00:24Da sempre il cinema si è posto lo scopo di parlare con chiarezza al
00:28proprio pubblico senza indorare la pillola e conducendolo all'interno di un viaggio
00:31privato non sempre agevole. Può capitare così di trovarsi ostaggi volontari di un percorso
00:36narrativo che partendo dal dolore rifiuta qualsiasi enfatizzazione del concetto, ponendo
00:41lo spettatore di fronte ad una realtà imprevista. Questo è il cinema senza lerismi, pure poetico,
00:47pensato e creato da Mirko Locatelli con i corpi estranei.
00:57Il regista riesce, nel tentativo non scontato, di costruire un impianto drammatico senza utilizzare
01:02le note alte del compiacimento, ma parlando di una fragilità comune, con un sussurro capace
01:07di farsi comunque sentire chiaramente all'esterno.
01:16Antonio, Filippo Timi, uomo rude di poche parole, si trova a vivere da straniero tra le
01:20corsie di un ospedale pediatrico, nella speranza di poter curare suo figlio da un cancro al
01:25cervello. Nonostante questa premessa piuttosto chiara, Locatelli utilizza il dolore solamente
01:30come un prologo, dirigendo la vicenda e il suo sguardo verso altri panorami.
01:40Tutto questo fa dei corpi estranei un film che non lascia certo scampo, ma che non cede
01:45a nessuna aggressione frontale o ricattatoria.
02:00Grazie a tutti.
02:05Grazie a tutti.
02:06Grazie a tutti
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