00:05Io parto direttamente da una battuta del film ed è una battuta di Beatrice, io sono una ladra e lei
00:11un illuso, ma Beatrice e Cevessino sono davvero solo una ladra e un illuso come li avete immaginati, al di
00:18là delle indicazioni che poi vi sono state date.
00:21Ah ok, al di là delle indicazioni ci sono state date. Allora io credo che Beatrice sia una persona che
00:31non sa chi è, quindi sicuramente fa la ladra, ma questo è molto distante dall'essere una ladra, cosa che
00:39peraltro capisce immediatamente anche Celestino,
00:44perché c'è una grossa distanza tra quello che si fa e quello che si è, ovviamente. O qualcuno potrebbe
00:50dire invece il contrario, che poi si è soltanto quello che si fa, ma io sono della prima scuola.
00:55Perché almeno uno poi ha qualche possibilità di cambiare.
01:02Comunque, sì, Beatrice non è solo una ladra, è una persona che ha subito molto, a cui è stato tolto
01:13molto, molto amore.
01:14Probabilmente è una persona che si ama poco, una persona che sa poco di sé, a cui manca, diciamo, quello
01:20zoccoletto di amor proprio che serve senza soffrire troppo, intendo.
01:29Celestino, dal punto di vista di Beatrice, non credo che sia un illuso, credo che per lei sia un eroe.
01:38Un eroe perché è capace di vivere delle sue idee, perché sa che cosa pensa, perché a differenza sua, cioè
01:45di Beatrice, sa qualcosa di sé.
01:48Forse per Celestino questa è una pretesa, una pretesa di conoscenza, magari in realtà sono tutte e due illusi.
01:56Diciamo, poi ci inoltriamo nella filosofia spinta, perché, come dire, non saprei proprio dove andare a parare, diventa troppo complicato.
02:03Non mi recupero più se vado per quella strada, parto tipo un mongolfiera.
02:07Però io credo che per lei sia eroico il Celestino.
02:12Il fatto che si fidi di lei è il primo gesto di amore che riceve, vero.
02:24L'Isola degli Idealisti non è un villaggio vacanze.
02:28E perché rispondo così? Perché ha tutte le condizioni per avere, come ogni villaggio vacanze, un proprio codice, una propria
02:37regola.
02:40Perché il posto è molto bello, questo è fondamentale, uno degli aspetti del film è che si è visualmente a
02:49contatto con la bellezza.
02:50E questo è una condizione che ha influenzato non poco, direi totalmente, lo stare, lo riuscire a stare dentro questo
03:04tipo di mondo creato da Elisabetta.
03:07Il riferimento eronico al villaggio vacanze è dovuto al fatto che in un villaggio vacanze di solito si sospende il
03:20tempo, si fanno altre attività.
03:23Ma sono noiosissime perché in realtà hai sempre qualcuno che deve farti divertire.
03:28Questi invece che vivono questa loro vita sospesa e lo spettatore dice ma no, nessuno vive così, è vero, nessuno
03:35vive così.
03:36Infatti non c'è la pretesa di realtà, c'è una richiesta di credere a quello che si vede con
03:42quei codici.
03:43Ora, il personaggio che potremmo chiamare, si chiama Celestino, ma si può chiamare in qualsiasi altro modo, cioè quella che
03:53chiamiamo Rosa, come dice Giulietta Romeo, con un altro nome lo stesso profumo avrebbe.
04:00O non so se l'uno o l'altro.
04:03Cosa voglio dire?
04:05È un fantasma?
04:06Sì.
04:07È un'emanazione della immaginazione dello spettatore?
04:11Può darsi.
04:13Prende corpo questa figura quando entra in contatto con il femminile del personaggio di Elena, non soltanto perché è una
04:22donna, un'autrice, un attore donna a incarnarlo, ma con tutta la dirompenza del femminile.
04:31La generatività, l'elemento generativo, illuminante, abbagliante anche, per questo accecante anche,
04:41di tutta la forza che il femminile è capace di portare.
04:44Questo è un elemento fondamentale, perché altrimenti il personaggio di Celestino, la figura di Celestino, rimarrebbe perfettamente a proprio agio.
04:56Ed è una condizione importante questa di essere isolati, perché in questa solitudine, e come in generale nella vita, quando
05:03si è soddisfatti dalla propria solitudine, in genere arrivano le persone giuste.
05:09Si forma attorno a te un ambiente giusto per te, perché non lo sei andato a cercare.
05:17Mi dispiace che ci sia poco tempo, è una cosa che mi costringe a essere sintetico in un modo sbagliato
05:28per un film che ha molti aspetti.
05:31Ma questo è quello che si prenderà allo spettatore, visto che mancano 27, 26, 25, 24, 23, eccetera.
05:42Un'altra cosa, Elisabetta Sgarbi diceva di aver spinto i suoi attori a varcare il confine della naturalezza, ed effettivamente
05:50si nota un po' questo andare più verso l'artificio.
05:54A volte si ha la sensazione che parlino come un libro stampato.
06:00Ma la difficoltà di fare questo, la difficoltà per voi attori, a cui si chiede invece sempre di essere il
06:08più naturali possibili, no?
06:09Sì, ma di riuscire a essere naturali in quella cosa, capisci?
06:13Perché noi molto spesso si confonde la naturalezza, voglio dire, Dante ha scritto La Divina Commedia in terzine,
06:23questo dovrebbe essere noto a tutti, non l'ha scritto con tutto il rispetto per i giornalisti, ma anche i
06:29giornalisti seguono una forma.
06:31Cioè la forma è necessaria ovunque, e la forma corrisponde al contenuto.
06:36Quindi in questa forma noi abbiamo dovuto essere naturali.
06:40Mi pare se io le dicessi, ma in mezzo alla camminata della mia vita a un certo punto mi sono
06:44trovato dentro una dimensione strana,
06:46c'è stato un leone, c'è stato una pecola, c'è stato qui...
06:49No, lo fa inventando una lingua, e Elisabetta ha inventato uno stile per poter fare questo film,
06:56e in quello stile noi dovevamo riuscire a essere naturali, veri, accettabili, credibili per lo spettatore.
07:05Cioè niente che somigliasse a quello che trovi già nella tua quotidianità.
07:09Tant'è vero, e chiudo, che mi piacciono tanti film di fantascienza per questo motivo, che non li trovo nella
07:15realtà.
07:16E l'ultima cosa, qual è la lezione che avete imparato da questo corso di educazione, per usare delle parole
07:24di Celestino?
07:25Io non ho imparato niente, ho già dimenticato tutto, ma stare dentro quella dimensione ha portato qualche cosa nella mia
07:34esperienza di vita,
07:39che questo sì, questo resta, resta anche inconsapevolmente.
07:44Certe cose le sai nel momento in cui le fai, altre cose le sai più avanti,
07:50e oggi che ne parliamo mi rendo conto che l'esperienza fatta con Elisabetta è un'esperienza molto rara,
07:56e di incitazione a una cosa rara, cioè a prenderti responsabilità della libertà del tuo mondo.
08:03Io ho imparato che la paura ha due grossi aspetti.
08:06Uno, serve a salvarti la vita, ed è importantissimo, si impara da piccoli, e a volte si dimentica.
08:13L'altro è che la paura, a volte, la paura di, come dire, non essere riconoscibili,
08:20non essere riconosciuti, che certe volte impedisce la scoperta di nuovi orizzonti.
08:32E questo film, che mi ha fatto molta paura mentre giravo, mentre giravamo, mi ha insegnato entrambe le paure.
08:41Mi ha ricordato, diciamo, che è importante avere alcune paure perché ci preservano,
08:45ed è importante superarne altre perché ci permettono, sinceramente, di andare in zone sconosciute,
08:52finalmente abbandonare ciò che c'è di certo, che non è sempre la cosa migliore.
08:58Grazie.
08:59Grazie a te.
08:59Grazie.
09:00Grazie.
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