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  • 2 anni fa
Gaia Messerklinger, Federica Sabatini, Eugenio Mastrandrea raccontano Don Matteo 14.
Trascrizione
00:00trionfa sui nostri schermi da 25 anni, 20 quanti so? 25.
00:11Allora Don Matteo 14, Don Matteo mi ha sempre fatto pensare un po' a un concetto che sui social va
00:18molto,
00:18la vita lenta, non so se ritrovate un po' questa vibrazione, questa sensazione.
00:25Sì, decisamente sì, nel senso che, allora intanto il fatto che in Don Matteo ritrovi sempre un po' gli stessi
00:34equilibri,
00:35secondo me questo è bello, si dice a volte l'arte non deve rassicurare, non è detto, secondo me c
00:42'è spazio per tutto,
00:43soprattutto nel grande contenitore dell'intrattenimento, ognuno può trovare il suo posto e Don Matteo dà la possibilità
00:53a chi vuole essere rassicurato, nel senso di ritrovare questa vita lenta, queste dinamiche che si ripetono,
01:00all'interno poi invece di una storia che parla anche di attualità, che parla dei problemi di oggi,
01:08però ti ci fa entrare, ti ci accompagna dentro, non è mai qualcosa che ti pone davanti in modo violento,
01:19è sempre un accompagnamento dolce, c'è sempre una sicurezza di base che secondo me dà allo spettatore appunto questa
01:29serenità
01:30e che predispone lo spettatore poi anche ad ascoltare delle storie complesse, delle storie difficili,
01:37nel senso che si parla anche di temi molto forti, però partendo da una base che ti ci accompagna dentro
01:45con dolcezza.
01:46Sì, credo che sia possibile anche grazie alla cornice in cui giriamo, che è Spoleto,
01:50dove effettivamente è molto diverso girare in una realtà come Spoleto rispetto a girare in una città come Roma
01:57e io credo che forse per la prima volta girando gli esterni a Spoleto ho provato la sensazione di essere
02:08rilassata
02:09quando torno a casa dopo 10 ore di lavoro, 12 ore di lavoro, perché ci muovevamo a piedi, quindi noi
02:16facevamo vita lenta,
02:17cioè noi non solo abbiamo raccontato tutto quello che dice Gaia, ma l'abbiamo forse anche proprio esperita come esseri
02:25umani,
02:26lavoratori, attori, qualsiasi reparto, perché è stato bellissimo, era un set a cielo aperto costantemente
02:35ed è stato riposante anche un po', attratto, attratto.
02:40Bello, spirito, una bella parola.
02:42Grazie Siste.
02:47No, indubbiamente, la vita lenta la raccontiamo nella serie, perché poi comunque noi sempre su un set si lavora,
02:56quindi diciamo che poi un set, le dinamiche del set, a parte la splendida cornice Spoletina,
03:03poi diciamo tutt'altro sono in qualche modo che no vita lenta, però sì, indubbiamente Don Matteo è la vita
03:08lenta,
03:09è l'accezione più positiva e più italiana di casalingo proprio, non già di paese, paese è troppo piccolo,
03:22ma di cittadina, il nostro è un paese di borghi, di borghi e cittadine, più che di paesetti o di
03:28metropoli,
03:29in fondo le città grandi sono poche e anche i paesetti piccoli in qualche modo stanno scomparendo,
03:34il nostro è proprio storicamente da sempre un paese di città piccole, medio piccole, cittadine, paesotti grandi,
03:42e quindi è quella anche proprio la dimensione di ritmo, di tempo, di vita,
03:49in cui il numero più grande di persone si può ritrovare e riconoscere.
03:57A proposito di certezze, come fa Don Matteo a rinnovarsi sempre pur restando appunto, come dite voi,
04:05sempre uguale fondamentalmente, voi siete delle new entry, quindi insomma siete anche la novità in questo senso,
04:11però c'è sempre Don Matteo che è quello il marchio, quindi come c'è questo rinnovamento?
04:18Sicuramente il rinnovamento c'è con i nuovi ingressi che portano in qualche modo il continuo fluire dell'avvicendarsi
04:30delle persone che entrano e escono dalla serie e che portano quello che possono apportare di nuova energia.
04:38La serie è una serie molto seguita perché racconta da tantissimo tempo dinamiche umane
04:46nelle quali tutti si possono riconoscere e lo fa in un modo appunto, come dicevamo prima,
04:52che è anche proprio l'impostazione visiva, diciamo, è un'impostazione italianissima
04:59in cui tutta l'Italia si può riconoscere.
05:03Era molto esaustiva la tua risposta.
05:05Sì, nel senso, dinamiche di tutti, ma dinamiche nuove, quindi secondo me mantiene un lato di tradizione
05:13della serialità, ma aggiungendo sempre degli elementi che differiscono da una cosa all'altra
05:19e ampliando quindi lo spettro delle emozioni, della vulnerabilità, della fragilità, delle tematiche,
05:26una cosa può essere vista sotto centinaia di punti di vista e forse è qui che trovano la chiave.
05:32Sì, diciamo, in generale, secondo me, in questo senso, agganciarsi alla cronaca.
05:39Su questo gli sceneggiatori sono sicuramente molto attenti.
05:42E poi è sempre, secondo me, il binomio lentezza-velocità.
05:46Cioè, in una dimensione lenta, tu inserisci la velocità del mondo.
05:52Il mondo è velocissimo, quindi, appunto, parli d'amore, l'amore lo puoi declinare, appunto,
05:59inserendolo in un contesto sociale attuale.
06:04Cinque anni fa non parlavi d'amore come ne parli oggi, quindi...
06:07Posso... Mi è venuta in mente una risposta intelligente.
06:10Dilla prima che...
06:11Se posso.
06:12Un altro elemento che fa di Don Matteo una serie eseguitissima è Nino Frassica.
06:17È Nino Frassica.
06:19Perché attorno a Nino, e che io posso dirlo perché, diciamo, ci ho lavorato un pochino nella serie, chiaramente,
06:28attorno a Nino si organizza quello spirito di follia e di quel guizzo di estro coloratissimo e rogambolesco
06:44e di proprio pirotecnico, che fa la simpatia e il successo, poi, anzi, il trionfo della serie,
06:53perché la serie non ha successo, ma trionfa sui nostri schermi da venticinque anni.
06:58Ventiquanti, so?
06:59Venti, venti.
07:00Venti, venti.
07:01Venti, venti.
07:02Grazie.
07:03Grazie.
07:03Grazie, grazie.
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