00:10Buongiorno. La Fondazione del Corriere della Sera è nata nel 2001. Il suo compito è quello
00:17di tutelare e valorizzare il grande patrimonio culturale della testata e delle sue tante
00:23pubblicazioni, dalla Domenica del Corriere al Corriere dei Piccoli alla lettura. Ringrazio
00:30anch'io di cuore il Presidente della Repubblica per la sua presenza, tutte le autorità, tutti voi
00:36amici. Ringrazio il Direttore Luciano Fontana e l'editore urbano Cairo per la fiducia nell'opera
00:43di un'istituzione culturale che si è affermata nel tempo. Grazie soprattutto al mio predecessore
00:49Pier Gaetano Marchetti, al Direttore Roberto Stringa e alle nostre preziose collaboratrici.
00:57La Fondazione ha promosso oltre a tanti incontri, molti volumi sulle grandi firme del Corriere,
01:04l'ultimo è dedicato a Pierpaolo Pasolini e soprattutto in questa occasione un grande
01:10libro sui 150 anni e anche il film di cui avete visto un'anticipazione. Abbiamo raccontato
01:18questo secolo e mezzo senza nasconderci momenti difficili, gli angoli bui, perché tutte le
01:26grandi storie hanno conosciuto pagine grigie persino nere. Scriverle, oltre ad adempere
01:32a un dovere professionale, ci ha consentito di rendere ancora più belle le tantissime pagine
01:38di cui dobbiamo essere orgogliosi. L'Italia è cresciuta nel progresso economico, sociale,
01:44nella tutela dei diritti, nella sua apertura internazionale, grazie anche al Corriere.
01:50Un buon giornale è utile alla propria comunità se la rappresenta e non le fa sconti, se è
01:57una voce autorevole, rispettata e persino scomoda, se interpreta il meglio e non insegue
02:03il peggio, se ha a cuore la libertà dei cittadini informati e responsabili, se alimenta il loro
02:09spirito critico senza il quale una pubblica opinione non è tale. C'è un filo invisibile
02:16che non è mai venuto meno, non si è mai spezzato in questa lunga storia. Ed è il
02:22legame straordinario unico che i giornalisti, le maestranze e soprattutto i lettori hanno
02:27avuto e hanno con il Corriere. In alcuni casi questo legame è stato più forte dei regimi
02:34e delle proprietà. E se siamo qui oggi lo dobbiamo anche e soprattutto questo meraviglioso
02:40senso di appartenenza che non compare in alcun bilancio ma ci ha salvato in passaggi storici
02:47in cui eravamo convinti di non avere più un futuro. E lo dobbiamo anche a chi tra gli imprenditori
03:03ha avuto una oggi non più comune sensibilità per il valore dell'informazione. In questa
03:11occasione vorremmo augurare tutta la nostra sincera solidarietà a chi teme per il futuro
03:18del proprio giornale. Più voci al Paese diverse, più il Paese è forte.
03:36Le stagioni migliori del Corriere sono state quelle in cui ha dovuto reagire alla concorrenza,
03:42non quando ha creduto di un non averne o di averne poca. Ancora oggi mi stupisco dell'affetto
03:49dei lettori e allora ne vorrei citare alcuni per ringraziarli tutti e dare il benvenuto
03:55ai nuovi che sono sempre più digitali. Il primo è il mitico Carlo Radolovic, oggi 87enne,
04:03che invia lettere al direttore dal 1971. In queste fotografie vedete da giovane e da meno
04:15giovani. Scrive Radolovic su temi solo di carattere generale e non per prendersela con
04:21qualcuno o parlare di sé. Il record delle lettere è storico e suo. La seconda è una
04:28storia in cui il giornale è il simbolo della continuità generazionale. Una nostra giovane
04:33lettrice Francesca trova in un cassetto la foto della nonna Odiglia Pagani a 21 anni con
04:40un meraviglioso abito, lo vedete, di Battista e Pizzo Bianco mentre legge il Corriere. Vuole
04:47avere la copia di quel giornale di quel giorno, cioè il 14 agosto del 1917. La nonna Odiglia,
04:54rimasta vedova con tre figli, lavorò in una fabbrica di conserve nel Parmigiano e nonostante
05:00le difficoltà economiche il Corriere non mancò mai in famiglia. E la prova è nella foto della
05:07figlia Odiglia, Maria, e mamma di Francesco, che legge il Corriere.
05:18A questo punto speriamo in una demografia favorevole, non solo dei nostri lettori, che abbracciamo,
05:28ma anche degli italiani. Grazie. Cedo la parola al direttore Luciano Fontana per il saluto finale.
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