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00:00Grazie a tutti.
00:30Il petrolio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile e anche se domani la guerra finisse ci vorranno dei mesi
00:38perché il Qatar ma anche altri paesi esportatori possano tornare al normale ciclo di produzione e approvvigionamento.
00:45Ne parliamo con un grande esperto di sicurezza e geopolitica, già ministro degli interni, adesso presidente della fondazione Medor Marco
00:51Miniti in collegamento con noi da Roma.
00:53Grazie di essere con noi presidente.
00:56Eccoci, buongiorno a voi.
00:58Allora presidente, è passata soltanto una settimana, molti si interrogano se sarà la prima di una guerra lunga o meno,
01:05mentre cresce la preoccupazione per l'impatto della chiusura dello stretto di Hormuz che, dicevamo, il ministro degli esteri del
01:12Qatar oggi definisce una sciagura in grado di mettere in ginocchio l'economia mondiale.
01:16Come vede la situazione?
01:18Ma guardi, la scommessa vera che la leadership iraniana, pur colpita drammaticamente con l'eliminazione del leader supremo Kamenei, di
01:30cui io non ho alcuna nostalgia, ha messo in campo secondo due parole.
01:37La prima è quella, caos, la seconda è attrito.
01:43Vede tutto quello che in questi sette giorni ha motivato la leadership iraniana è quella di creare il massimo di
01:50caos.
01:52Colpendo anche paesi con i quali l'Iran aveva avuto un rapporto, basta soltanto pensare al Qatar, basta soltanto pensare
01:59al Bahrain che ha avuto un ruolo straordinario nella mediazione tra Iran e Stati Uniti.
02:05Basta sempre pensare ai paesi del Golfo, con l'Arabia Saudita non più di due anni e mezzo fa l
02:10'Iran aveva firmato un accordo di cooperazione.
02:13L'idea è questa, creare il caos sia dal punto di vista militare sia dal punto di vista economico, da
02:20qui il blocco dello stretto di Orbus, trasmettendo un messaggio che colpire l'Iran provoca una instabilità mondiale.
02:29E quindi il problema dei tempi è la vera scommessa che sta mettendo in campo la leadership iraniana.
02:37E perché loro sanno che i tempi molto lunghi favoriscono le dittature e le deocrazie, perché le democrazie hanno più
02:47difficoltà a gestire conflitti, perché devono rispondere alle proprie opinioni pubbliche.
02:53Ma sanno anche che negli Stati Uniti c'è uno spettro che si agita, e che si agita soprattutto nel
03:00mondo repubblicano.
03:02Quello spettro è l'Iraq.
03:04Trump ha vinto le elezioni dicendo mai più militari americani che muovono per un altro paese.
03:12Se dovesse esserci una risoluzione rapida del conflitto, Trump può dire di avere fatto una sfida importante e di averla
03:22vinta.
03:23Se invece il conflitto dovesse durare a lungo, il rischio per Trump è di aver innescato un drammatico azzardo.
03:34C'è un impatto economico che anche gli Stati Uniti vedono arrivare l'aumento dell'inflazione, la riduzione della crescita.
03:41Un'asta internazionale in cui i paesi asiatici in questo momento si stanno accaparrando tutto il gas disponibile, pagandolo a
03:48prezzi molto alti.
03:50Questo avrà un impatto, Presidente, anche sull'economia globale, anche sull'economia europea.
03:55Vediamo in Italia banalmente il primo impatto, poco banalmente in realtà, sul costo del carburante in autostrada e in città.
04:02Che tipo di conseguenze prevede da questo punto di vista?
04:08Vede, l'idea di poter strangolare l'economia mondiale è purtroppo un'idea che in questo momento starà attraversando la
04:19leadership irioniana,
04:20che si sente minacciata direttamente nella propria vita.
04:25In un mondo profondamente interconnesso è evidente che qualunque movimento si riflette elevato a potenza in altre parti del mondo,
04:35per cui non ci si può isolare.
04:37Tutto questo impatta direttamente sul ruolo del nostro paese, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista
04:44geostrategico.
04:45E perché l'Italia ha un suo riferimento naturale nel Mediterraneo, nel Mediterraneo allargato, nel rapporto con i paesi del
04:51Medio Oriente,
04:53e l'idea di avere un Mediterraneo allargato incendiato può portare a conseguenze economiche particolarmente pesanti.
05:00Per questo penso che in questo momento ci sia la necessità di un imperativo categorico.
05:06E vede, in questi sette giorni, l'Europa ha fatto di tutto per dimostrarsi irrilevante.
05:13E con le lici profondamente divise, con ognuno che andava perseguendo il proprio interesse nazionale.
05:21Oggi io penso che bisogna mettere in campo un'iniziativa autonoma dell'Europa tutta.
05:27Un'iniziativa che sia naturalmente impegnata, non per fare la guerra agli Stati Uniti,
05:35ma per costruire un altro approccio alla crisi medievale.
05:40Per lavorare da un lato alla tutela e alla sicurezza dell'Europa,
05:45e dall'altro a una de-escalation la più rapida possibile dentro i scenari di crisi.
05:51Sapendo che nel momento in cui ci sono, per esempio, i bombardamenti a Beirut,
05:57e abbiamo già mezzo milione di sfollati,
06:00il rischio che dal Libano, se dovesse collassare,
06:03possa partire una gigantesca crisi umanitaria diretta verso l'Europa,
06:08purtroppo non possiamo discuterlo.
06:11Abbiamo bisogno del protagonismo dell'Europa,
06:14e in questo l'Italia ha un ruolo straordinario,
06:18perché l'Italia è geograficamente e storicamente il punto di congiunzione
06:23tra l'Occidente e questa parte del mondo,
06:27che oggi guarda come non mai all'Europa e all'Italia come un riferimento naturale.
06:32E questo è proprio anche il vostro campo di azione,
06:34ne abbiamo parlato proprio da pochi giorni, anche in un'intervista dedicata ai temi del piano Mattei.
06:38Sinora, Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è rimasta prudente,
06:41ha solo accennato a un commento, ma dovrà riferire in Parlamento l'11 di marzo.
06:46Come vede la posizione italiana?
06:47Da una parte tra la fedeltà, l'alleanza con Donald Trump e la Casa Bianca,
06:53e dall'altra anche la preoccupazione di un'estensione del conflitto all'area del Mediterraneo direttamente.
06:58Abbiamo visto i temi di Cipro, su cui anche Francia e Inghilterra si stanno muovendo.
07:05E penso che ci siano tutte le possibilità di avere un ruolo più netto da parte del nostro Paese.
07:15E perché naturalmente questo non significa mettere in discussione un'alleanza con gli stati uniti,
07:20che è un'alleanza storica.
07:21E tuttavia nei momenti di crisi è giusto che ciascuno metta in campo le sue capacità.
07:28sapendo che l'iniziativa americano-israeliana sull'Iran ha rimesso in gioco, per esempio,
07:37un Paese che confina con l'Europa, che si chiama Russia,
07:42e che pensa di poter avere un'opportunità dalla crisi economica di cui lei parlava
07:46e dalla crisi militare.
07:50Sono passati da poco quattro anni dalla guerra in Ucraina
07:53e il Presidente Zelensky giustamente ci ha messo in guardia dopo per un duplice rischio.
07:59Il primo è che la Russia, alla luce della difficoltà del commercio mondiale per l'energia,
08:06al fatto che il gas non può partire dal Qatar,
08:08che i paesi produttori di petrolio hanno difficoltà ad asportare,
08:11nel fatto che il stretto di Ormuz è bloccato,
08:15la Russia che produce gas e petrolio possa ritornare protagonista del commercio mondiale di energia
08:21o legalmente o clandestinamente, ma di ritornare protagonista.
08:27Il secondo è che di fronte all'esigenza di ogni Paese che debba difendersi dagli attacchi aerei
08:34ci possa essere una stretta sul trasferimento di materia d'armamento all'Ucraina.
08:40Per cui a un certo punto la Russia potrebbe trovarsi un'Ucraina più debole,
08:45meno capace di resistere alle sue offensive militari.
08:50Tutto questo chiama direttamente in causa l'Italia e l'Europa,
08:55che hanno fatto del appoggio all'Ucraina un elemento distintivo,
08:59sarei quasi per dire fondante, del nostro rapporto internazionale.
09:04Infine, se abbiamo un minuto di tempo e lei me lo vada a chiedere,
09:07dovremmo parlare di un altro compiato di pietra che si chiama Cina.
09:11Assolutamente, la Cina sappiamo che in questo momento soffre in silenzio
09:15e soffre perché gran parte del petrolio che passa da Hormuz e del gas è diretto proprio alla Cina
09:20e in questo momento però la Cina spinge per riuscire a trovare sicuramente dietro le quinte
09:25c'è un forte lavoro diplomatico in vista anche dell'incontro di fine mese
09:29che si terrà a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump affinché si passi a una fase di de-escalation
09:35che è fondamentale per il paese che già ha accettato proprio in questi giorni un tasso di crescita inferiore
09:40rispetto al passato tra il 4,5% e il 5%.
09:43Ci dice in un minuto quindi Presidente che cosa si attende lei dalla Cina
09:47e se è veramente questo silenzio un'assenza o poi una presenza più dietro le quinte?
09:54La Cina fa del silenzio un asset strategico e quindi a questo punto dobbiamo saperlo
10:00è un approccio strutturale. Detto questo lei ha citato la diminuzione del tasso di crescita
10:06nel momento in cui noi stiamo parlando e prima che arrivi Trump è in corso il congresso annuale
10:13del partito comunista cinese. La doppia sessione. La doppia sessione e lì hanno discusso di tre cose
10:21anzi hanno già deciso. La prima che prendendo atto della riduzione del tasso di crescita
10:27la più importante degli ultimi 35 anni faranno due scelte. Primo mettere in campo un piano
10:36di resilienza e di resistenza con l'aumento delle spese da difesa per il 7%. Secondo scelgono
10:46le altre tecnologie come la sfida fondamentale del futuro. La Cina naturalmente è colpita
10:53da quanto sta avvenendo nell'economia mondiale ma sta scegliendo di pensare a quello che è stato
11:01fino a ora la sua guida fondamentale tradotta in uno slogan. Nascondi le tue capacità e aspetta il tuo
11:11momento. Non so se è chiaro qual è il senso della partita. La Cina ancora una volta è protagonista
11:17tuttavia aspetta il suo momento e si prepara a una soluzione sempre sui tempi medio lunghi
11:26utilizzando naturalmente le capacità di influenza che ha nel mondo ma non stracciandosi le veste
11:32per nessuno e cioè criticando gli Stati Uniti e l'Israele per l'attacco all'Iran ma non facendo
11:38altro, null'altro che una mera critica politica. La stessa cosa che ha fatto la Russia dimenticandosi
11:45degli droni iraniani che l'Iran ha fornito alla Russia consentendo alla Russia di resistere
11:51in un momento drammatico del conflitto in Ucraina. In questo momento però Presidente
11:55si può dire che Donald Trump stia facendo l'opposto della Cina cioè esibisce la propria
11:59potenza, la propria capacità militare e di fatto cambia obiettivo ogni 24 ore o più
12:05volte anche durante la stessa giornata. Lei ha capito il motivo per cui questo attacco
12:10è partito oggi? Qual è l'obiettivo finale? Perché anche combattere senza sapere esattamente
12:15qual è il risultato da ottenere lascia tutti nell'incertezza?
12:20Questa è la domanda delle 500 pistole. La più complicata di tutte è anche perché
12:25lei sa che vari esponenti di primissimo piano dell'amministrazione americana hanno dato risposte
12:31differenti. Chi ha detto che l'hanno fatto perché Israele avrebbe attaccato in ogni caso?
12:36Chi ha detto che l'hanno fatto perché ce ne viste?
12:39Alcuni spiegano che questa è una tattica per confondere il nemico, diciamo nella migliore
12:44di ipotesi. Speriamo che non si confondano loro stessi. L'auspicio è che sia appunto
12:50una tattica che confonderemmi che non si confondano loro. Ma poi le sa un'altra cosa a un certo
12:54punto. Trump ha detto, qualcuno ha detto che noi abbiamo seguito Israele. Stava parlando
13:00del suo segretario di Stato Rubio. Noi non seguiamo nessuno. Anzi per essere più precisi
13:05sono stato io a forzare la mano a Netanyahu per spingerlo ad attaccare. Ecco, vede, la
13:13partita è questa. Abbiamo a che fare con un'autorità religiosa. Abbiamo a che fare con
13:22una teocrazia. Abbiamo a che fare con un intreccio tra la religione e il potere che ha fatto
13:31del morire o ammazzare in nome di Dio il punto di riferimento fondamentale della propria
13:40esistenza. Per questo dobbiamo attrezzarci anche dal punto di vista culturale. Comprendere
13:48che il nemico può anche essere molto più debole dal punto di vista militare, può anche essere
13:55molto più debole dal punto di vista economico, ma può avere capacità di resistenza e che noi
14:00non siamo in grado di poter vantare. Vede, in queste ore c'è stato un silenzio molto significativo
14:09nell'amministrazione americana. Quel silenzio è del vicepresidente Vance, che ha parlato
14:16soltanto una volta, subito dopo l'attacco, per dire che gli Stati Uniti faranno di tutto
14:20per non farsi coinvolgere in una lunga guerra. Vance è l'uomo espressione del popolo repubblicano.
14:29è stato Marins in Iraq e ha giurato di fronte al suo popolo di far di tutto perché gli
14:37Stati Uniti non possano precipitare in una situazione irachina. Questo per dire cosa si agida dentro
14:45l'anima degli Stati Uniti e, se mi consente, l'anima dello stesso mondo repubblicano. Penso
14:52che Trump debba essere aiutato a misurarsi con questo e questo è il ruolo vero che l'Europa
14:59e l'Italia possano svolgersi. Parlare cioè un linguaggio di verità.
15:04Presidente Marco Miniti, io la ringrazio molto. La situazione è estremamente complessa,
15:09drammatica, delicata e in piena evoluzione. Conto di poterla risentire più avanti in una
15:14situazione che speriamo diversa dal punto di vista dell'attenzione, però per il momento
15:18grazie ancora e buon lavoro al Presidente della Fondazione Medorra, Marco Miniti.
15:23Grazie a voi, grazie a voi. Buon lavoro.
15:25Grazie e vi lascio allora gli altri aggiornamenti dalla cronaca e da quello che sta accadendo
15:29sui mercati e nell'economia.
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