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  • 2 giorni fa
La nostra intervista a Simona Molinari, Giovanni Fuoco e Stefano Fresi, interpreti di C'è tempo.
Trascrizione
00:03L'inseminatore è morto.
00:05C'è tuo padre.
00:06Hanno lasciato un figlio, un ragazzino di 13 anni, da solo.
00:09E la persona designata come tutore sono io.
00:12Ma hanno offerto una piccola somma.
00:13Quale sarebbe questa piccola somma?
00:15100.000 euro.
00:16Tu domani vai a Roma e lo porti qui.
00:19Questo signore dovrebbe diventare il mio tutore.
00:21Ma l'ha visto.
00:22Hai nei miei diritti rifiutarli.
00:24Non mi ci vedo proprio con Balù.
00:26Balù? Non mi vuoi chiamare Balù?
00:27È un film pieno di ricordi, di memorie.
00:30Ma anche un film sulla riconquista dell'infanzia.
00:34Che viaggio è stato per voi?
00:37Chi comincia?
00:39Giovanni.
00:40Giovanni.
00:40Ti mettiamo sempre avanti.
00:42Io sono nel pieno dell'infanzia, diciamo.
00:44L'ho forse da poco superata.
00:47Da poco l'ho finita.
00:51Però, diciamo sì, il tema centrale del film è proprio questo.
00:55E comunque insegna che si può sempre tornare indietro, come appunto fa Stefano, che rimane sempre bambino.
01:04E come fa Giovanni, che piano piano si scioglie e torna ad essere bambino.
01:08E a te cos'è piaciuto di questo Giovanni?
01:12La cosa che ti è piaciuta di più di lui?
01:15Il personaggio di Giovanni è particolare.
01:19Però la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è il suo interesse enorme per il cinema.
01:26La sua cultura cinematografica.
01:29Ok.
01:30Ti piace il cinema?
01:31Sì.
01:35Gli piace il scopo, lo vorrei dire.
01:38Non l'hai detto?
01:39No, perché non l'hai detto, poi sfugge e non appare su un...
01:43Per quanto mi riguarda, sì, beh, è un film sul recupero dell'infanzia.
01:47In realtà, per recuperare una cosa la devi perdere.
01:50Io in realtà non l'ho mai abbandonata, tanto che scelgo di fare un lavoro abbastanza legato al mondo fanciullesco
01:56e fantasioso,
01:57che è quello della ricerca sull'arcobaleno, no?
01:59Che è colore puro, è semplicemente luce, è impalpabile, come la fantasia dei bambini.
02:06Quindi, evidentemente, ho un'intenzione ben precisa di rimanere bambino.
02:12Solo che a un certo punto la vita ti mette di fronte delle cose importanti,
02:16come ad esempio l'incontro-scontro con un fratello che non pensavi di avere,
02:19di cui sei chiamato ad occuparti e ti accorgi che in realtà ti occupi tanto di lui quanto lui si
02:24occupa di te.
02:25Ed è parte integrante del tuo percorso, che sia in direzione a crescere o a dover decrescere.
02:31E poi incontri anche un altro personaggio che ti dà altre spinte in un altro senso
02:37e cominci a ricostruire una vita che lentamente si stava ingrigendo,
02:43e nel mio caso ha un senso questa parola,
02:46e invece la recupera, la ricostruisce e probabilmente la migliora.
02:50Poi chissà che succederà dopo Parigi.
02:53Simona?
02:53Anche io un po' alla riconquista dell'infanzia,
02:57da questo mio personaggio, questa Simona Giannelli,
03:00che fa la cantante, quindi già di suo,
03:03tutti gli artisti un po' dentro di loro mantengono una grande parte di bambino, diciamo.
03:11Ed io poi in particolare sono anche madre nel film di questa ragazza di 13 anni,
03:17e sono una madre atipica perché comunque, insomma, le faccio far tardi,
03:21siamo tardi con buoni musicisti, anche, posso dire qualcosa del film?
03:27C'è una scena, posso dire?
03:31C'è una scena in cui, comunque, ballo su un tavolo, in mezzo a un po' brillo,
03:38un po' di spoiler, vai vai, si può dire, no?
03:41Si, che si può dire?
03:41Faccio lo spoiler.
03:43Quindi davanti a questa mia figlia, che comunque anche un po' giustamente imbarazzata,
03:48quindi diciamo che anche il mio personaggio...
03:50Anche perché, diciamo, sei piuttosto ubriaca.
03:52Sono ubriaca, esatto.
04:07Non mi hanno fatto bere, assolutamente.
04:09Io volevo farlo veramente, poi invece no, mi hanno detto no, devi essere lucida.
04:13Perché a certo punto dicono stop e ti devi fermar.
04:15Ah, ecco.
04:16Se sei ubriaco, poi è difficile che te fissi.
04:18Quindi, niente, no, mi ci sono impegnata.
04:24Ho fatto in modo di non rivedere i ciak mai,
04:29quindi, ecco, senza rivedersi, ho pensato solo a vivere quel momento come se fosse la realtà, ecco.
04:35Quindi, Stefano, tu appunto interpreti questo cacciatore o osservatore di arcobaleni, no?
04:41In qualche modo, ci ho visto anche un riferimento al lavoro intellettuale di oggi.
04:47Che fatica essere riconosciuto come lavoro?
04:51Perché...
04:51Lo dice ad un attore.
04:53Che lavoro fai, l'attore?
04:55No, dai, di lavoro.
04:56Esatto.
04:57Quindi, sì, purtroppo sì, purtroppo...
05:00Ma, guarda, io credo che da tanto tempo va avanti questa storia,
05:04per cui il lavoro manuale è più riconoscibile rispetto a un lavoro puramente intellettuale.
05:10Vai a dire a qualcuno che di lavoro fai il filosofo.
05:12Devi dire lo scrittore, perché tu si immaginano le mani che fanno una cosa
05:16e allora sei uno che sta lavorando.
05:18Ma se esprimi un concetto, hai parlato, sono buono pure io.
05:23E invece no, invece è importante.
05:26Ed è ancora più importante, secondo me, la metafora del fatto che questo lavoro di concetto
05:30così romantico, così filosofico, così aleatorio,
05:33sia in mano a un cinghialone sempliciotto che ci ha Totti sulla chiave della macchina,
05:38che per lui la Roma è un valore.
05:40Quindi, insomma, vuol dire che la fantasia è veramente di tutti
05:44e la possibilità di occuparsi di cose altre e di cose alte è veramente di tutti.
05:48Quando è che si smette di essere bambini?
05:51C'è un giorno in cui capisci che è finita?
05:54Per me, un giorno, ho sentito la voglia e la necessità di prendere un motorino e andarmene.
06:00E com'è stato?
06:01È stato il giorno più bello della mia vita.
06:03Ma per te c'è tempo.
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