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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:06La storia di un impiegato è stata scritta a Genova, prevalentemente qua perché c'era appena la casa, da un
00:13anno, un anno due, e veniva sempre questo personaggio che era poi Giuseppe Ventivoglio, era uno che si era messo
00:20contro una certa classe politica e una certa classe sociale.
00:25E da lì anche mio padre si stava un po' tirando indietro da una certa borghesia, ferma, fino a se
00:32stessa.
00:34E quindi è cominciato un po' il periodo più politico, più contrario di mio padre rispetto alla società, anche se
00:43nelle canzoni precedenti c'è sempre stata una sua visione.
00:46Ma in quel momento, nel momento di storia impiegata è stato davvero un momento di incazzatura grande sua, non era
00:53molto trattabile in quel periodo lì.
00:57Mio padre Ventivoglio, allora, sembravano due orsi incazzati, si aggiravano per casa, spesso in pigiama, si mettevano comodi, sembrava che
01:09si fossero appena svegliati.
01:11Giravano e parlavano, giravano e parlavano. Io ero piccolo, ma assorbivo tutto.
01:17Sai, quando hai molte persone che parlano intorno a te di un certo argomento, alla fine, anche se non capisci
01:23esattamente di che cosa stanno parlando, lo assorbi piano piano.
01:27Assorbi il clima, il clima che si crea, quello che si dice, quello che si vede in televisione, che viene
01:31commentato, o dai giornali.
01:34E quindi sono entrato anche io in un clima di contrasto, di potere, in un periodo dove il potere aveva
01:41una grandissima urgenza di potere.
01:44Invece Nicola Piovani arrivava ed aveva un aspetto molto più da l'orde, veniva, ascoltava, leggeva quello che era stato
01:54scritto e sembrava apparentemente distaccato.
01:58In realtà non lo aveva fatto. È stato lui anche ad imprimere proprio il suono di quel momento, il 68,
02:05gli anni 70, con quel fischio che caratterizza poi quasi tutto l'album.
02:10Per me i suoni sono memoria. Ecco, io se ascolto quell'album, se ascolto sto riempiegato, quella è la mia
02:18memoria, quello è il mio 68.
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