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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Niente, non vogliono farci incontrare.
00:04Ah no? E chi è che osa frapporsi tra noi due?
00:08Eh, pare che il mondo stia andando a fuoco.
00:14Dice che Domo sta chiusi dentro, pare che c'è un attacco chimica a rumo.
00:24Fare cinema a tutti i costi, comunque vada, tu hai deciso di fare un film in pieno lockdown
00:29con un set virtuale, dirigendo gli attori praticamente in remoto.
00:36Che esperienza è stata? Che cosa rappresenta per il cinema?
00:41E che cosa ha lasciato nella tua esperienza di regista?
00:45Fare un film in quella situazione ci sembrava a me, a tutto il gruppo degli attori,
00:51dei tecnici che avevo intorno, ci sembrava un modo sano di reagire all'imprigionamento
00:57che stavamo vivendo. Perché noi non abbiamo preso bene il concetto di distanziamento sociale,
01:02mentre abbiamo accettato diligentemente quello di distanziamento sanitario.
01:07Però il distanziamento sanitario è diventato sociale e quindi improvvisamente
01:11siamo diventati dei pazienti in attesa che qualcuno ci curasse.
01:15Ed è una cosa non tanto piacevole.
01:18Soprattutto rinunciare a se stessi, al proprio modo di esprimersi,
01:22rinunciare alle proprie idee è un errore catastrofico che non va compiuto mai,
01:27anche se si dovesse essere prigionieri, davvero in un carcere o in un campo di concentramento.
01:33Rinunciare a se stessi è sempre sbagliato.
01:37Allora concepire un'opera cinematografica, ovviamente che deve fare i conti con questo imprigionamento,
01:45ma concepire un'opera cinematografica libera, che non ha nessun tipo di legame o di dover essere,
01:53ma è totalmente legata al nostro desiderio di esprimerci, ci sembrava l'unica cosa seria da fare.
01:59L'idea dell'attacco terroristico, perché queste persone sono costrette nel film a rimanere chiuse in casa
02:07per un attentato terroristico. Come si è inserita, come ti è venuta questa idea rispetto a tutta la situazione che
02:14stavamo vivendo?
02:16Io ho avuto questa sensazione nel momento in cui siamo rimasti chiusi in casa, cioè che noi eravamo già abituati.
02:23Allora mi sono chiesto perché ho questa sensazione di essere già abituato a stare chiuso in casa.
02:28Io ho fatto una piccolissima riflessione.
02:30Nell'ultimo ventennio, a partire dalle torri gemelle in poi, gli attentati che si sono susseguiti nelle nostre città,
02:38ma io direi a partire da Genova 2001, tutto quello che è successo ci ha consigliato a rimanere chiuse in
02:46casa.
02:47Tutti questi accadimenti ci hanno detto non vi muovete, state fermi.
02:51E i social ci hanno dato la sensazione di una libertà che però era del tutto falsa.
02:57Allora, quando ci è stato chiesto di rimanere in casa per via della pandemia, eravamo cotti a puntino,
03:04cioè eravamo arrivati al punto di non ritorno.
03:08Infatti noi ancora oggi facciamo fatica a tornare a vivere la nostra socialità in maniera limpida, chiara.
03:17Chiaramente c'è stata una tragedia immensa, quindi è giusto anche riflettere su questa situazione
03:23ed è per questo che fare un film, pur rispettando tutti i criteri dettati dal DCPM,
03:28ci sembrava importante per interloquire tra di noi e tra noi e le persone che appunto sono a casa
03:36e possono comunque vedere il film, riconoscersi nel film o rifiutarlo se a loro non piace.
03:43Vorrei capire cosa ti mancherà quando tornerai o se sei già tornato su un set in presenza di quell'esperienza?
03:50Noi abbiamo dovuto, per superare le limitazioni, il blocco, il fatto di essere chiusi in casa,
03:56il direttore della fotografia a Torino, il fonico all'Aquila, io a Roma, gli attori sparsi per Roma e per
04:02tutta Italia,
04:02per superare questa cosa, questo distanziamento, noi abbiamo dovuto mettere in campo un'unità sentimentale,
04:10in qualche modo, ci siamo collegati sentimentalmente.
04:13La tecnica è solo strumentale a questa comunicazione tra di noi
04:17ed è questa comunicazione tra di noi, questo volerci bene e quindi fare qualcosa che amiamo
04:23ci ha permesso di quasi non farci caso rispetto alle costrizioni tecniche, alle difficoltà da superare,
04:32anzi tutte le difficoltà sono diventate delle piccole sfide per guardare oltre, per guardare avanti.
04:38E quindi abbiamo pensato che il linguaggio del cinema esiste e ormai lo abbiamo introiettato
04:45e quindi lo possiamo realizzare con qualunque strumento la tecnologia ci mette a disposizione.
04:50Questo è l'unico modo forse per non essere schiavi della tecnologia, ci siamo detti,
04:55e quindi abbiamo preso la tecnologia e l'abbiamo piegata ai nostri bisogni.
04:58Possiamo dire che anche questo film si colloca all'interno della tua idea di cinema come indagine,
05:07ricerca della verità, solo che in questo caso è una verità dei sentimenti,
05:11perché alla fine la storia scava, i personaggi sono costretti a fare i conti con la propria realtà e con
05:18la propria verità.
05:19Quindi volevo capire appunto se si colloca sempre all'interno di quel cinema come ricerca della verità
05:26e come scoperta indagine del reale.
05:29Se il cinema non ci aiuta a guardare dentro di noi e a guardarci intorno, serve a ben poco.
05:36Poi è giusto, secondo me, ed è bello anche fare lo spettacolo puro,
05:40però anche nello spettacolo, in quella cosa che si chiama entertainment,
05:43c'è sempre un'intenzione, c'è sempre un racconto, un'interpretazione del mondo.
05:48A maggior ragione, nella situazione in cui noi stiamo vivendo,
05:52se il cinema non ci aiuta a capire che cosa stiamo vivendo, diventa una cosa qualunque.
06:00Il cinema non può essere una cosa qualunque, altrimenti il pubblico ci abbandona.
06:04Favamo uno spettacolo e l'altro, favamo un film e l'altro, la notte non dormirò perché studierò.
06:10Non trovi anche tu che sia inumano non poter godere della bellezza della natura ogni singolo giorno della nostra vita?
06:31Favamo uno spettacolo e l'altro, lo spettacolo e l'altro, la notte non ci aiuta a capire che questa
06:34vita può essere un'intenzione.
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