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  • 2 giorni fa
Intervista a Edoardo De Angelis e Pina Turco su Il Vizio della Speranza
Trascrizione
00:06Non aggiungiamo altro, chiudiamo con le Angelis, devo dire, dai.
00:19Voglio parlare del vostro film citando un altro film, ovvero Jurassic Park, in cui il professore Ian Malcolm a un
00:27certo punto dice
00:27non si vuole ingabbiare la vita, a un certo punto la natura trova un modo.
00:33Senza fare spoiler, secondo voi è un po' di questo che parla il vostro film?
00:38Interessante.
00:41Sì, sicuramente noi cerchiamo di dire che la vita non può conoscere alcuna forma di barriera.
00:51E' così prepotente che rompe il limite anche della disperazione.
01:01Anzi, è proprio il peggior nemico della disperazione la vita che si tramanda.
01:18Non aggiungiamo altro, chiudiamo con le Angelis, devo dire, dai.
01:22Sì, a proposito di disperazione, se c'è una cosa nella vita che veramente ci può risollevare è la musica,
01:29e questo si vede anche nel film.
01:32Torna avvitabile con le sue musiche.
01:35Quanto è stato importante lavorare con lui e questo film per dare questo senso proprio di vitalità che nessuno può
01:41schiacciare?
01:43Le note di Enzo sono strettamente collegate alle parole del copione.
01:51Il suo ritmo è il ritmo del film.
01:56Così come le note distese rappresentano i tempi di distensione del racconto.
02:02Non riesco ad immaginare questo film senza le sue note,
02:08perché sono cresciute insieme al racconto, insieme alla messa in scena.
02:14Sono note nuove e al tempo stesso in una relazione molto stretta col passato.
02:23In particolare abbiamo usato delle sonorità sacre,
02:28degli strumenti molto antichi,
02:30perché volevamo che evocare qualcosa di antico,
02:37quando qualcosa di antico è valido ancora oggi vuol dire che è qualcosa di eterno.
02:45A lei capita mai che magari in un momento difficile ascolta qualcosa?
02:49Cosa ascolta in quel momento quando si deve tirare su?
02:53La musica dell'adolescenza.
02:56Gigi giovane e donato.
02:58Tony Tammaro?
03:00No, davvero, le musiche dell'adolescenza.
03:04Mi riportano ad un momento nel quale, come dire,
03:08non era assolutamente vero che fosse tutto spensierato,
03:10perché l'adolescenza, anzi, è un momento di grandissimo dolore.
03:13Però è come se mi riprendesse un po' per le orecchie e mi riportasse qui ed ora.
03:22Questa cosa capita molto poco adesso che ho un figlio,
03:26perché adesso con un figlio la cosa meravigliosa che accade,
03:31oltre al miracolo della nascita chiaramente,
03:33è il fatto, è un bilanciamento che accade
03:38e che non ti permette invece di andare altrove.
03:43ti permette di stare sempre qui.
03:45Però questa cosa qui, soprattutto per una donna che fa il mio mestiere,
03:49è veramente una benedizione.
03:52Quindi c'è un doppio dono che io ho ricevuto con la mia maternità, per esempio.
03:58Un'altra scelta molto interessante,
04:00e lo diciamo in questa intervista così il pubblico non se la perde,
04:03perché qualche giornalista oggi se l'è persa,
04:05è che c'è una scena post-credit, come nei film degli Avengers.
04:08Come mai avete fatto questa scena?
04:12Ma questa scena è un po' un epilogo aperto.
04:21Anche in questa scena c'è uno simuro,
04:26perché dovrebbe rappresentare una chiusura al racconto,
04:29e invece lo apre.
04:30Lo apre perché è una scena volutamente simbolica,
04:39ma non vogliamo decidere noi
04:45qual è il significato di questo simbolo.
04:48Mi piace che chi guarda il film,
04:51alla fine, vedendo quella scena,
04:54trovi la sua chiave di lettura del racconto.
04:59in Israele un uomo vedendola mi ha detto
05:03secondo me
05:05quell'uomo
05:06sul finale è Dio.
05:10e mi è piaciuta quest'idea,
05:13perché a volte è possibile
05:16che Dio sia qualcuno
05:19che ti rimbocca le coperte quando dormi?
05:23Ci penseremo allora.
05:26Ok, grazie mille.
05:27Grazie a te.
05:28Grazie.
05:28Grazie.
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