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  • 1 giorno fa
IERI, SULLE NEVI DI CORTINA, Emanuel Perathoner ha conquistato il primo oro per l'Italia in queste Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, dominando la finale dello snowboard cross categoria SB-LL2. Il trentanovenne altoatesino ha inflitto distacchi abissali ai diretti inseguitori, lasciando l'argento all'australiano Ben Tudhope (+2"12) e il bronzo al coreano Lee Jehyuk (+3"05), in una gara che non ha mai avuto storia fin dal cancelletto di partenza.
Ma il cronometro racconta solo metà della vicenda. Perathoner è l'emblema della resilienza: dopo una carriera d'eccellenza tra i normodotati, culminata con il bronzo mondiale nel 2019 e la partecipazione a due Olimpiadi (Sochi 2014 e Pyeongchang 2018), la sua vita è cambiata radicalmente cinque anni fa a causa di un gravissimo infortunio che ha portato alla perdita della funzionalità di un ginocchio.
Emanuel però non si è mai arreso e ha affrontato un calvario di operazioni e "infiniti allenamenti" per reinventarsi come atleta paralimpico. Questo oro non rappresenta solo un successo sportivo, ma una vera e propria rinascita umana. Con questo trionfo, l'Italia apre il medagliere casalingo nel modo più nobile possibile, celebrando un campione che ha saputo trasformare un dramma personale in una lezione di vita per tutto il movimento paralimpico mondiale.

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