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  • 2 giorni fa
Intervista a Toni Servillo, Valerio Mastandrea e Adriano Giannini, protagonisti di Adagio, nuovo film di Stefano Sollima. In sala dal 14 dicembre.
Trascrizione
00:00Francesco, in questa sua ennesima, straordinaria trasformazione, mettermi le mani al collo e cercare di ammazzarmi, quindi...
00:16Io c'ho tuo figlio.
00:21Si scopre come è stata a mettere in mezzo e prima ammazzarlo e poi ammazzati.
00:25Io vorrei cominciare dalle lezioni di Romano di Servillo.
00:31Perché è meraviglioso il Romano di Servillo. Da cosa ha cominciato?
00:37All'alfabeto abbiamo ricominciato.
00:40Grazie, perché devo dire che era una delle, tra le tante, preoccupazioni maggiori di questa esperienza totalmente inedita per me
00:49e proprio nel suo essere inedita, entusiasmante, divertente, seducente dal primo momento.
00:59Il Romano un po' ce l'hai nelle orecchie. Molto sono stato aiutato da questi magnifici attori con cui condivido
01:08il film.
01:10E poi forse una certa indolenza del personaggio, anche una certa cialtronellia, ha aiutato ad assecondare meglio questo tentativo di
01:23parlare in Romano.
01:27C'era qualcosa che non riuscivo a dire bene? L'avete corretto per caso sul set? No, Servillo non si
01:31è corretto.
01:31Purtroppo non ci ho avuto un tetto a tetto.
01:33No, noi siamo stati insieme nelle scene abbastanza cruente.
01:39Per cui non era quello l'obiettivo maggiore. Eravamo piuttosto stare attenti a non farci male.
01:46Non svenire anche nei momenti.
01:48Perché il nostro rapporto è piuttosto cruento.
01:55A proposito di questo, secondo me il film parla anche di un desiderio di giovinezza di tutti i personaggi.
02:01Il suo personaggio dice proprio quanto è brutta la vecchiaia, ogni giorno è peggio.
02:05E questa cosa si traduce anche in una differenza di scelte musicali.
02:11Infatti a un certo punto Fabino dice al ragazzo, lo sai qual è la cosa più grave?
02:14Quello che te ci senti con queste cuffie. Ecco, secondo voi è vero, tra generazioni non si comunica
02:20anche perché non si riesce ad essere compatibili con i gusti musicali?
02:25Oddio!
02:28La vagliesca dice tutto, non so.
02:30Però a questa domanda si può rispondere semplicemente sì.
02:35Non è che si può proprio fare l'indiano.
02:39Hanno sempre marcato la differenza generazionale, i gusti musicali.
02:44Da sempre.
02:44Io posso immaginare che la reazione che ho sentendo della musica che sentono i miei figli
02:50sia esattamente la stessa di quando mio padre sentiva che dalla mia stanza
02:56andava a tutto volume Led Zeppelin 3.
03:00Per lui che era cresciuto con un bambino caro, oppure che già era da manina, quella roba là,
03:06era una roba che non si poteva ascoltare.
03:08Io sento anche molta disco musica anni 80-90 che arrivava.
03:11Ma quello è un problema tuo perché tu sei rimasto lì.
03:14Io se mi metto a parlare di gusti musicali non riusciamo più.
03:17No, la sento nei ragazzi.
03:18Non è che l'ascolto io.
03:20La sento nei ragazzi di 15-17 anni, 18.
03:22È vero.
03:23Comunque poi la musica, insomma, la musica che secondo me che vale resta sempre,
03:27l'ascoltano tutti.
03:28Poi le tendenze, le cose, insomma.
03:30Non è che possiamo fare i vaghi noi sulla musica dei nostri figli, eh?
03:34No, no, per esempio.
03:35Anche per capirli un po' di più.
03:37Steve Wonder mette d'accordo tutte le generazioni.
03:40Per esempio, Teddy Neon, i Beatles, sicuramente.
03:43E invece...
03:44Anche Ivana Spagna, allora.
03:46Ma quella tieni te la per te.
03:49Immensa, il cerchio della vita del Re Leone, almeno.
03:52Immensa Ivana Spagna.
03:52Comunque, come avete reagito al trucco di Favino?
03:58Perché io sono stata sul set a Tiburtina.
03:59Al trucco?
04:00E mi ha preso un colpo.
04:02Ma la cosa terrificante è che quel giorno a Tiburtina lui non usciva dal personaggio.
04:06Cioè, una cosa abbastanza inquietante.
04:08Voi che ce l'avevate lì tutti i giorni?
04:09Vabbè, ma non credo sia un problema tuo.
04:11Puoi pagare un problema per chi vive con lui, ecco.
04:13Se poi è tornato a casa così.
04:14Però, come si reagisce a quei tipi di trasformazioni?
04:18Io servo sempre con grande, come dire, venerazione.
04:23Perché sono cose a cui io non arriverò mai.
04:25Ma perché non mi va nemmeno di arrivarci.
04:27Anzi, ho fatto un piccolo passo, diciamo, e già mi è bastato.
04:32Figurati una cosa come quelle che fa lui.
04:34Non ce la farei mai io.
04:36Qual è il piccolo passo?
04:37Il mio in questo film, quelle piccole quattro ore di trucco mie.
04:41Ma a me mi ha aiutato molto perché me lo sono visto Francesco, in questa sua ennesima
04:46straordinaria trasformazione, mettermi le mani al collo e cercare di ammazzarmi.
04:51Quindi ha molto aiutato.
04:54Ha molto aiutato, anche nel racconto della relazione tra i nostri due personaggi, che è molto, molto violenta.
05:03Anche una violenza alimentata da un profondissimo rancore, senza voler raccontare troppo, che c'è tra i due personaggi.
05:10Per cui io, in questa sua ennesima straordinaria trasformazione, me lo sono trovato davanti nel tentativo di ammazzarmi.
05:17Quindi era perfetto dal punto di vista della consapevolezza stati laschiana.
05:25E a proposito di questo, senza rivelare troppo, però c'è una scena, è una delle mie scene cult dell
05:32'anno.
05:32Quella di Servillo, in cui c'è uno switch incredibile, che a un certo punto sembra che c'è Rambo.
05:38Come ha lavorato a quella scena? Una cosa incredibile.
05:41Tanto ha infierito sul mio collo, devo dire. È abbastanza decisa.
05:46Per dire ancora una volta, grazie a Stefano che ci ha messo nella condizione di divertirci molto,
05:53e contemporaneamente di ottenere un'efficacia espressiva molto forte dai nostri personaggi,
05:58e la condizione in cui ci ha messo. Noi siamo stati a girare quella scena a cui ti fai riferimento
06:03per, penso, una giornata intera nel traffico impazzito della Tiburtina.
06:09Perché a un certo punto probabilmente abbiamo preso anche dalla condizione...
06:14Comunque...
06:14Siamo sostenuti comunque, sempre, nei momenti di difficoltà.
06:18Grazie mille, grazie.
06:38Grazie a tutti.
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