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  • 11 mesi fa
La nostra intervista a Francesca Comencini, che ha scritto e diretto il documentario La Diaspora delle Vele, presentato alla Festa di Roma e nel 2026 su Sky.
Trascrizione
00:00Tornare in un luogo a cui ero legata e dare voce finalmente agli abitanti delle vele.
00:17Questa era casa mia.
00:20Qua dietro c'è tutta la nostra vita.
00:22Come nasce l'idea di raccontare questo aspetto particolare e in questo modo specifico?
00:28Ma diciamo che c'era un legame da parte mia e anche della produzione perché Scampia è un luogo che
00:36abbiamo frequentato,
00:38a cui ci siamo legati, girando io parte della serie Gomorra, quindi un posto che conosco, a cui ero molto
00:47legata.
00:49Mi è stato proposto da Catleia per cogliere questo momento in cui le persone cambiavano,
00:56venivano spostate dalle loro case.
00:59Questo momento difficile però anche pieno di possibilità e di speranza.
01:05E quindi per me è stata quasi una restituzione.
01:08Cioè tornare in un luogo a cui ero legata e dare voce finalmente agli abitanti delle vele che di fatto
01:16forse non avevano avuto abbastanza.
01:19Per raccontare dal loro punto di vista quel luogo.
01:22Infatti quello che mi ha colpito di più è proprio l'umanità che viene fuori le vite di queste persone.
01:27è anche il senso di appartenenza perché persone che non vivono più lì ma che sentono la mancanza di quel
01:32luogo nonostante tanti problemi.
01:35Questo è un qualcosa che in qualche modo è stato messo naturalmente immagino.
01:41Cioè proprio il loro desiderio principale.
01:44Certo, questi sono racconti che loro fanno proprio in maniera molto appassionata.
01:50La loro idea fissa è il ritorno.
01:53Loro vogliono tornare lì, quella è la loro comunità.
01:56Ed è questa la cosa veramente potente, anche universale, secondo me, di questo piccolo documentario.
02:03Perché alla fine siamo partiti facendolo con pochi mezzi, girando con due iPhone
02:07e cercando di essere più leggeri possibili per cogliere questo momento.
02:12Quindi è emerso tutto lì.
02:13È che avere una comunità è forse una delle cose più importanti della vita.
02:19E loro avevano una comunità là.
02:24Credo questo faccia eco in tutti e tutte noi, perché è un periodo storico in cui tendiamo a essere isolati,
02:32a essere soli, a mancare proprio di questa comunità.
02:36E loro fanno parte, si sentono visti.
02:39Ciascuno con la sua storia, la mamma con tanti figli, la mamma sola con tanti figli,
02:44che quando torna a casa sa che c'è una comunità, che se lei strilla perché qualcuno le rompe le
02:49scatole.
02:50E lì tutte le donne empatizzano con questa donna.
02:54Tutte abbiamo paura di tornare la notte da sole.
02:57E lei sa che c'è una comunità intorno.
02:59La ragazzina che vuole diventare campionessa di danza.
03:04Il giovane uomo che si innamora per la prima volta.
03:09Per vivere noi abbiamo bisogno di una comunità e loro ce l'hanno avuta.
03:13E la vogliono ritrovare.
03:14Per quanto sia problematica, quella è la loro storia, è la loro comunità.
03:19E questa cosa mi ha molto, non dico sorpreso, perché sì, però con questa intensità sì.
03:28I sacrifici.
03:29Io scampia, la amo, perché dovevamo essere disensatezzo.
03:33E invece i Villains ci hanno accorto proprio perciapette.
03:37C'è qualcosa, dicevi giustamente che conoscevi già il posto.
03:41E c'è qualcosa che però hai trovato diverso da quello che ti aspettavi.
03:44Qualcosa che ti ha sorpreso al di là del senso di comunità.
03:48Qualcosa che non avevi percepito nelle altre occasioni in cui avevi frequentato le vele.
03:55Diciamo che mi ha colpito, non mi ha proprio sorpreso però, perché un po' l'avevo percepito,
04:00questo senso di dignità e di fierezza.
04:03Di questo posto, su cui sono stati detti molti stereotipi, molte cose.
04:09Questo non vittimismo, anche questo autocritica, i problemi loro li raccontano,
04:14chi li ha avuti li dice, è però una fierezza del luogo a cui appartengono e questa dignità nel raccontare.
04:22Me l'immaginavo però è stato travolgente, è stato ancora più forte, veramente molto forte.
04:29Dicevi l'autocritica che l'ho percepito nelle dichiarazioni, soprattutto di chi diceva
04:33facevamo determinate cose perché era la normalità.
04:38Come si esce poi da questa normalità malata che c'era prima alle vele,
04:43quando uno arriva fuori, quando poi si entra in contatto con una realtà diversa?
04:49Il cambiamento quanto è semplice?
04:51Beh, questa è una domanda enorme, nel senso che il tema è molto grande.
04:55Sono duemila famiglie, erano duemila famiglie con un tal...
04:59Penso forse, io non lo so perché è un percorso che va fatto insieme alle istituzioni,
05:03con i comitati di quartiere.
05:05Forse è un buon inizio avere un lavoro, perché c'è un tasso di disoccupazione molto alto.
05:13Però su questo io ho raccontato, cercando di avere la massima empatia,
05:20cercando di rendere il più universale possibile questi racconti in cui tutti potessero riconoscersi,
05:26senza fare uno sguardo, senza identificare questi esseri umani come abitanti delle vele,
05:32ma semplicemente come esseri umani che parlano a tutti.
05:35Le soluzioni per un problema così vasto come quello, in questo caso, delle strade sbagliate,
05:40della criminalità o altri percorsi sbagliati, è difficilissimo,
05:47non sono certo io come regista a poter rispondere.
05:50Forse il lavoro è un buon inizio.
06:12Grazie a tutti.
06:18Grazie a tutti.
06:18Grazie a tutti.
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