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  • 7 anni fa
Trascrizione
00:00Pensiamo solo che magari deve godersi i nipoti, godersi la pensione, godersi la vita, ecco.
00:07Non dire altro, Frank.
00:10Quest'operazione su Irishman, secondo me, grazie alla potenza emotiva che ha voluto raccontare il regista,
00:19secondo me, io almeno mi sono trovato benissimo a raccontare un deniro con una sofferenza interiore,
00:26con un male interiore, una paura interiore e la forza del personaggio del grande Al Pacino.
00:33Ad esempio la grande difficoltà è stata questa qua, per quanto mi riguarda, dato che il signor De Niro aveva
00:39tre età,
00:41l'età narrativa fuori campo da 88 anni, 86 anni, l'età in campo da 86 anni, un'età matura
00:48di 50 anni e l'età di quando arriva a 36.
00:52Allora il concetto era che anche la vocalità, l'interpretazione vocale l'hanno richiesta, l'hanno fatto fare i provincia,
00:59mi hanno chiesto di fare un provino per dare una spinta vocale che doveva essere completamente diversa
01:07tra l'ottantenne, il cinquantenne e il 36enne, il 37enne.
01:11Quella è stata la parte più difficile di questo capolavoro di firma.
01:15Il fatto che noi abbiamo lavorato, e quindi questa è una cosa che possiamo sapere solo noi italiani,
01:19abbiamo lavorato senza vedere le immagini di loro ringiovaniti.
01:24Pronto?
01:25Sei Frank?
01:26Sì.
01:27Ciao Frank, sono Jimmy Hoffa.
01:29Sì, sì, molto piacere.
01:30Beh, è un piacere anche per me, anche se solo per telefono.
01:33Perché quando io ho doppiato De Niro non ho ancora visto il lavoro che è stato completato da Scorsese dopo.
01:39Ma qualcosa abbiamo visto.
01:40Sì, ma abbiamo visto solo delle persone adulte, come noi, che hanno passato con dei piccoli pezzettini qua attaccati alle
01:48giacche,
01:49che erano i punti di riferimento per il computer graphic.
01:52Però devo dire che anche l'edizione italiana curata da un bravissimo attore per quanto riguarda Gio Pesci,
01:59bisogna dirlo, perché citiamo almeno il grande Leo Bullotta che ha fatto un lavoro,
02:03Beh, è straordinario, ma Leo è bravissimo.
02:06Leo è bravissimo e Gio Pesci è straordinario.
02:10È quello che...
02:12E ho incontrato Fellini a Cinecittà, che mi chiamava il pipistrello della notte,
02:16io andavo a vedere quello che faceva, mi piaceva, gli facevo le fotografie,
02:19potevo fare le fotografie, e mi disse, caro Giancarlino, il cinema è morto, come 30 anni fa, 35 anni fa.
02:25Come è morto? Io lo sto facendo.
02:27E gli dice, no, no, andremo avanti ancora.
02:29Però andremo al cinema come ad un museo, finirà.
02:32E infatti aveva ragione, in fondo, i cinema che chiudono, eccetera.
02:37Però l'immagine come racconto, come favola, continua, sul digitale, sulle cose, eccetera, sui telefonini.
02:45Il giorno in cui i nostri camion si fermano, si ferma l'America!
02:51L'utilizzo della voce è la parte dell'anima che deve uscire,
02:54ed è quella la parte più importante.
02:56Quindi riuscire a sposare le immagini di un attore che ha già fatto il lavoro,
03:01è già stato fatto, come diceva Mario, è un servizio, diciamo.
03:04Esatto, esatto.
03:04Noi siamo a mezzo di servizio, Giancarlino, tu sei a mezzo di servizio.
03:07Ma lo so, ma io sono di più, molto di più,
03:11cioè quando dicono, ma sei bravo a doppiare questo e questo, ma doppiare un grande attore.
03:15Non è che sia, avendo un po' di pratica, al mestiere dell'attore.
03:18È bravissimo lui.
03:20Secondo me lo spettatore, dopo 5-6 minuti che vede questa mostruosità,
03:26De Niro che parla italiano,
03:27con il Pacino che parla con la voce di Giannini,
03:30si deve dimenticare che quello sta parlando inglese.
03:34E tu gli dai, ecco, questa è la grande abilità, secondo me, di un doppiatone.
03:37Ormai sono arrivato a coniare una battuta che ormai dico sempre che non è.
03:42Sono 34 anni che De Niro me presta la faccia.
03:47Perché mi sembra una...
03:48Ormai l'ho detto, va bene, basta, cambiamo proprio il gioco.

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