00:05Pare si tratti di un minore che ha soppresso un suo coetaneo convinto di uccidere il diavolo.
00:14Comincio dalla maestra Avati. Nelle note di regia lei ha detto che il signor diavolo rappresenta una sorta di check
00:23-up del suo rapporto con il mezzo cinematografico.
00:27In che senso? Che cosa ha rappresentato questo ritorno a casa?
00:32Nel senso che avendo fatto un po' di televisione per cinque anni volevo rendervi conto di quali erano le mie
00:41potenzialità nei quali del mezzo cinematografico.
00:44Se ero ancora in grado di suscitare quel tipo di emozioni che il genere, in questo caso il gotico, richiedeva.
00:54E allora ho pensato, forse il genere più consono per fare questo tipo di check-up è il genere gotico,
01:05il genere horror, il genere, come dicono a Roma, de paura.
01:08E abbiamo scritto con mio fratello e con mio figlio una storia de paura, tratta da un mio romanzo pubblicato
01:17da Guanda.
01:17La cosa mi sembra che sia assolutamente riuscita, nel senso che le persone che vedono il film rimano abbastanza colpite
01:28da questo tipo di proposta.
01:30E quindi voglio dire, esco da questo check-up molto rassicurato.
01:37Perché ho la sensazione che il potere sia sinonimo di male.
01:49È un discorso che può apparire un po' qualunquista, un po' semplicistico.
01:54Però ho la sensazione veramente che chi detiene il potere veramente lo gestisca attraverso, non per il bene comune, ma
02:04per un bene assolutamente proprio.
02:07E questo lo trovo assolutamente inappropriato.
02:10Possiamo considerare questo film anche un modo per parlare delle paure di oggi?
02:15Le paure di oggi si nascondono dentro un nostro io che è remoto, che è un nostro io che è
02:23antico, ancestrale, che è figlio, nipote e pronipote di quell'uomo di Neandertal, antichissimo,
02:32che è nascosto dentro una buca nera, un buco nero, una stanza nera, una stanza buia, temeva questo buio e
02:41dava questo buio, attribuiva a questo buio una serie di immagini.
02:45Ed è lì è nata l'immaginazione.
02:48L'immaginazione nasce sempre dal buio, non nasce certamente dalla luce.
02:52E questo bambino che viene costretto all'inizio del film, prigioniero per punizione di questa stanza buia, si troverà, adesso
03:03non diciamo il finale, ma sicuramente ha una conclusione che ha a che fare molto col buio.
03:09In questo film si racconta un'Italia degli anni 50, che lei conosce, si fa appello appunto alle paure più
03:19ataviche, a tutto un immaginario arcaico della superstizione, di quel tipo di cattolicesimo oscurantista.
03:30Volevo capire come ha messo insieme questi elementi e quanto c'è della sua infanzia in questo film e di
03:38quella...
03:39Allora, la mia infanzia c'è totalmente. Io sono praticamente i geruiti, dicevano datemi un bambino i primi cinque anni
03:50della sua vita e sarà nostro per sempre.
03:52E' che io sono prigioniero di quell'educazione, nei riguardi la quale non sono così negativo, perché poi è stata
04:03quella che ha stimolato praticamente la mia immaginazione.
04:07L'immaginazione nasce dalla paura. Non c'è un momento in cui uno è più creativo, è più presente a
04:15se stesso, se non è un momento in cui è spaventato.
04:17E' la paura mia e di mia sorella quando si abbandonavano in queste stante lassù dopo averci minacciato che sarebbero
04:25arrivati il prete e donna,
04:27che era una figura che a casa finestrecherita era un incombente.
04:31Il prete e donna ha questa vocina che sale con i tacchettini e con le unghie.
04:36Era spaventevole. Da ogni cicolio eri prete e donna.
04:39E io, nei riguardi di questo tipo di minaccia, sono assolutamente riconoscente, perché è stata quella che ha prodotto, attraverso
04:49la paura, anche la mia creatività.
04:52A Filippo e a Gabriele volevo chiedere come mi sono stati raccontati questi personaggi.
04:58Come tu, Filippo, come hai immaginato Carlo quando ti è stato raccontato?
05:04Allora, io da quando mi ho dato il copione ho iniziato già a capire come era il mio personaggio e
05:09quindi come interpretare il personaggio appunto.
05:14Il mio personaggio è un personaggio un po' cruente nella storia perché, dato che lui sta con la chiesa, questo
05:21personaggio,
05:22e la chiesa dice che il diverso appunto negli anni cinquanta era una persona indiavolata.
05:28E quindi io, dato che il diverso è il diavolo, io penso che il mio amico muore a causa di
05:36quella persona lì, però in realtà muore di malattia.
05:39Quindi io lo uccido pensando che sia il diavolo.
05:42Hai avuto paura quando...
05:44Quando ho recitato no, perché le persone mi hanno accolto, mi sono divertito.
05:50Quando l'ho visto sì.
05:52Di cosa hai paura?
05:54Io? Io ho paura dell'altezza, quindi ho le vertigini e ho paura del buio.
06:02Gabriele?
06:03Io, beh, avendo letto il copione, la prima cosa che mi ha colpito è...
06:07Ho provato un grande senso di pena per Furio, che non mi ha mai mollato.
06:13E molta vulnerabilità e questa voglia di rivincita di questo personaggio.
06:19E un po' è la cosa di cui abbiamo parlato un po' all'inizio, di questo, dicevamo, questo sfigato.
06:26Però io l'ho visto come un povero ragazzo.
06:30È l'unico che cerca la verità.
06:32Sì, che alla fine lo prendi sopra assalto questa storia e gli diventa più dentro che qualsiasi altra persona.
06:40Ci sarà un seguito?
06:42Sì, spero di sì.
06:45Si chiama l'archivio del diavolo e sto scrivendolo.
06:51Il sacrestano della Madonna della Mene forse ha paura della signora.
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