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  • 1 anno fa
(Im)perfetta: intervista alla protagonista del corto Valeria Solarino
Trascrizione
00:04Prima di tutto complimenti. Grazie. Partire dal tema. Il tema è molto importante perché parla
00:10dell'immagine, della percezione, dell'immagine, dell'accettazione della stessa e di quella che
00:15poi viene vericolata dai social. Quindi è uno stesso tema declinato in tanti modi diversi,
00:20è un po' una frammentazione dell'immagine. Quanto pensi sia importante parlare e parlare
00:26tanto di questi argomenti? È un tema fondamentale, un tema che ha posto come degno di approfondimento
00:37e di studio la Polizia Postale, che ha riscontrato in questo anno un aumento delle truffe fatte
00:45via social, di questi modelli che si propongono come modelli di perfezione, che addirittura
00:49poi non esistono. Quindi oltre all'inganno, che è l'inganno del cercare di imitare qualcun
00:56altro, c'è anche nell'inseguire alla perfezione, c'è anche proprio la truffa del fatto che
01:01a volte questi modelli non esistono. E vittima di questa truffa è questa ragazzina che è
01:07mia figlia. C'è un momento molto bello che a me piace in questo film dove la mamma dice
01:14alla figlia, al culmine di una crisi, le dice va bene hai la pancia. È una pancia, per me
01:23non ha alcun valore. Ma se per te è un problema, parliamone, che è una cosa molto bella perché
01:30anche qui non si tratta di dire la bellezza e l'esteriore non conta, non è importante
01:36quella interiore. No, è importante la bellezza esteriore, ma la propria, cioè il fatto di
01:41cercare di essere la versione migliore di noi stessi, di noi stesse, è bello, è qualcosa
01:48anzi che, insomma, è un percorso, quindi interiore ed esteriore, senza alcun giudizio
01:55diciamo morale, moralistico. Qui però si tratta di cercare di voler imitare qualcosa che non
02:02ha niente a che fare con noi. Io posso ammirare una bella ragazza che vedo sui social, che
02:07mi racconta come ha avuto quei capelli così lucidi, così belli e posso anche ammirarla
02:15per quello, oppure ammirare e stimare una persona che mi racconta qualcosa e mi dà un
02:20punto di vista diverso su un tema che io non avevo considerato. Ma voler essere qualcos'altro,
02:27voler aderire a qualcos'altro mi porta a qualcosa che non sarà mai in armonia con
02:32me stessa e quindi è pericoloso. E lo step successivo di questo processo, quello a cui
02:36c'è nato, è il fatto che alcuni di questi modelli ormai non esistono, cioè questa è
02:40la nuova frontiera di avere dei riferimenti che sono anche irreali, fake, che sono ancora
02:46più impossibili da raggiungere. Sì, per me la cosa molto preoccupante è questo ritorno
02:54all'essere un oggetto. Un sociologo molto importante diceva che quando non paghiamo
03:01per qualcosa il prodotto siamo noi e noi siamo diventati un prodotto, un prodotto che cerca
03:08di essere qualcos'altro ed è giusto in una società capitalistica che sia così perché
03:16smuove l'economia e perché ci porta a essere oggetti e non più soggetti. Il fatto di essere
03:25Simone de Beauvoir nel secondo sesso fa un'analisi incredibile della donna che nel momento in cui
03:31non partecipava alla vita sociale perché non lavorava e lavorava solo l'uomo, l'uomo era un soggetto
03:37attivo nella società, mentre la donna ovviamente si considerava un oggetto, non essendo soggetto
03:44attivo. Un oggetto per avere una sua dignità deve essere bello, se pensiamo a un oggetto
03:50della casa, un etrodomestico può anche non essere bello perché ha una funzione e quello
03:54è l'uomo, mentre invece la donna che non ha una sua funzione sociale deve essere bella
03:59perché un soprammobile che non ha una sua funzione almeno deve essere bello. Lei sottolineava
04:03questo tema molto importante ed è come se oggi ribaltando questa tesi, infatti mi sarebbe
04:11piaciuto sapere cosa ne pensava di tutto questo che sta accadendo oggi, è come se questo ritorno
04:16all'essere oggetto, quindi al culto della bellezza, dell'aderire a qualcosa, a qualche
04:23modello che poi veramente non esiste o è comunque creato da qualcun altro, ci riportasse
04:28ad essere oggetti e non più soggetti attivi nella società.
04:31Un'ultima cosa, hai parlato di dialogo che è fondamentale, forse oggi è difficile
04:37anche riuscire a trovare il tempo per il dialogo, siamo talmente travolti nelle nostre vite
04:41che anche trovare il tempo per il dialogo con i più giovani è difficile?
04:45Io penso che la difficoltà, perché conosco tanti genitori molto attenti e molto anche
04:50sofferenti per tutto questo, la difficoltà sta nel fatto di essere veramente in un periodo
04:58di passaggio, cioè la generazione dei genitori non è nativa digitale, quindi non ha gli strumenti
05:03per capire come affrontare tutto questo e questi ragazzini sono stati investiti da questa cosa,
05:10quindi a volte non è la mancanza di dialogo, è proprio la mancanza di strumenti, a volte
05:17insomma mi capita di parlare con ragazzini e ragazzine che per quanto riguarda per esempio
05:23tutti i temi di ritenza di genere dicono ma perché non ci sono dei corsi, ma perché
05:27la mia risposta è perché siete voi i primi a sollevare questi temi, perché noi non ne parlavamo,
05:33quindi non è una volontà di non parlare di certe cose e che noi non ne sappiamo queste
05:37cose e che noi non ci siamo mai interrogati ancora su certe cose, quindi purtroppo sono
05:42una generazione di passaggio che sta pagando tutto quello che deriva da questo strumento
05:52così violento che sono i social network.
05:55Grazie mille.
05:56Grazie a te.
06:07Grazie a te.
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