00:06In tutti questi mesi ho riflettuto molto su me stesso
00:08e ho sentito come uno spirito creatore che mi divampava dentro
00:11che mi incitava a fare di me uno degli orecchi attraverso cui il mondo sente
00:15uno degli occhi attraverso cui il mondo vede
00:17Martin Eden è una persona ostinata, ossessionata che va anche controcorrente
00:22secondo voi che immagine emerge dell'individualismo da questo film?
00:26Ma più che l'individualismo emerge la necessità di un giovane di diventare uomo
00:31di emanciparsi attraverso la cultura, attraverso il riscatto, il riscatto di emanciparsi
00:40La curiosità di un essere umano, la forte curiosità di quest'uomo
00:44che ha il suo sguardo verso tutto ciò che lo circonda
00:49e la voglia di sapere, di riconoscere
00:51C'è una frase che mi ha colpito molto nel film quando Martin Eden parla dei filosofi greci
00:55dice che hanno potuto fare i filosofi perché c'erano gli schiavi
00:58secondo voi la cultura ha sempre una parte di sacrificio
01:01cioè per poter fare cultura qualcuno si deve sacrificare in qualche modo?
01:06Vabbè quella citazione è una citazione
01:08mi cita il populismo nobile, il populismo russo della fine ottocento
01:13dell'andata al popolo
01:16c'è bisogno anche di questo
01:20attraverso la cultura che c'è emancipazione, c'è storia
01:27Sottoscriviamo le parole del maestro
01:29Un'ultima domanda sul rapporto con la città
01:32c'è la Napoli che guarda molto al mare
01:35quindi possiamo dire che Martin Eden è un film che si riconosce nell'elemento dell'acqua
01:39un film liquido come il protagonista che un po' si insinua, non vuole essere definito
01:43è un po' liquido appunto
01:47Noi abbiamo scelto Napoli perché Napoli è una città tollerante
01:50che ci ha accolto per realizzare una città di mare
01:52dove a volte non si sente il mare, però il mare c'è
01:57abbiamo pensato a Napoli, abbiamo pensato anche a Marsiglia, a Genova
02:01abbiamo pensato innanzitutto al Mediterraneo, abbiamo pensato al Sud
02:04perché è stato un liberissimo adattamento di Jack Lover
02:07perché noi non abbiamo quella cittura della marinovia anglosassoma
02:11abbiamo ben altra cosa nella nostra letteratura
02:14abbiamo pensato a Martin Eden del Sud, anche un po' campagnolo
02:20Napoli ci ha accolto ed è stato il set ideale per noi
02:24per il laboratorio di sperimentazione
02:26dove tra l'altro abbiamo lavorato in Stato di Grazia
02:29e siamo stati uniti come tipo
02:32è stata un'esperienza straordinaria
02:34innanzitutto di vita, di crescita e di evoluzione
02:39E io mi dovrei vergognarvi di raccontare tutto questo
02:42Lo scrittore Martin Eden non esiste
02:48è un frutto dalle vostre menti
02:51Un'ultima domanda per Luca, sempre sul contesto
02:53spesso tutti i rapporti a dei personaggi che hanno un rapporto stretto con la città
02:56è successo con Roma, con Gigrobò
02:58è successo con Genova, con De Andrè
03:01quanto è importante il dialetto per trovare la connessione con il contesto d'attore?
03:07Innanzitutto in questo caso secondo me è una lingua
03:11il napoletano è una lingua
03:13quindi all'inizio ero un po' preoccupato
03:16perché è difficile, molto difficile
03:20però ecco, il fatto di aver passato un bel periodo a Napoli
03:24il fatto di essere stato insieme a Pietro, tutto l'ambiente
03:28Napoli è stato un valore aggiunto, assolutamente
03:32ma è fondamentale per prendere i ritmi, le sensazioni, esprimersi con la lingua del posto
03:39è sicuramente un altro moto dell'anima
03:42Per il film ci sono più dialetti
03:45cioè diciamo che il nostro Martin Eden parla un napolitano anche antico
03:49a volte un napolitano che è napolitano e cilentano
03:52è una lingua del sud
03:53come c'è il siciliano, c'è il calabrese, c'è il bergamasco
03:56ci sono più lingue
03:57il nostro desiderio era di avere questa mistura
04:01questo mixing di dialetti
04:03perché il dialetto è parte della nostra cultura
04:06grazie, grazie
04:08a me non mi fregarete mai!
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