00:06Katia è giovane, bella, un po' sfacciata e solare.
00:10La sadia a rotelle su cui è costretta dalla malattia non ha arrestato la sua vitalità
00:14e le sue energie quotidiane.
00:16Un anno fa ha iniziato a scrivere delle lettere per l'amica Rosalba, una biondona coatta a
00:20cui lei fa da grillo parlante, che voleva ancora dire qualcosa al fidanzato Danilo finito dietro
00:25le sbarre per omicidio.
00:26Quando Rosalba trova l'ennesimo compagno bello e ricco e decide di mollare Danilo, Katia
00:31capisce di aver scritto tutte quelle lettere con sentimento e decide che Danilo sarà l'uomo
00:35della sua vita.
00:44Ma tra la disabilità e il sistema penitenziario il loro amore troverà ostacoli duri da sormontare.
00:49La storia che ci racconta dalla vita in poi sembra pensata per un dramone sentimentaloide,
00:54ma il regista e sceneggiatore Gianfrancesco Lazzotti riesce a darle una sterzata umoristica
00:59garbata e insospettabile rispetto alla materia.
01:02Con il volto di una convincente Cristiana Capotondi che porta sulle spalle la responsabilità
01:07della riuscita dell'intero film, Katia riesce a non muovere a sterili pietismi, né la sua
01:12immagine si concilia con le numerose figure di sante che il cinema immola alla causa del
01:16dibattito sociale.
01:24Dalla vita in poi insiste sul registro progressivamente grottesco e prepara il terreno nel secondo
01:29tempo all'unico finale che poteva risolvere una parabola fantasiosa ma non troppo distante
01:34dalla realtà.
01:35Un finale in cui sono portati all'acme della stravaganza i personaggi di un catalogo furbastro
01:39che finiscono inevitabilmente per farci sorridere.
01:43Rosalba, una imbrottita Nicoletta Romanov, il direttore del carcere senza polso che Carlo
01:47Bucci Rosso non si sforza di personalizzare.
01:50Cernò, un sovraintendente senza cervello, incarognito solo dalla vistosa cicatrice sul
01:55labbro di Pino Insegno.
01:56E il suo assistente vitale, un bravo Gianni Cinelli, che gioca a guardia e ladri, ma ha il
02:01cuore di panna.
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