00:00Sono passati 40 anni da questa vicenda
00:03e fondamentalmente ci rendiamo conto che i meccanismi dell'animo umano non cambiano mai.
00:15Alfredo!
00:16Alfredo!
00:16Alfredo!
00:17L'abbiamo trovato!
00:18È nel pozzo!
00:19Nel pozzo!
00:20Ora allertiamo i 10 signori, non si preoccupi, ci penseremo loro.
00:23Alfredo!
00:27Alfredo!
00:28Il film è tosto, ovviamente.
00:30Una delle cose che mi ha fatto arrabbiare è il curioso che dice
00:36ah guarda ma quella che è una madre e il figlio così e lei sta mangiando un gelato.
00:41Ora quel meccanismo noi pensiamo 40 anni dopo l'avremmo superato.
00:45Invece no, adesso lo facciamo ancora di più sui social.
00:49Secondo voi perché è così difficile provare a entrare in empatia con qualcuno
00:55invece che giudicarlo?
00:57perché è così difficile allora come oggi?
01:03A chi la fai la domanda?
01:04A tutti e che vuole rispondere.
01:07Che bello!
01:08No ma è che le immagini hanno una loro vita propria a volte
01:18e voglio dire l'intelligenza, l'uso dell'intelligenza è sempre come dire un po' faticoso.
01:25L'arte di saper distinguere la sappiamo fare tutti ma è che non ci va.
01:30Per questo partiamo con le semplificazioni.
01:32E quindi un'immagine ci porta spontaneamente a saltare tutti i faticosi passi che la nostra intelligenza dovrebbe fare sempre
01:44e che spesso non facciamo perché ci abbiamo...
01:47Cioè ci capita sotto gli occhi un'immagine e reagiamo a quello che vediamo.
01:54ma senza avere minimamente la pazienza di mettersi lì a distinguere le cose e a cercare di contestualizzare
02:03dove quell'immagine è presa.
02:06Lo stesso meccanismo dei titoli dei giornali.
02:08C'è il titolo, magari la frase è stata decontestualizzata e assume un significato totalmente diverso.
02:15Quindi sono i meccanismi della comunicazione.
02:19Adesso la comunicazione è di massa, tutti siamo comunicatori con questi social.
02:23Figurati.
02:24E sono pochi quelli che sanno veramente comunicare.
02:31Quindi immaginate che cosa è successo.
02:35Poi possono parlare molto meglio i miei colleghi, sono molto più giovani e quindi molto più social.
02:41Vero Benicio?
02:42Vero Benicio?
02:45Allora mi trovo molto in difficoltà su questa domanda perché
02:52come dire, anche sono passati 40 anni da questa vicenda
02:57e fondamentalmente ci rendiamo conto che i meccanismi dell'animo umano non cambiano mai.
03:08da una parte può essere una visione molto pessimistica, insomma, e lo è in parte.
03:15Però mi auguro che in qualche maniera, non lo so, questo lavoro possa anche ingenerare
03:23anche un meccanismo di empatia, perché senza l'empatia non si fa niente nella vita.
03:32E ci sono delle persone, forse la maggior parte, a giudicare da quello che si legge sui social,
03:37che evitano l'empatia oppure non ne sono affatto dotati, non lo so.
03:42Però è giusto quello che diceva Francesco, insomma, un'immagine si porta già con sé una definizione,
03:51non si vede quello che c'è dietro, non si legge nessun tipo di contesto.
03:55Nessuno si è chiesto 40 anni fa da quanto tempo è che quella donna non mangiasse,
04:01da quante ore erano che non si riposava, che non si sedeva, che non prendeva un bicchiere d'acqua.
04:10Non si è chiesto nessuno, come oggi non si chiede nessuno, niente nessuno,
04:15durante un'immagine sui social e si sparano dei giudizi molto sommari, insomma.
04:22Quindi il meccanismo non è cambiato per niente.
04:25Una delle cose meravigliose di questo lavoro che mi auguro è che quella stessa unione che c'è stata
04:33di tutta l'Italia, di tutti gli italiani concentrati a guardare quello che succedeva
04:41anche in una maniera voyeristica, se vuoi, no?
04:45Però mi auguro che questo lavoro possa in qualche modo riunire i sentimenti più meravigliosi dell'Italia,
04:54perché ne abbiamo, ringraziando Dio, e di quelli dobbiamo essere anche orgogliosi,
05:00ne dobbiamo parlare anche, perché sennò siamo sempre molto bravi a parlare solo delle cose
05:05che non funzionano dell'Italia, mentre invece il nostro cuore, la nostra partecipazione,
05:12la solidarietà che è stata messa in moto durante quei giorni, con tutti che arrivavano
05:18per poter aiutare in qualche modo.
05:21Mi auguro che questo lavoro possa in qualche modo far riscoprire anche ai più giovani
05:27che c'è una parte di italianità meravigliosa che va organizzata,
05:36che è questa forse la cosa in cui non siamo molto bravi.
05:40Prego, l'ultimo pensiero, così vi lascio.
05:44No, rispetto a quello che ci chiedevi è una continua necessità, secondo me,
05:51anche di semplificare tutto, di non capire, di evitare, di capire in maniera più approfondita
06:05a una situazione, un contesto, una storia, le vicende umane di alcune persone.
06:12E quindi, come dicevo anche prima, di lanciarsi in giudizi affrettati.
06:20E penso che un po' il senso è proprio questo, soprattutto quando al centro di una vicenda
06:26c'è un bambino, ancora di più ci sentiamo, come dire, pronti a poterci esprimere al meglio di noi stessi.
06:39E in realtà, proprio quando al centro ci sono invece i bambini, gli adolescenti,
06:44è importante essere informati, conoscere, prima di aprire la bocca,
06:50perché sono persone allo stesso tempo fragili, ma con una forza, forse anche maggiore rispetto agli adulti.
07:00E che posso insegnare molto agli adulti.
07:03E poi mi fa pensare quello che diceva Vinicio, che effettivamente siamo in un momento in cui,
07:10allo stesso modo, sembra rivivere il contesto di partecipazione collettiva a una vicenda,
07:18anche ai nostri giorni, cioè viviamo di nuovo questa partecipazione,
07:23perché ci sono degli eventi che scaturiscono una voglia di partecipare,
07:27che però va, bisognerebbe insegnare appunto la partecipazione attiva in maniera empatica.
07:34Quindi non una partecipazione faccio quello che penso sia giusto,
07:39no, faccio quello che penso sia giusto in collaborazione con gli altri
07:42e capendo quali sono le reali necessità di quel momento.
07:47Per cui, ecco, veramente bisognerebbe ripartire dagli insegnamenti dei più giovani,
07:53degli adolescenti, anche in questo momento storico.
07:56La scena in cui canti la sigla di magica mi ha devastato,
08:01se fino a quel momento avevo retto lì il crollo,
08:04e il tuo personaggio lì è un papà che capisce il dramma dei genitori.
08:11Come si fa quando c'è una morte così, anche insensata, perché è una morte assurda,
08:15come si fa ad aspettare, ad immaginare una cosa del genere?
08:19Come si fa a trasformare quella tragedia poi sul lungo termine in una cosa positiva?
08:24Perché questi genitori potevano ritirarsi, non farsi vedere mai più,
08:28e invece poi hanno dato tanto, cioè a loro è stato tolto tanto,
08:34ma poi hanno trasformato questo vuoto in qualcosa di buono.
08:37Come si fa? Perché non è da tutti.
08:41Si fa come hanno fatto loro due, che sono un esempio.
08:46La fondazione che hanno fatto nascere ha fatto durante questi 40 anni tantissime cose,
08:55lavorando con le scuole anche, come diceva Beniamino prima,
09:00perché è fondamentale lavorare sui piccoli, sui nostri figli.
09:06Si fa cercando di prendere da quell'esperienza traumatica e difficilmente digeribile
09:14un insegnamento, qualsiasi esso sia, ognuno si prende il proprio,
09:19però si cerca di trasformare il grande dolore, tutti gli errori, le incomprensioni,
09:27le fatalità incredibili che sono successe in quei giorni,
09:33si cerca di prendere ognuno la cosa positiva e trasformarla
09:38nella maniera più utile per tutta la comunità.
09:41Penso che questo si dovrebbe fare insomma.
09:47Ok, grazie mille, grazie, ciao.
09:51Grazie.
09:51Grazie a te.
09:53A buon pensiero.
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