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  • 1 giorno fa
(testo di Andrea Nicastro, inviato a Gerusalemme) - Il ministero degli Esteri israeliano ha denunciato su X attacchi missilistici iraniani «su Gerusalemme», affermando che un raid «avrebbe colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro Occidentale, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro».​Da una prima analisi del video diffuso dal Ministero degli Esteri israeliano effettuata da esperti balistici assieme al Corriere, se il filmato riguarda il punto dell'impatto, sono legittimi molti dubbi. In primo luogo manca nei fotogrammi il momento dell'impatto. Le impalcature avrebbero dovuto per lo meno tremare. In secondo luogo il fumo si diffonde troppo lentamente per essere il frutto di un'esplosione. In terzo luogo anche il colore, troppo bianco, lascia dei dubbi.Infatti queste sono immagini vecchie, già pubblicate il primo marzo, quando un presunto ordigno incendiario era stato rinvenuto vicino alle impalcature della «Piscina del Sultano» e fatto bruciare in modo controllato dalle forze di protezione israeliane.Potrebbe essere che le immagini siano state usate come esempio dal ministero degli Esteri per denunciare i missili che effettivamente vengono intercettati sopra la città Santa. Resta però il dubbio. Anche perché la moschea di Al Aqsa e altri luoghi di culto, sono stati appena interdetti ai fedeli musulmani, in pieno Ramadan, motivando la decisone con «motivi di sicurezza»: un abuso condannato da otto Paesi a maggioranza musulmana (Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar).

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