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  • 2 giorni fa
Il Cassetto Segreto: intervista a Costanza Quatriglio
Trascrizione
00:00In effetti il cinema ha questo potere di trasformare le cose, trasformare le relazioni, trasformare la vita.
00:12Ah ecco, questa è l'idea, no? Cioè che la biblioteca mi sovrasti. Forse ti puoi anche allontanare, o?
00:20Allora, il titolo nasce da una frase che le disse suo padre, come si vede anche all'inizio del film,
00:25e hai aperto il cassetto segreto. Che mondo ha scoperto aprendo questo cassetto?
00:33Il titolo, sì, viene proprio da una frase che mi ha detto mio padre nel 2010,
00:37quando gli ho sottoposto un quaderno di poesie degli anni 30, lui era proprio ragazzino,
00:41ha detto hai aperto il cassetto segreto. E poi quando effettivamente questo cassetto, diciamo, simbolicamente l'ho aperto,
00:49ho trovato tante storie, tante immagini, tanti filmati, tante voci, tante vite,
00:57e soprattutto ho trovato la possibilità di riempire queste storie, queste immagini,
01:07di altre storie e di altre immagini. Per dire, no? Facendo il film, sonorizzando delle fotografie,
01:15è come se in qualche modo io restituissi una tridimensionalità di quello spazio e di quel tempo
01:20che mio padre aveva voluto fotografare o filmare. Quindi è come se fosse un dialogo continuo
01:26attraverso lo strumento, che è lo strumento poi del giornalista prima e del cinema dopo.
01:34Lei appunto ha cominciato a filmare suo padre nel 2010. Quando è iniziato? L'idea qual era?
01:42Quando ho filmato mio padre nel 2010 non volevo fare un film, volevo semplicemente farlo
01:47chiacchierare. Pensavo che il cinema potesse essere uno strumento di mediazione in qualche
01:52modo e che favorisse il dialogo, infatti così è stato. E mi sono molto divertita a filmarlo
01:57e quando lui all'inizio aveva della ritrosia, poi invece si fa filmare, poi diventa complice,
02:03no? Quindi in effetti il cinema ha questo potere di trasformare le cose, trasformare le relazioni,
02:09trasformare la vita. E questo è successo nel 2010. Quando ho cominciato a fare le riprese
02:14a casa con i bibliotecari e le archiviste, ancora una volta non pensavo che avrei fatto
02:18il film davvero, perché volevo lì fotografare e filmare qualcosa che stava avvenendo definitivamente
02:23nella mia casa. Cioè la mia casa da lì a poco sarebbe cambiata, io l'avrei lasciata,
02:28avrei dato tutti i libri alla regione siciliana. Quindi comunque una casa che è sempre stata
02:33lì uguale si sarebbe radicalmente trasformata. Poi man mano con il passare dei mesi ho capito
02:40che la situazione che stavo filmando era molto potente narrativamente e che la presenza di
02:45queste persone, bibliotecari e archiviste, nella casa in qualche modo era una presenza,
02:51come posso dire, mediatrice tra me e la casa stessa. Quindi che attraverso questo lavoro
02:56io potevo veramente scoprire tante cose. Dal punto di vista narrativo era molto stimolante.
03:04Quindi è nel momento in cui ha cominciato a filmare la casa che ha deciso che quel viaggio
03:10personale sarebbe diventato anche in qualche modo la condivisione di una memoria collettiva,
03:14perché poi all'interno ci sono delle testimonianze fantastiche, testimonianze storiche di Palermo,
03:20della Sicilia. C'è anche il terremoto nel Belice che torna tantissime volte, quelle lettere
03:25d'amore, i graffiti nelle prigioni scoperte da suo padre, Sciascia, i viaggi. Fanno parte
03:32di un immaginario collettivo e di una memoria storica comunque di un paese. È in quel momento
03:37che il cinema è diventato strumento di indagine in qualche modo.
03:41Esattamente come, sì, nel momento in cui io filmo la casa capisco che il film può avere
03:51diverse anime, è come in qualche modo un insieme di strade questo film, un insieme di vicoli
03:57che bisogna un po' pertersi, come nelle città invisibili in qualche modo. Per cui c'è la
04:05casa che si trasforma, che cambia, che diventa un'altra casa, diventa un'altra cosa, ma è
04:11sempre la casa, diciamo anche proprio archetipicamente, simbolicamente la casa. E poi ci sono tutte
04:17le strade possibili delle storie ritrovate, le strade e le storie siciliane, quelle del
04:24mondo, quelle del dopoguerra, quelle della guerra fredda, del terremoto. Insomma, ho capito
04:34nel corso del tempo che in realtà il film lo stavo già facendo.
04:40A un certo punto si dice, è sempre un mistero per i figli conoscere la storia dei genitori
04:46prima di loro. Pensiamo che la nostra nascita sia solo l'inizio, cioè sia l'inizio di tutto.
04:53Qual è stata la sorpresa più grande che lei ha avuto da questo lavoro, diciamo, di ricerca,
05:00archiviazione, scoperta nella vita di suo padre prima di lei?
05:06La sorpresa più grande che ho avuto nell'aprire tutti questi faldoni, fascicoli, guardare le
05:15bobbine, tutti questi 60.000 scatti fotografici, è stato quello di trovare una persona che amasse
05:21molto il cinema, certo non come me, ma probabilmente in modo prossimo. E questa cosa mi ha molto
05:30divertito. C'è anche un altro protagonista che è lo spazio. C'è questo spazio che si svuota e poi
05:38a un certo punto però si riempie anche di un nuovo significato. Come è stato il rapporto appunto con
05:45questo spazio? Il dentro la casa, fuori la casa, poi c'è questo giardino che torna tantissimo.
05:52Eh, lo spazio in questo film è protagonista, tanto quanto le vite che racconto. È protagonista perché
05:58lo spazio diventa uno spazio materiale, perché appunto gli studi, gli studi con i libri che contengono
06:06i fascicoli, però è anche uno spazio immateriale, no? È lo spazio in cui ciascuno di noi fa i conti
06:13con la preparazione al distacco e quindi il film in qualche modo ti permette di prenderti il tempo,
06:21ecco, di rinnovare il tuo rapporto con lo spazio. E poi la casa reagisce perché è come se fosse un
06:28organismo vivente la casa, reagisce agli stimoli. C'è stato qualche momento in cui ha cercato
06:38magari di fare un passo indietro perché aveva la sensazione magari di violare, no? Qualche cosa
06:43che era troppo intima, personale e quindi... Non c'è stato un momento in cui mi sono detta
06:52che stavo in qualche modo violando una riservatezza che poi mi è propria. Piuttosto è stato ininterrottamente
07:02sentito che stavo sul bilico, stavo in bilico, stavo sulla soglia, no? Perché poi io non ho mai fatto
07:08un film che riguarda così personalmente me. Ho sempre, diciamo, il film sull'altro, l'altro da me,
07:15la relazione, eccetera. Quindi mi sono riscoperta in questa necessità di racconto, no? Penso che in qualche
07:25modo io poi mi sia trattata come regista, come narratrice, come parte di quella casa, come quasi
07:33un oggetto tra i libri, no? A un certo punto io sento il bisogno di stare dentro questo film
07:38perché non potevo non farlo, sarebbe stato un infingimento non farlo, no? Piuttosto durante
07:45la fase di montaggio ho potuto fidarmi molto dello sguardo di Letizia Caudullo, la montatrice,
07:52che ricordo purtroppo la settimana prima di Berlino è mancata. Quindi, insomma, è stata una bella botta.
08:00Lei ha un cassetto segreto?
08:04Se io ho un cassetto segreto? Ma io penso che tutti quanti abbiamo i cassetti segreti, solo
08:11che non li riconosciamo. Forse bisogna che qualcuno li apra, no? Cioè, forse i cassetti
08:20sono segreti intanto in quanto sono visti da parte di qualcuno che legittimamente si avvicina
08:28a questi cassetti e cerca di comprenderli. Altrimenti non sono cassetti segreti.
08:34Grazie. Grazie.
08:47Che hai detto? Hai aperto proprio il cassetto segreto.
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