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  • 2 giorni fa
Questa sera, anzi, all’ora dell’aperitivo perché la sua è la partita delle 18.45, il Barcellona affronta il Newcastle nella gara di ritorno degli ottavi di Champions. La promozione non è scontata, dopo il faticoso 1-1 in Inghilterra della scorsa settimana: però se delle 19 gare casalinghe della stagione il Barça ne ha vinte 18, che fossero allo stadio olimpico del Montjuic o nel cantiere del Camp Nou, un motivo ci sarà. La fase difensiva dei catalani continua a essere - come dire? - molto emozionante, ma l’attacco è sempre uno show iper-realista con 77 gol in Liga, 23 in Champions, 9 in Copa del Rey e 8 nelle due gare di Supercoppa spagnola. Totale 117, unica europea assieme al Bayern ad aver già passato, e abbondantemente, la fettuccia delle 100 reti stagionali. Del resto quando i tuoi attaccanti laterali si chiamano Lamine Yamal e Raphinha, nel ruolo di centravanti si alternano Lewandowski e Ferran Torres, e alle spalle di questi satanassi giostrano Pedri e Dani Olmo, l’effetto è garantito.La marcia della squadra di Flick, che in Liga mantiene quattro punti di margine sul Real Madrid, non è però il tema barcellonista che ci interessa oggi. Più interessante la rielezione per altri 5 anni di Joan Laporta alla presidenza, avvenuta nel week end. È stato il solito successo annunciato, ottenuto col 68 per cento dei voti, per questo avvocato catalano - fiero indipendentista - che segna da 25 anni la storia del Barca. Prima è stato il presidente che con l’ingaggio di Ronaldinho ha riavviato la storia della società blaugrana, pescando poi il jolly di Messi nella famosa cantera - il settore giovanile - e da lì costruendo quella che con Xavi, Iniesta, Pujol, Piqué, Eto’o, Dani Alves, Fabregas, Busquets, Pedro, Villa e naturalmente Pep Guardiola in panchina, è stata probabilmente la squadra di club migliore della storia. Dopo una parentesi politica molto al di sotto delle aspettative, Laporta si è riaffacciato al Camp Nou nel momento del panico, era il 2020, quando si scoprì che il suo predecessore Bartomeu aveva lasciato un buco da 1 miliardo e 350 milioni. Qualsiasi altra azienda sarebbe fallita alla velocità della luce. Qualsiasi tranne il Barcellona, che come scrisse una volta Manuel Vasquez Montalban è “l’esercito disarmato della Catalogna”, e come tale va trattato, specie in tempi di accesi separatismi. Sepolto sotto un deficit inverosimile, dovuto almeno in parte al compenso dissennato garantito per anni a Messi, Laporta è stato molto abile a diminuire il debito vendendo pezzi di futuro del club, dai palchi vip del Camp Nou ristrutturato a una quota consistente dei futuri diritti televisivi, e seguendo a parole Florentino Perez nell’avventura soltanto immaginata della Superlega.Così si è assicurato la non belligeranza del Real Madrid sul tema del debito - non si va contro l’unico alleato - e persino sullo scandalo arbitrale relativo almeno in parte agli anni del suo primo mandato. Ecco, questo è stato un gran risultato. Xavi, giubilato dopo un titolo di campionato, ha rilasciato a dieci giorni dalle elezioni un’intervista molto velenosa, nella quale sottolineava come Laporta non avesse avallato il ritorno di Messi dopo le due stagioni al Psg. Ma con Yamal che guadagna ancora una piccola parte dei proventi di Leo - ed è Yamal - chi glielo faceva fare?

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00:06Questa sera, anzi, all'ora dell'aperitivo, perché la sua era partita dalle 18.45,
00:13il Barcellona affronta il Newcastle nella gara di ritorno degli ottavi dicembre.
00:18La promozione non è scontata dopo il faticoso 1-1 in Inghilterra della scorsa settimana.
00:23Però se delle 19 gare casalinghe della stagione il Barça ne ha vinte 18,
00:28che fossero allo stadio olimpico del Montjuic o nel cantiere del Camp Nou, un motivo ci sarà.
00:34La fase difensiva dei catalani continua a essere molto, come dire, emozionante,
00:40ma l'attacco è sempre uno show iperrealista, con 77 gol in Liga, 23 in Champions,
00:489 in Coppa del Rey e 8 nelle due gare di Supercoppa Spagnola.
00:52Il totale 117, unica europea insieme al Bayern ad aver già passato
00:57e abbondantemente la fettuccia delle 100 reti stagionali.
01:01D'al resto, quando i tuoi attaccanti laterali si chiamano la miglia male e raffigna,
01:05nel ruolo di centravanti puoi alternare Lewandowski e Ferran Torres,
01:09e alle spalle di questi satanassi giostrano Pedri e Dani Olmo,
01:13l'effetto è garantito.
01:15La marcia della squadra di Flick, che in Liga mantiene 4 punti di margine sul Real Madrid,
01:21non è però il tema barcellonista che ci interessa oggi.
01:25Più interessante è la rielezione per altri 5 anni di Joan Laporta alla presidenza,
01:31avvenuta nel weekend.
01:33È stato il solito successo annunciato, ottenuto col 68% dei voti.
01:38Per questo avvocato catalano, fiero indipendentista,
01:42che segna da 25 anni la storia del Barça.
01:46Prima è stato il presidente che con l'ingaggio di Ronaldinho
01:49ha riavviato la storia della società blaugrana,
01:52pescando poi il gioli di Messi nella famosa cantera,
01:56nel settore giovanile,
01:57e da lì costruendo quella che con Ciavi, Iniesta, Puyol, Piquet,
02:02Eto'o, Dani Alves, Fabregas, Busquets, Pedro, David Villa
02:07e naturalmente Pepe Guardiola in panchina,
02:11è stata probabilmente la scuola di club migliore della storia.
02:14Dopo una parentesi politica molto al di sotto delle aspettative,
02:18Laporta si è riaffacciato al Camp Nou nel momento del panico,
02:22era il 2020,
02:23quando si scoprì che il suo predecessore
02:26aveva lasciato un buco da 1 miliardo e 350 milioni di euro.
02:31Qualsiasi altra azienda sarebbe fallita alla velocità della luce,
02:35qualsiasi tranne il Barcellona,
02:36che, come scrisse una volta Manuel Vázquez Montalbán,
02:40è l'esercito disarmato della Catalogna.
02:43E come tale va trattato,
02:45specie in tempi di accesi separatismi.
02:48Sepolto sotto un deficit inverosimile,
02:51dovuto almeno in parte al compenso dissennato
02:54garantito per anni ammessi,
02:57Laporta è stato molto abile a diminuire il debito
03:00vendendo pezzi di futuro,
03:01dai palchi VIP del Camp Nou ristrutturato
03:05a una quota consistente dei futuri diritti televisivi
03:08e seguendo a parole Florentino Perez
03:11nell'avventura soltanto immaginata della Superlega.
03:15Così si è assicurato la non belligeranza del Real Madrid
03:18sul fronte del debito,
03:20perché non si va contro l'unico alleato,
03:23e persino sullo scandalo arbitrale
03:25relativo almeno in parte agli anni del suo primo mandato.
03:28Ecco, questo è stato un gran risultato,
03:31grande ammettà.
03:32Ciavi, giubilato dopo un titolo di campionato,
03:35ha rilasciato a dieci giorni dalle elezioni
03:37un'intervista molto velenosa
03:38nella quale sottolineava come Laporta
03:40non avesse avallato il ritorno di Messi
03:43dopo le due stagioni al PSG.
03:45Ma con Yamal che guadagna ancora
03:47una piccola parte dei proventi di Leo
03:50e dei Yamal,
03:51chi glielo faceva fare?
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