00:14I like lots of things, but there are three things I like most.
00:24The Girl in the Fountain è un film sul voler fare un film su Anita Hekberg.
00:28Perché questa scelta narrativa, strutturale?
00:31Penso che la forma del reenactment non era quello che volevamo.
00:35Quindi era più interessante vedere il lavoro di un'attrice e studiare un personaggio
00:39e capire cosa questo personaggio poteva turbare nella sua vita,
00:45cosa poteva creare, che pensieri poteva scatenare.
00:49E quindi è stata, secondo me, secondo Paola Iacobbe, che è la scelta migliore.
00:56E in questo Monica Bellucci ha capito perfettamente questo spirito
01:01e lei stessa ha dato delle cose sue, oltre al suo lavoro di attrice,
01:06ha dato anche delle cose personali.
01:08Parlando sempre del titolo del film, cosa significa per voi due oggi
01:12quell'immagine iconica di Anita Hekberg nella fontana?
01:17Io?
01:19Beh, vuol dire, ormai dopo aver lavorato al montaggio,
01:25dopo aver lavorato per un anno di più a questo film,
01:28è quasi angosciante quella immagine che prima era bellissima,
01:31perché si si rende conto di come una diva,
01:35che già era molto conosciuta all'epoca come Anita Hekberg,
01:39si sia cristallizzata in quelle immagini.
01:41dopo quel ruolo perfetto, perché dove lei recitò benissimo,
01:45tanto da far credere a tutto il mondo che era se stessa,
01:49che non stava recitando,
01:50dopo quel ruolo lei ha ricevuto ruoli sempre simili a quello.
01:53Quindi è un'immagine bellissima, ma allo stesso tempo drammatica.
02:01Toccare una diva come questa bisogna andarci veramente con estrema umiltà e in punta di piedi,
02:09quindi il fatto che è stato in effetti raccontato il processo creativo di un'attrice
02:15per interpretarne un'altra, è stato poi il modo più interessante per approcciare questo progetto
02:23e questa grande diva, che poi è vero che questa fontana è diventata anche una forma di prigione,
02:32ma è anche vero che questa donna è attrice con un film, è entrata nella storia del cinema,
02:37e questo non succede mai.
02:39Quindi questa donna rappresenta un simbolo femminile del dopoguerra,
02:47quindi un periodo anche particolare della storia italiana in cui le donne erano veramente relegate al ruolo domestico
02:57e arriva questa donna nordica, bionda, indipendente, che ballava sui tavoli e cambiava i mariti
03:06e chiaramente era come un tornado.
03:10Per quanto mi riguarda è bello vedere appunto il lavoro e il processo di immedesimazione di questa attrice
03:20che piano piano comincia a prenderne gli elementi, quindi l'accento, diventare bionda, cominciare a muoversi in un certo modo,
03:32però tutto questo processo di assimilazione funziona solo se c'è poi un contatto d'anima.
03:41Lei nel film parla anche appunto delle dive, dice a un certo punto
03:45il problema è quando Marilyn Monroe crede di essere Marilyn Monroe.
03:50Qual è il rapporto tra Monica Bellucci persona e Monica Bellucci diva del cinema?
03:55Ma innanzitutto quello che tu diventi a livello simbolico pubblico è veramente il pubblico che lo decide,
04:01non sei tu, tu fai i film e poi quello che tu diventi per il pubblico è il pubblico che
04:06decide.
04:09Io faccio il mio lavoro, nel senso il mio lavoro mi piace molto e ha ancora una grande passione,
04:16poi però ecco c'è tutta la parte, quella privata che io veramente tendo a proteggere molto
04:22perché penso che questo bisogno di ombra mi è necessario.
04:29E ha parlato dell'accento anche di Anita Eckberg, quando le hanno proposto il progetto
04:34c'è stato un momento fantoziano in cui ha pensato faccio l'accento svedese?
04:38È quello che poi faccio nel film perché lo dico, dico ma io non posso parlare così,
04:43però non so perché a un certo punto è venuta fuori una cosa che funzionava a meraviglia
04:48e che l'accento era bello e che sono riuscita a ricostruire un po' la sua voce rauca così
04:56e non lo so, quelle sono le magie che non possiamo spiegare.
05:01Love, love and love.
05:03Ma io e te ci saremmo piaciute se ci fossimo incontrate.
05:18Grazie.
05:18Grazie.
05:18Grazie.
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