli, alla Cinetica del Lumière,
01:43penso ad esempio a quello che ci è arrivato dall'Università della South Carolina,
01:51e lì ad esempio sono stati individuati, restaurati, dei filmati che per la prima volta al mondo vengono presentati.
01:59Naturalmente sono tutti filmati, questi molto brevi, di 20, 40 secondi, un minuto, qualche minuto,
02:05che però ci restituiscono proprio un'azione, un agire della Chiesa durante gli anni santi
02:12e anche un modo di raccontare la Chiesa in quell'occasione.
02:16L'Istituto Luce ha questo archivio che oramai ha celebrato un secolo di storia,
02:21in quanto è nato nel 1924 e all'interno raccoglie dei documenti unici e preziosissimi.
02:27Tanto è vero che l'archivio storico del Luce è una fonte di interesse documentale,
02:32è sottoposta alla tutela dei beni culturali in quanto bene pubblico e fonte audiovisiva,
02:37ma dal 2012 anche per la parte dei cinegiornali fino al 1945 delle fotografie dell'Istituto Nazionale Storia
02:43e memoria del mondo dell'UNESCO.
02:45Questo è il motivo per cui nel documentare i giubilei mediatici,
02:49quelli che si vedono mediante i media, quindi non solo raccontati dalla carta stampata,
02:54ma anche dalle fotografie, dalle immagini in movimento, l'Istituto Luce è stato un partner fondamentale
02:58di questo progetto, a cui abbiamo aderito con molto piacere, anche perché viene da una tradizione
03:03un po' più lunga di collaborazione con il CAST, il Centro degli Studi Cattolici,
03:08e il MAC, il Punto Memoria Adoesia del Cattolicesimo, in cui l'Istituto Luce è parte attiva
03:13e fornisce materiali che poi, grazie a questo rapporto sinergico, vengono valorizzati e metadatati
03:19dalla collaborazione con questi due organismi.
03:22La serie Giubilei Mediatici fa un escursus di tutti i giubilei del Novecento fino al 2015,
03:30in realtà, quindi si parte dal giubileo del 1900 fino al giubileo della Misericordia di Papa Francesco del 2015,
03:37letti attraverso il punto di vista dei mass media.
03:41E quel che ne emerge è un fatto che i giubilei sono un evento straordinario,
03:49nel senso di fuori dall'ordinario, perché è il momento in cui la Chiesa Cattolica
03:56fa i conti con il linguaggio mediatico precipuo di quel giubileo particolare.
04:03È come se fosse, usando una espressione semplice, una sorta di stress test mediatico
04:10che ogni giubileo fa compiere alla Chiesa Cattolica.
04:14Quindi, facendo questo escursus, noi vediamo che dal 1900 al 2015
04:20abbiamo, ogni volta che cambia un medium, cambia completamente anche il modo di raccontare il giubileo.
04:42Il giubileo del 1900 si apre con un vero e proprio terremoto visuale,
04:48perché è l'anno santo in cui vengono fatte vedere in tutto il mondo
04:55le prime immagini mai realizzate nella storia del cinema di un pontefice,
05:00quindi Leone XIII.
05:01A realizzarle sono sostanzialmente due case di produzione.
05:05La prima è quella di William Dixon, la Biograph, che ottiene in realtà lo scoop
05:10delle prime immagini nel 1898.
05:13Sono immagini che vanno in giro un po' in tutto il mondo, attraverso vari canali,
05:18ma davvero ebbero una diffusione clamorosa in tutto il mondo,
05:22da Parigi a New York, da Boston, perfino a Sydney, in Australia,
05:28dove stettero perfino un mese in proiezione.
05:32Però qual è il problema? Che la Biograph era un ente totalmente commerciale,
05:38cioè una multinazionale già all'epoca arrembante,
05:41del più spirito puramente statunitense.
05:46E questo fece sì che si fece un commercio di queste immagini
05:50e allora la Santa Sede, come dire, corsi ai ripari facendo una sorta di accordo
05:55con i fratelli Lumière, che già dal 1891 fornivano le lastre fotografiche
06:02per la Carta del Cielo, del Vaticano, e quindi a quel punto rifornirono il Vaticano
06:08con il Cinematograph, con le pellicole vaticane, le pellicole Lumière, appunto,
06:15che fecero sì che ci furono delle nuove immagini,
06:20girate stavolta dall'operatore Francesco De Federicis.
06:23Però potrei dire, per sintetizzare, che questo è un giubileo in cui la Chiesa,
06:27come dire, ebbe una sorta di shock culturale,
06:30perché si capisce che le immagini del cinema sono immagini potentissime,
06:36soprattutto che sono immagini fuori dal controllo reale della Chiesa.
06:40Quindi come si fa a vedere un Papa fuori dal controllo, fuori dalla liturgia, fuori dal cerimoniale?
06:47Nasce qui, come dire, la prima domanda mediale della modernità cattolica.
06:52Cosa significa far vedere il Papa fuori dal contesto liturgico?
07:12Per il giubileo del 1925, Pio XI, che sedeva sul trono di Pietro in quel giubileo,
07:19fa una scelta che in realtà potremmo definire contro la comunicazione dell'epoca,
07:25perché vieta espressamente le riprese della propria persona nell'atto liturgico.
07:32Quindi il Papa non poteva essere ripreso dal cinema.
07:35Questo perché vuole evitare che la sua immagine finisca in contesti spettacolari,
07:41in contesti di divertimento.
07:43Quindi le case cinematografiche riprendono le cerimonie pontifice senza riprendere il Papa,
07:50però si può dire che questo è anche un giubileo importante dal punto di vista della comunicazione,
07:56perché è la prima volta che la Santa Sede porta avanti una gestione davvero centralizzata dell'informazione.
08:04Abbiamo una rassegna stampa internazionale, bollettini multilingue,
08:0918.000 ritagli monitorati di stampa, comitati nazionali per la stampa,
08:15e poi la Santa Sede prende coscienza anche che la comunicazione,
08:19il potere dei media non è soltanto nella tecnologia dei media,
08:24ma è anche nel come organizzare la comunicazione.
08:27E questo si ha un esempio molto interessante nell'illuminazione elettrica
08:31della Basilica di San Pietro, fu un vero evento,
08:35perché assistettero a questa accensione della Basilica 800.000 persone.
08:41Quindi, come dire, la comunicazione non è soltanto media,
08:45ma è anche gestione della comunicazione, creazione dell'evento.
09:04Il giubileo del 1933 è un giubileo straordinario,
09:10il giubileo dell'umana redenzione,
09:11si ricordano i 1900 anni dalla nascita di Cristo.
09:15In quell'occasione c'è un salto di qualità mediale, perché?
09:20Perché siamo negli anni in cui la radio comincia ad avere una consistenza importante.
09:26Due anni prima, Guglielmo Marconi, con più undicesimo,
09:29aveva inaugurato Radio Vaticana,
09:31quindi per la prima volta la voce del Papa
09:33corre per le onde corte della radio in tutto il mondo,
09:38raggiunge tanti posti nel mondo.
09:41E in più è anche l'anno in cui c'è il passaggio dal cinema muto
09:47alla tecnologia del sonoro.
09:49Questo comporta una rivoluzione importante,
09:52perché ci fu veramente una sorta di battaglia internazionale
09:57per accaparrarsi quello che allora veniva definito
09:59come il primo film parlante del Papa,
10:02per usare il tolky film, per usare il gergo dell'epoca.
10:06Anche per questo la Santa Sede, come dire,
10:10adotta una strategia sperimentale.
10:13È quello l'anno in cui viene prodotto per la prima volta
10:17in casa, in proprio, dal Vaticano,
10:19un film ufficiale dell'anno santo.
10:22Questo film si chiama Jubileum,
10:24purtroppo è un film che è andato perduto,
10:27però ha un qualcosa di interessante,
10:29perché sappiamo che aveva un montaggio sonoro,
10:33c'era la musica sinfonica di accompagnamento.
10:37Però, ecco, oggi il problema è che non lo possiamo più vedere.
10:41Però sicuramente il Giubileo del 1923
10:44è il primo Giubileo realmente audiovisivo della storia.
11:03Il Giubileo del 1950 è il grande Giubileo del Gran Ritorno
11:08e del Gran Perdono, come lo definiva Pio XII,
11:11un Giubileo particolare perché viene dopo la Seconda Guerra Mondiale.
11:15Si porta dietro anche quella che era stata l'esperienza del 1948 in Italia,
11:21che era caratterizzata da questo cinema itinerante,
11:25lo possiamo definire,
11:26cioè soprattutto l'azione cattolica mise in piedi
11:30questo esercito di tante macchine cinematografiche,
11:36erano proprio dei camioncini con cui arrivavano
11:38nei posti più sperduti dell'Italia
11:40e portavano il cinema edificante, il cinema pedagogico.
11:45Nelle lezioni del 1948 ovviamente era anche un cinema politico,
11:48un cinema interviene sempre anche il momento politico,
11:53in quel caso è il momento della Guerra Fredda.
11:55Beh, il 1950, il Giubileo del 1950,
11:58si porta dietro questa tecnologia che oggi ci può apparire bizzarra,
12:03ma era davvero un portare il cinema in luoghi in cui,
12:06dove magari non era ancora arrivato alla sala cinematografica,
12:10per cui il cinema poteva essere visto direttamente all'aperto nelle piazze.
12:14Questo possiamo definire davvero il Giubileo della maturità mediale,
12:18ma io direi anche della multimedialità,
12:20perché è il primo Giubileo in cui abbiamo la stampa,
12:23la radio, il cinema,
12:25che è un cinema a colori già,
12:27nel 1950 c'è la diffusione dell'industria del colore,
12:32all'interno del cinema hollywoodiano, ma non solo,
12:36quindi abbiamo i primi documentari a colori,
12:38e anche il Giubileo nel quale si affaccia anche timidamente la televisione,
12:44quindi non c'è ancora la televisione in Italia,
12:47che arriverà nel 1954,
12:49la prima programmazione Rai,
12:51però l'Episcopato francese dona al Vaticano
12:55una stazione televisiva che trasmette le prime immagini del Giubileo
13:02attraverso le onde della televisione.
13:06Quindi ecco, questo è il Giubileo della maturità mediale per questo,
13:10perché anche la radio Vaticana in quell'anno trasmette in 25 lingue,
13:15fa più di 180 programmi,
13:17e quindi è davvero un Giubileo che diffonde il messaggio giubilare
13:23attraverso più media.
13:37Il Giubileo del 1975, dal punto di vista mediatico,
13:42innanzitutto possiamo dire che è caratterizzato anche dalla mondovisione satellitare,
13:46la mondovisione già c'era stata nel 1962,
13:50ma insomma ora è davvero la televisione planetaria,
13:54perché ci sono quattro satelliti che rilanciano il messaggio televisivo,
14:01diciamo così, attraverso 45 paesi in tutto il mondo.
14:05Quindi questo è interessante,
14:07perché la Santa Sede investe su questo,
14:10e lo si vede anche attraverso l'affidamento della regia televisiva
14:15a Franco Zeffirelli,
14:18questo è un passaggio che ricorrerà molto anche nei Giubilei successivi,
14:22questa commissione tra lo sguardo cinematografico
14:25e lo sguardo televisivo affidato a un'autorialità importante.
14:30Bene, quelle immagini della regia televisiva,
14:34dell'apertura della Porta Santa del 1975,
14:37rilanciano in maniera,
14:39con la cifra teatrale di Zeffirelli,
14:42le immagini del Giubileo,
14:44e sono interessanti perché, diciamo,
14:47c'è anche, come dire,
14:48è il primo Giubileo pienamente televisivo,
14:50è anche il primo Giubileo a colori della televisione,
14:54anche se in Italia arriverà nel 1977,
14:56siamo sempre un po' in ritardo,
14:58ma già in quasi gran parte del mondo,
15:01come dire,
15:02il Giubileo arriva attraverso il colore della televisione.
15:19Il Giubileo straordinario del 1983,
15:24questo è un Giubileo,
15:25anche questo che si caratterizza per essere
15:27il 1950esimo anniversario della redenzione di Cristo,
15:31e quindi è un Giubileo particolare dal punto di vista mediatico
15:34perché siamo a cinque anni dall'elezione di un pontefice
15:38straordinariamente mediatico come Giovanni Paolo II,
15:42Papa Voitiwa,
15:43che, come dire,
15:44porta un ribaltamento concettuale anche nell'approccio ai media.
15:49Lui lo metterà per scritto poi in questa enciclica del 1990,
15:52la Redentori Miscio,
15:53dove dice che non è più sufficiente
15:56trasmettere il messaggio pontificio,
15:59il Magistero del Papa,
16:01attraverso i media,
16:02ma occorre integrare il Magistero Papale
16:06attraverso la nuova cultura creata dai media.
16:08Quindi è proprio un ribaltamento concettuale.
16:11Questo si vede anche nel fatto che
16:14la Santa Sede, per la prima volta,
16:18crea un centro televisivo proprio.
16:22L'83 segna la nascita del centro televisivo maticano.
16:25E, come dire,
16:27da allora in avanti sarebbe stata la Santa Sede stessa
16:31a gestire la governance dell'immagine del Papa.
16:35In un mondo dove le immagini proliferano sempre di più,
16:39è il momento in cui bisogna gestire la visibilità del Papa
16:44e della Chiesa in maniera propria,
16:47in maniera autonoma.
17:05Il Giubileo del 2000,
17:07grande anno santo del 2000,
17:09appunto un Giubileo ordinario,
17:11dopo 25 anni dal Giubileo del 75,
17:15è un Giubileo importante dal punto di vista della comunicazione.
17:18Lo possiamo definire il primo Giubileo telematico della storia,
17:22ma anche perché fu proprio il Comitato centrale dell'anno santo.
17:25a definirlo, a dare questa definizione.
17:28Proprio a far capire l'irrompere delle nuove tecnologie informatiche
17:33nel racconto della narrazione dell'anno santo.
17:38E, cioè, è l'anno in cui il sito ufficiale VaticanVa,
17:43come dire, racconta in tempo reale il Giubileo.
17:48C'è una pagina dedicata proprio all'anno santo.
17:50Certo, non è ancora il tempo del live streaming
17:54che arriverà una decina di anni dopo,
17:56però è il tempo in cui la Santa Sede cura ancora di più la regia televisiva.
18:03Se nel 75 e anche nell'83 aveva affidato
18:08la regia dell'Apertura della Porta Santa a Franco Zeffirelli,
18:11di nuovo qui c'è un affidarsi a un nuovo autore importante del cinema nazionale e internazionale,
18:21come Ermanno Olmi, che cura, è stata chiamata una regia teologica.
18:26Cosa vuol dire?
18:27Se Zeffirelli portava la sua cifra della teatralità, dello sguardo,
18:34Ermanno Olmi invece entra dentro la liturgia,
18:38cioè cerca di far comprendere quelli che sono gli aspetti liturgici,
18:41anche attraverso un uso della macchina da presa.
18:45Penso alle pause, all'utilizzo dei primi piani, a certe stabling shot,
18:50tutta una serie di, come dire, un utilizzo del linguaggio televisivo
18:57che risponda, che sappia assecondare la grammatica della liturgia.
19:03E questa è un po' la novità importante del Giubileo del 2000.
19:22Il Giubileo straordinario del 2015, il Giubileo della Misericordia di Papa Francesco,
19:29è certamente un Giubileo che potremmo definire della comunicazione diffusa,
19:35perché è il Giubileo in cui i social cominciano ad avere veramente un'importanza notevole.
19:42C'è Facebook, Twitter, Instagram, che vengono utilizzati anche dalla Santa Sede
19:50per trasmettere quello che è il messaggio del Giubileo.
19:56E certamente questa strategia che non è più top down, cioè dall'alto verso il basso,
20:02ma è anche bottom up, come si dice, dal basso verso l'alto,
20:06è molto congeniale anche a quello che è lo stile comunicativo di Papa Francesco.
20:12Questo stile che vuole la partecipazione, vuole la conversazione,
20:17vuole il rapporto cuore a cuore, sguardo a sguardo.
20:22Ecco, i social, come dire, aiutano a tradurre questo sguardo empatico,
20:28questo carisma dell'empatia, carisma della vicinanza di Papa Francesco
20:32attraverso le nuove tecnologie.
20:35E Papa Francesco, in modo diverso da Boitiwa,
20:39è anche lui un pontefice dotato di un carisma mediatico
20:44che ha la capacità di capire il gesto, l'importanza del gesto.
20:50Un gesto eclatante, come dire, un evento eclatante del Giubileo del 2015
20:57è l'apertura della Porta Santa a Banchì, in Centrafrica,
21:01come dire, che è una decentralizzazione completa del messaggio del Giubileo.
21:09Accanto a una desacralizzazione della figura del Papa
21:12abbiamo anche una decentralizzazione del messaggio pulsante del Giubileo.
21:33Si potrebbe pensare che le riprese hanno un certo rigore,
21:39una certa terzietà rispetto a quello che viene fissato sulle immagini,
21:45quindi sia fisse che in movimento. In realtà non è così.
21:48L'Istituto Nulce nasce sui media cinematografici.
21:51Il cinema ha sempre avuto, più forte che oggi con il digitale,
21:55quindi il cinema in pellicola,
21:58un occhio, che io chiamo l'occhio del luce,
22:01che riprende con l'occhio del regista, con l'occhio dell'operatore,
22:05con l'occhio dell'autore,
22:07i fatti che hanno fatto parte della nostra storia.
22:09Quindi c'è sempre un punto di vista molto ben preciso,
22:12non è così freddo e così asettico come potrebbe sembrare oggi l'occhio della cinepresa
22:17e questo sguardo cambia nel corso del tempo
22:22e le memorie del cattolicesimo, le memorie della nostra religione,
22:28sono una parte delle memorie della nostra crescita culturale, spirituale e antropologica
22:34e quindi hanno un legame imprescindibile molto forte
22:36con quello che è la vita e l'evoluzione della nostra società contemporanea.
22:41I giubilei del Novecento hanno un filo rosso.
22:44Da un lato è questa sperimentazione della Chiesa rispetto ai media
22:47che di volta in volta trovava di fronte allo scenario,
22:50quindi sempre con delle reticenze, delle difficoltà,
22:53delle capacità di entrare in dialogo
22:55e poi alla fine di un utilizzo secondo un progetto
22:58che è un progetto appunto di evangelizzazione, chiamano così.
23:02E poi c'è anche una capacità di rileggere in qualche modo
23:07quelli che sono gli eventi, chiamiamoli geopolitici, dei vari momenti
23:14perché per esempio nel Novecento è differente le prime immagini di Leone XIII
23:20che sono state girate dagli americani piuttosto che dai francesi
23:24e sono nel secondo momento che vengono girate dai francesi
23:26oppure dei divieti di ripresa dell'immagine dell'Augusto Pontefice
23:31oppure ancora quando nel 29 c'è la grande crisi americana
23:35quello è l'anno invece in cui con i patti lateranensi
23:39la Chiesa conosce una via di uscita, una grande comunicazione all'estero.
23:44Quindi diciamo è un modo, quello dell'evento giubilare
23:48per leggere sia la Chiesa che il mondo che la loro interconnessione.
23:52La Chiesa e in occasione dei giubilei soprattutto ha sperimentato certamente media
23:57ma li ha anche sempre un po' personalizzati
24:03nel senso che un conto è fare la scelta di un grande regista come Zeffirelli nel 75
24:11dove appunto c'è un racconto più di tipo drammaturgico, teatrale
24:16differente quella in cui si sceglie di dare la regia a Olmi
24:20dove lì si parla proprio di una regia teologica
24:25cioè uno studio insieme tra liturgisti, gente di Chiesa
24:29e appunto in questo caso lo staff di Olmi
24:33quindi certamente c'è una sperimentazione, una comprensione
24:37e anche una personalizzazione rispetto ai propri bisogni.
24:50Grazie!
24:51Grazie!
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