00:00In quel vuoto, di fronte alla grande basilica dedicata alla peste,
00:05che nel 1630 uccise a Venezia 15.000 persone,
00:10mi sono ricordato che lo scrittore preferito di mio padre era Albert Camus.
00:20Credo abbia letto Lo straniero almeno una decina di volte.
00:26In una lettera che ho trovato sempre dopo la sua morte,
00:30spiega ad una cara amica, non a me ovviamente,
00:33che ciò che lo conquistava del libro era il rapporto inevitabile tra l'uomo e il suo destino.
00:43Il destino, scrive mio padre, è preparato dai venti al di fuori del nostro controllo.
00:52Ognuno nasce con una parte scritta, tanto vale accettarla.
01:01Come Camus, mio padre aveva una malattia incurabile.
01:06Sin dalla nascita, aveva un soffio al cuore.
01:11Quando ero piccolo me lo faceva ascoltare,
01:14come in un gioco.
01:16Io non sapevo che era una cosa grave.
01:20Mia nonna invece lo sapeva bene.
01:23Entrambi hanno sempre vissuto nella convinzione
01:26che qualcosa di incontrollabile,
01:28di più forte di loro,
01:30gestiva la loro esistenza.
01:33Grazie.
01:34Grazie.
01:35Grazie.
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