Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 7 anni fa
Trascrizione
00:06Pazzo e letale. È così che lo abbiamo conosciuto. Prima ruvido e inaredito nella saga di Mad Max e
00:12poi schizzato, folle e affascinato dalla morte, in uno dei polizieschi più belli di sempre,
00:17ovvero arma letale. Dal matto Max al folle Mel il passo è breve e lo stesso vale per l'agente
00:23Riggs. Perché forse quella scintilla di lucido squilibrio del poliziotto capace di buttarsi
00:28come se nulla fosse dalla cima di un palazzo e di puntarsi una pistola sulla tempia con
00:33Nocherance era vera. Facile pensare questo di Mel Gibson, persona e personaggio che ha più volte
00:39vissuto e interpretato storie violente, esasperate e piene di gesti estremi. Difficile scindere
00:45l'uomo dall'attore, l'individuo da un regista con cinque film nel suo curriculum. Il cinema
00:50di Mel Gibson ha affondato il colpo nella carne, ha preso a frustate uomini e spettatori, viaggiato
00:55nella storia dell'uomo in maniera viscerale. Lo sguardo del Gibson regista è spalancato
01:01su individui tenaci, che credono fermamente in qualcosa e in qualcuno. Un cinema composto
01:06da cinque film che oggi, in occasione del suo ritorno in scena con l'intenso Il professore
01:11e il pazzo, cerchiamo di contenere in questi cinque fondamentali punti, come quelli che chiudono
01:17la ferita lasciata dai suoi film laceranti. Tutti gli uomini muoiono, ma non tutti vivono
01:27veramente. Il prode William Wallace ci svela un indizio fondamentale nella filmografia di
01:32Gibson, ovvero il bisogno di parlare di vite vere, il desiderio di esplorare la realtà.
01:38Certo, il buon Mel fa del reale un terreno solido sul quale costruire lo spettacolo, ma
01:43non è certo casuale che quattro dei suoi cinque film abbiano profonde radici storiche.
01:48Con l'unica eccezione dell'Uomo senza volto, che è tratto da un romanzo, tutte le altre
01:52sue pellicole attraversano le epoche dell'uomo per trovare sogni, ideali, ma anche crudeltà
01:57e miseria. Dalle albori del cristianesimo, con quel fustigante documentario spirituale
02:02che è La Passione di Cristo, alla civiltà maia di Apocalipto, descritta con dovizia di particolari
02:07nei rituali e nelle abitudini. E se con Brevard la storia è stata ritoccata per elevarsi
02:12a leggenda cinematografica, la battaglia di Oxo Ridge ricostruisce un campo di battaglia
02:17illimitato soffermandosi sulla celebre parete rocciosa sul quale l'eroico DOS calò uno
02:23per uno decine di militari. Medioevo, popoli precolombiani, epoca precristiana, seconda
02:29guerra mondiale, la storia ispira e il cinema ne raccoglie l'eredità per diventare rito
02:34collettivo.
02:37Tre titoli su cinque per descrivere tre persone. Un viso, l'uomo senza volto, un cuore, Brevard,
02:44una lunga sofferenza, La Passione di Cristo. Tre titoli che rivelano la vera passione di
02:49Gibson, ovvero quella per un cinema ritratto, dedicato sempre a personaggi maschili. Nella
02:54sua filmografia, dove la donna è spesso rappresentata come essere puro e angelicato, l'uomo emerge
02:59come figura assolutamente centrale, esplorata sia nella sua dimensione spirituale che fisica.
03:05Tutti i protagonisti gibsoniani sono costretti a vivere la tipica scissione io mondo, costretti
03:11a coltivare a fatica un ideale da imporre nel reale, il che porta tutti loro a scontrarsi
03:16inevitabilmente con il contesto sociale in cui si muovono, un habitat ostile e pieno di
03:21contraddizioni, dove i suoi personaggi vengono spesso elevati come esempi di coraggio, tenacia
03:26e perseveranza, ma non senza atroci sofferenze.
03:32Ed eccoci qui, nel paragrafo sconsigliato ai deboli di cuore, nel tema più scottante
03:37del cinema di Gibson. Un sadico? Un amante della violenza? Un appassionato di mutilazioni,
03:42frustate e bombe a mano? La risposta la cercheremo nei suoi film, in quello schermo talmente impregnato
03:47di sangue che a volte sembra persino gocciolare. È evidente che a me il piaccia smuovere il pubblico
03:52attraverso massicce dosi di violenza, ma siamo certi che quella non sia mai la meta,
03:57il fine, quanto il mezzo attraverso cui raccontare il dolore e la sofferenza a cui i suoi personaggi
04:02sono costretti. Quasi come collante per legarci empaticamente a loro, tutta questa violenza esibita
04:08è il dazio da pagare per comprendere l'animo e le motivazioni dei suoi eroi. Lo spettatore
04:13deve condividerne il destino sofferente, subire le ingiustizie di un professore accusato
04:18di pedofilia, sposare la ribellione di Wallace dopo tutte quelle morti insensate, percorrere
04:23la via Crucis al fianco di Gesù, avere il fiatone come zampa di giaguaro e percepire
04:28la fatica di Doss. Il discorso di Gibson è complesso, sfrutta la storia, la religione
04:33e la guerra per consolidare un punto di vista antropologico. In un mondo ostile dove la natura
04:38umana tende alla prevaricazione altrui, dove la collettività è spesso deludente, la risposta
04:44è dentro di noi. La violenza ha bisogno della forza, però la forza può essere anche qualcosa
04:51che va molto al di là di spade scagliate, martellate sui chiodi e sciabolate pronte a
04:56tagliare teste. Mel Gibson condanna l'individuo al dolore per scavare dentro di lui, trovando
05:01spesso una forza interna, privata, spirituale, davvero invidiabile. Partendo dall'esemplare
05:06viatico di Cristo, il cui estremo sacrificio fa del perdono un valore inestimabile, Gibson ha
05:11plasmato un ferreo concetto di fede, capace di andare anche al di là di una religione
05:16che spesso ingabbia nel fanatismo, come visto in Apocalipto. Avere fede, per Mel, significa
05:21credere nelle proprie idee e seminare i propri ideali, portarli avanti ad ogni costo, anche
05:26quando il mondo tenta con tutte le sue forze di demoralizzare il tuo credo. Una Scozia
05:31finalmente unita, senza traditori intestini e svincolata dagli oppressori, non è un delirio
05:36visionario, ma la convinzione di chi, come Wallace, crede nel suo popolo, così come
05:41la fermezza di chi va in guerra credendo che la vita valga più della morte. Sono atti
05:46di fiducia negli altri uniti alla fondamentale libertà di essere se stessi.
05:52Ma oltre a violenza e passione, il cinema di Gibson è soprattutto un viaggio dentro immagini
05:57bellissime. Affascinato dalla potenzialità espressiva del grande schermo e dall'impatto emotivo che
06:02solo le immagini in movimento sono in grado di regalare, Mel ha affinato negli anni uno
06:06stile visivo ben riconoscibile, che si affaccia spesso su una natura silente, pura e incontaminata,
06:12come l'animo umano non potrà mai essere. Ma soprattutto si sofferma su tanti gesti
06:17emblematici. Grazie ad un ricorrente uso del rallenty, Gibson esaspera molto la gestualità
06:23dei suoi personaggi, sottolinea momenti fondamentali che rimangono poi impressi nella mente dello
06:28spettatore proprio perché messi in scena lentamente. Gli estenuanti inseguimenti di
06:32Apocalipto, la crucifissione della passione di Cristo vissuta chiodo dopo chiodo, gli scontri
06:37sui campi di battaglia tra corsi di cavalli e granate scacciate via. Ma tra tanti gesti
06:42significativi ne scegliamo due. La mano di un ormai esanime William Wallace che lascia
06:47cadere un amato fazzoletto e la secchiata di acqua che pulisce Doss da tutto quel sangue.
06:52Un gesto purificatore per un soldato e forse anche per il regista che l'ha voluto raccontare.
06:58Contare
Commenti

Consigliato