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https://www.pupia.tv - Licata (Agrigento) – Non era semplice carburante quello erogato alla pompa: le verifiche hanno fatto emergere un prodotto alterato, con caratteristiche fuori norma e potenzialmente pericoloso. È quanto hanno scoperto i finanzieri del comando provinciale di Agrigento, che hanno individuato un impianto di distribuzione stradale nel territorio di Licata dove venivano commercializzati oltre 9mila litri di gasolio irregolare.

I controlli sul territorio - L’operazione rientra nell’attività sistematica di contrasto alle frodi nel settore delle accise e dei prodotti energetici. I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno avviato accertamenti mirati sulla qualità dei carburanti immessi in consumo e sulla corretta corresponsione delle imposte, concentrando l’attenzione su alcuni impianti ritenuti a rischio.

Le analisi sul carburante - I campioni prelevati durante il controllo hanno evidenziato un’anomalia significativa: il gasolio presentava un punto di infiammabilità inferiore rispetto ai limiti previsti dalla normativa. Un dato che ha confermato la natura irregolare del prodotto distribuito agli automobilisti.

La miscelazione illecita - Secondo quanto accertato, il carburante sarebbe stato adulterato attraverso la miscelazione con sostanze diverse, tra cui solventi, benzine o oli vegetali esausti. Una pratica che consente di alterare il prodotto e ridurre i costi, ma che comporta gravi conseguenze sotto diversi profili.

I rischi per ambiente e motori - L’uso di gasolio non conforme non solo determina un danno per le casse dello Stato, a causa del mancato pagamento delle accise, ma crea anche condizioni di rischio nell’utilizzo, aumentando l’impatto ambientale e i pericoli per la salute pubblica. Inoltre, l’impiego di carburante adulterato può compromettere seriamente il funzionamento dei motori, provocando danni anche rilevanti ai veicoli.

La denuncia - Alla luce delle irregolarità riscontrate, il gestore dell’impianto è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento con le accuse di frode in commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici. (18.03.26)

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