00:02Sulla faccia del pupone sono spuntate le rughe e il regista Alex Infascelli non fa nulla per
00:07nasconderle. Quelle rughe non vanno celate, sono il segno di 25 anni nel calcio passati sempre
00:13nella stessa società. Una cosa più unica che rara e lontanissima dal calcio di oggi. Il tempo
00:19è passato per me, ma è passato anche per voi. Questo ci dice Francesco Totti alla fine ed è
00:24vero. Guardare il film di Infascelli è per tutti. Viaggiare indietro nel tempo. Rivivere i tempi
00:30andati. Un calcio che non c'è più. Una sorta di ricerca del tempo perduto. Ve ne parliamo
00:36nella nostra video recensione di Mi chiamo Francesco Totti. Mi chiamo Francesco Totti,
00:46docufilm in arrivo in sala dal 19 al 21 ottobre. Coglie il capitano nella notte prima della sua
00:51ultima partita con la maglia della Roma. E poi viaggia indietro nel tempo, dai suoi primi
00:56calci al pallone fino alle due ultime tormentate stagioni con la Roma e al suo addio al calcio.
01:02Emotivo, cinematografico, epico, ma allo stesso tempo intimo. In qualche modo mi chiamo Francesco
01:08Totti e è il nostro The Last Dance. La storia di Francesco Totti è meno vincente di quella di
01:13Michael Jordan e per questo ancora più umana. E alla fine riesce ad essere un grande racconto
01:19sportivo che ci riguarda tutti, romanisti o meno.
01:23La storia di Francesco Totti e la storia d'amore con la Roma sono cosa nota, ma riviverla è bellissimo,
01:30perché Francesco Totti le racconta con trasporto e con la sua nota ironia. E perché emergono anche
01:35i retroscena che magari non tutti avevano colto. Quella di Totti con la Roma è senza dubbio una storia
01:40fatta di talento e predestinazione, ma anche di destino. Stupiscono quelle sliding doors,
01:45quelle porte scorrevoli che, se aperte in altro modo, avrebbero portato Totti lontano da Roma o
01:51magari con un'altra famiglia. La prima è quella del 1997. L'allenatore è l'argentino Carlos Bianchi
01:58che avrebbe mandato volentieri Totti in prestito. Voleva Jari Littmannen, già campione e vice
02:03campione d'Europa con l'Ajax. Un giocatore affermato, ma il destino e il talento si mettono
02:09in mezzo. Il duello, come quello di un film western, mette i due pistoleri di fronte al torneo
02:14città di Roma nel febbraio del 1997, dove ci sono Borussia Mönfenglackbach e Ajax. Littmannen
02:22gioca due partite anonime. Totti segna, dà spettacolo e di fatto segna la sua riconferma.
02:27Aveva giocato a mille. As that pointed became personal, avrebbe detto Michael Jordan. E Francesco
02:33Totti, senza dirlo, fece la stessa cosa. L'altra porta scorrevole è quella di Madrid. Il Real aveva
02:39affrontato la Roma e visto Totti da vicino e lo voleva. 12 miliardi all'anno e i calciatori
02:45del Real che, in campo, gli avevano detto di venire. Totti dirà no e al Real ci andrà
02:50quello che poteva essere il suo erede, Antonio Cassano, che un secondo Totti non lo sarebbe
02:55mai diventato. Un'altra sliding door è quella che ha finito per legare Francesco al suo grande
03:00amore, Ilari Blasi. I due si frequentavano, ma non si era mai dichiarato. Serviva un gesto
03:05eclatante, come una maglietta con la scritta. Sei unica. Da indossare sotto la tenuta da
03:10gioco e svelare in caso di gol. Siamo in un derby. La Roma sta andando alla grande, solo
03:15che Totti continua a fare assist e Montella a segnare. Ma il gol, un fantastico pallonetto
03:20da fuori, finalmente arriva. E arriva la dedica e la storia d'amore con Ilari.
03:26Da un lato, Alex in fascelli ha avuto gioco facile. Francesco Totti è un personaggio, un attore
03:32nato. Dall'altro, come nel caso di The Last Dance, la storia è servita su un piatto
03:37d'argento. È cinema fatto e finito. Così, nel momento, siamo nel 2006, del grave infortunio
03:43di Totti, proprio a pochi mesi dal mondiale. Mi chiamo Francesco Totti, diventa un po' Rocky,
03:49un po' Karate Kid. Le scene di Totti al tappeto, l'intervento, la riabilitazione, gli allenamenti
03:54forsennati per essere a tutti i costi in Germania. È un classico del film sportivo. Totti è come
04:00Rocky. Il suo allenatore Spalletti è come Mickey, che lo affianca in allenamenti sempre
04:04più mirati, per fargli trovare la condizione. O se volete, è un Karate Kid, con Totti che
04:10si muove su una gamba sola e Marcello Lippi, CT della Nazionale. È una sorta di Miyagi,
04:15saggio e fermo, che gli fa sentire il suo incitamento e la sua presenza. Come sarebbe
04:20andato quel mondiale lo sappiamo. Totti non fu protagonista in ogni partita, ma fece la
04:25sua parte. È quel rigore contro l'Australia e cinema puro. All'ultimo minuto, con Totti
04:30che si avvicina al portiere australiano come in un duello western. Guardate la camera che
04:35stringe su un primissimo piano dei suoi occhi, quelli del killer. È puro cinema di Sergio
04:40Leone. Il film ritorna ad essere un Rocky sceneggiato da Shakespeare nell'ultima parte,
04:45quando Spalletti lo lascia fuori e lo fa giocare solo per tre minuti. Il tempo di una ripresa
04:50di Pugilato è all'ultimo round Totti, più volte, dà il colpo del K.O. Ma è anche
04:55Shakespeare, con il suo mentore, il suo alleato Spalletti, che diventa il suo nemico. Cambiano
05:01le sue espressioni, quell'uomo allegro ora è accigliato, irrigidito e grande cinema.
05:08Se in fascelli si è trovato questi momenti topici serviti alla perfezione, è riuscito
05:13comunque a enfatizzarli al massimo, farne un grande racconto. Ha saputo costruire sapientemente
05:19il film, trovando le immagini giuste da far commentare a Totti, ma anche girando delle
05:23sequenze ad arte. Totti da solo al buio, nello stadio vuoto, con effetti di luce, di fuoco,
05:28che sottolineano certi momenti, l'olimpico in chiaro scuro che diventa un luogo mitico,
05:33metafisico. E poi quelle immagini di Totti bambino, girate con attori, in formato quattro
05:39quarti, esporcate, graffiate, come se fossero prese dalla tv del tempo. E, una volta trattate
05:45in questo modo, perfette a fondersi con i filmati di repertorio. Senza dimenticare tante
05:50scene dedicate a una Roma vuota, che evocano la città nel giorno dello scudetto. Sono estremamente
05:55suggestive.
05:58Vedere Mi chiamo Francesco Totti non è solo un atto d'amore per il calciatore o per la
06:03Roma. Quello ovviamente c'è e riguarda soprattutto i tifosi romanisti. Ma il film su Totti ci riguarda
06:08tutti. È la nostra ricerca del tempo perduto, con ogni gol, ogni maglietta, ogni personaggio
06:14che è quasi un souvenir, in grado di riportarci a un'epoca, a un calcio che non c'è più
06:19e che ci manca tanto. Ci manca il calcio delle bandiere, dei calciatori del vivaio che restavano
06:24in prima squadra e non diventavano plus valenze, quello dei grandi calciatori italiani, quelli
06:29che si facevano valere in maglia azzurra. A proposito, è un peccato che si dia poco
06:34spazio alla nazionale, di cui pure Totti è stato per anni un elemento chiave. Il famoso
06:39cucchiaio contro l'Olanda, gli europei 2000, era legato a un piccolo frame, così come i
06:44casi in cui Totti diede in escandescenza, il calcione a balotelli e lo sputo contro
06:48Polsen. Ma lo storytelling è quello dell'amore di un uomo per la sua squadra e la sua città,
06:53e quindi è normale che sia così. A proposito, è un film che racconta anche cosa sia il calcio
06:58a Roma, nel bene e nel male. Mi chiamo Francesco Totti e, a conti fatti, il The Last Dance italiano,
07:05e per questo resta un bellissimo racconto che usa lo sport per andare oltre lo sport.
07:10E voi? Siete curiosi di questo docufilm dedicato a Totti? Fateci sapere la vostra nei commenti!
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