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  • 2 giorni fa
Mario Salinelli intervista lo stilista Angelo Litrico. Gli ambasciatori Canale 48. 31 03 1979.
Gli ambasciatori era una trasmissione ideata e condotta da Mario Salinelli andata in onda sulla emittente Canale 48 di Firenze. Questo programma fu il precursore della successiva serie "I numeri Uno" andate in onda su Teleregione Toscana.
Nel programma furono intervisati:
Giulio Tarro, scienziato e professore immunologo.
Adriano Panatta, tennista.
Angelo Litrico, stilista italiano. Scomparso il 13 Marzo 1986
Domenico Modugno, cantante. Scomparso il 6 agosto 1994
Severino Gazzeloni, flautista. Scomparso il 21 Novembre 1992
Tratto dagli archivi di Mauro Montagni.
Registrato con Ampex VPR 5803 e letto per la digitalizzazione con Ampex VR 7003H
Immagini di pessima qualità dovute a nastro fortemente deteriorato.
Non esiste in rete nessun video identico, se non copiato da questo. Riversamento e digitalizzazione Dr. Fernando Menichini. Non pubblicate materiale da questo canale senza autorizzazione. Se avete da fare dei reclami prima di far partire l'azione sanzionatoria (che a voi non porta nessun vantaggio) contattatemi, anche perchè si tratta di materiale introvabile del quale ho fatto la digitalizzazione da nastro master originale che comunque non è in vostro possesso.

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Trascrizione
00:26Siamo con l'ambasciatore numero uno della moda italiana maschile,
00:29Angelo Littrico, siamo in casa sua e dietro alle sue spalle una galleria di personaggi
00:35che sono clienti ed amici, da Barnard ad Andreotti, da Soares a Khrushchev, da Yushalino Kubishek
00:43a Gagarin, dall'ex re d'Italia a Idris di Libia, a Tito, Gasman e tanti altri personaggi
00:53che sono l'ambizione di Littrico, poter dire che ho conosciuto il mondo e ho portato
01:01la moda italiana ad essere apprezzata dai capi di Stato di tutto il mondo.
01:05Vorremmo sapere se c'è qualche pagina non descritta dagli storici, dai cronisti di moda italiana
01:14che magari può dirci Littrico qualche momento, qualche incontro, qualche soddisfazione di cui
01:22non si è accantato il dettaglio.
01:25Magari farà piacere agli amici che vedono questa carrellata e vedono in Littrico un ambasciatore
01:33giusto che porta esaltazione alla dignità del lavoro italiano e un orgoglio a chi vede
01:40in lui una bandiera del nostro talento.
01:43Grazie, io veramente ringrazio dei complimenti che mi fai, io per me mi reputo un attacca
01:48a bottone, io sono un sarto, un attacca a bottone nel senso più semplice della parola, perché
01:54ho cominciato a fare sarto che avevo 7 anni e ho cominciato a infilare l'ago al principale,
02:01comunque veramente da questo attacca a bottone sono stato anche ambasciatore, ambasciatore
02:06perché mi ricordo che la prima volta sono stato in Russia nel 1956, dove abbiamo fatto
02:12dei defilè a Mosca, Leningrato, Kiev, dove venivano 5.000 persone al giorno, ma che piangevano
02:17con le lacrime agli occhi perché dicevano questi vestiti non vogliamo solamente vederli
02:21in passarella, vogliamo poterli comprare nei negozi.
02:25Dopo 22 anni li comprano ora i vestiti di Littrico in Russia?
02:28Non comprano ancora i vestiti di Littrico in Russia, però non capiscono che la giacca
02:32si chiama giacca in italiano, pensano che si chiama Littrico, infatti quando qualcuno
02:36va là dice Littrico, ma Littrico vogliono dire giacca, capito per loro.
02:41Poi tanti aneddoti nella mia vita, per esempio, subito dopo il ritorno di Khrushchev, quando
02:47ho incontrato Khrushchev, la cosa più bella è che quando ho visto, io ho portato un cappotto
02:52in Russia, ho portato questo cappotto, io pensavo che era un omaggio a tutto il popolo
02:57sovietico, non potendolo consegnare, io ho detto non potendolo consegnare personalmente
03:03a tutto il popolo sovietico, lo do al primo cittadino, infatti questo mio cappotto a tempo
03:08di Khrushchev, ora non so più dove, si trovava nella sala dei regali del Cremellino, dove c'era
03:13questa sala dei regali, c'erano i regali che aveva ricevuto Khrushchev, c'era questo cappotto
03:17che era il simbolo di tutto il popolo sovietico, del regalato da Littrico.
03:21E quando gli ho dato la mano a Khrushchev per fare i vestiti, perché lui ha preso le misure
03:26per fare i vestiti, un grosso perché era di peso e di misura, di simpatia e di fisico,
03:32io ho detto che non ero comunista ma che ero un artigiano, un artigiano che conosco i colori
03:38delle stoffe ma adattono con la politica, perciò adattono con la politica, mi interessa
03:41sono rossi, verdi, gialli, io sono attacco a bottone, perciò hai i bottoni di attacco
03:46al vestito che devo mettere.
03:47E' vero che non hai rimesso mai la fattura a Khrushchev ma lui è stato grato all'Littrico
03:53regalandoti qualche icona meravigliosa.
03:55Infatti io davo i vestiti e lui mi pagava in madonne, mi dava delle madonne sovietiche
03:59con un amore che tengo nella mia casa con tanto orgoglio di avere queste icone date da Khrushchev.
04:07Poi sono stato invitato da Kubitschek e mi ricordo io che quando...
04:11Presidente del Brasile.
04:12Presidente del Brasile Kubitschek mi ha invitato, infatti i giornali erano contrari, dicevano
04:16ah è l'Littrico e allora parlavano in giornale di loro del Brasile dicendo un Luigi Quartotticesimo
04:22nella corte Ducatete e in tutti i giornali c'era un globo che portava questi articoli e dice
04:27pensi che il cruzero va sempre giù e lui fa venire il stato più importante del mondo per
04:32farsi dei vestiti, sa quanto costano?
04:34Io in televisione ho detto che non era vero, io ero solamente un sarto che dovevo allargare
04:40o stringere i vestiti del Presidente perché sento che era un uomo di viaggi, un uomo che
04:45ci dovevo stringere, per non disturbare i sarti brasiliani io ci facevo questa riparazione.
04:52E poi ha detto avete un Presidente che tutto il mondo vi invidia, dice perché?
04:55Perché quando i nostri bambini a scuola ci imparano chi ha fondato Roma è Romolo, ma chi
05:01ha fondato Brasile è Kubitschek.
05:02Allora il Presidente, orgoglioso, entusiasta, mi ha abbracciato, mi ha detto caro Littrico,
05:07mai prezzato amico, che ha fondato Roma.
05:10Ha detto Romolo, Brasile è Kubitschek.
05:12E allora mi ha abbracciato, infatti ha fatto l'inaugurazione di Brasilia il 21 aprile,
05:19che c'è stato l'ambasciatore Blasco Daeta, il nostro ambasciatore là, che mi ha detto
05:23caro Littrico, lei, io da ambasciatore lo dicevo io, non lo faceva, ma lei con quelle
05:28cose che ha detto in televisione ha fatto il 21 aprile Brasilia perché lei ha detto
05:32che Romolo è Kubitschek.
05:34Ci ha parlato della commozione dei russi quando hai portato la moda a Leningrado, Kiev e Mosca.
05:41Ecco, ma questo fatto che arricchisce di orgoglio gli italiani nel mondo, l'hai potuto raccogliere
05:46quando ti sei incontrato con le collettività italiane?
05:49I russi non c'erano collettività italiane.
05:50Sono altrove, è chiaro.
05:51In Russia c'era questa gente che quando sentiva Italia, infatti ci diceva, ma noi abbiamo
05:57fatto una guerra con voi?
05:58E loro dicevano, no, sole mio, sole mio, Italia, sole mio, Tessunaro, e ci dicevano per
06:04esempio una Coca-Cola, loro dicevano, no, Coca-Cola, America, America, ma come America
06:07è il tuo alleato?
06:08E tu mi dici, io sono un...
06:10No, no, ma allora la guerra che abbiamo fatto qui?
06:12No, no, l'italiano non ha fatto guerra, e i piccoli non sono tornati più?
06:15Ah, dici, no, i piccoli tedeschi mantari, subito avanti mantari italiani, italiani,
06:21non volere sparare russi, tornare indietro, spare tedeschi a sparare.
06:25Cioè dicevano, sono stati uccisi tedeschi, non da loro, perché loro tornavano indietro
06:30e loro sparavano.
06:32Il più grande amico che hai tra questa carrellata?
06:34Il più grande amico che ho della mia carrellata è Barnard, sono tutti amici, perché il mio
06:39cliente è amico sia il presidente, sia il muratore, il manuale, l'operaio, chiunque.
06:44Mi pare di vedere che Andreotti era molto giovane quando ha cominciato a essere il tuo cliente.
06:48Anche Andreotti, Andreotti sono orgoglioso di averlo come mio cliente, di poter essere
06:52il suo attacco a bottone, perché ho cominciato vent'anni fa a farsi dei vestiti, come presidente
06:58come Andreotti, Colombo, come Pertini, tante personalità che io vesto, ma per me ogni
07:04uomo che io metto le mani su un suo vestito per me è una personalità.
07:08Parlavi di Barnard?
07:09Il più grande amico che ho, a parte tutti gli amici, è il professor Barnard, perché
07:13Barnard mi ripaga, mi ripaga in, io taglio per rovinare o far bello un vestito e lui
07:23taglia per guarire un cuore, capito?
07:26Avete qualche affinità.
07:27E noi abbiamo qualche cosa insieme di queste cose qui e allora abbiamo fatto un patto
07:31dove io posso fare i vestiti sia a lui, la moglie, i figli per tutta la vita che io
07:35vivo e che lui mi opera in campi e tante persone che hanno bisogno del suo taglio, del suo bisturi.
07:42Lui avrà bisogno delle mie forbici.
07:44Sappiamo anche che il sindaco di Roma ti ha gratificato.
07:47Il sindaco di Roma ti ha gratificato anche il sindaco.
07:48Il sindaco di Roma, il professor Arcan, mi ha dato una medaglia, ma per questo fatto
07:54che io faccio per i bambini, però io non voglio essere premiato per i bambini perché
07:59io penso che quando uno può fare qualche cosa è un dovere, è un diritto di ognuno di noi
08:05e di fare qualche cosa per gli altri.
08:07Senti, noi siamo debitori in fondo in qualche cosa dalla Francia per la moda femminile,
08:13ma per quello che riguarda la moda maschile, il mondo segue ancora canoni fondamentali che
08:19l'Itrico in particolare ha portato in giro, l'Italia ha dettato come moda maschile oppure
08:24c'è un orientamento diverso?
08:26Vede, la moda francese, il mondo conosce la moda francese ancora oggi come la più grande.
08:33L'Italia conosce anche come le stoppe inglese, non c'è stata mai la moda inglese
08:40come stile, come...
08:41Le stoppe.
08:42Le stoppe inglese, che è rimasta, perché siamo anche noi, perché siamo un po' italiani,
08:46siamo esterofoli, dove noi dobbiamo, per esempio, se c'è la moda italiana, noi facciamo
08:51dieci pagine di giornale sulla moda francese e sulla moda italiana facciamo due pagine.
08:56Se c'è una reportage della televisione nazionale, fa due ore per la moda francese e venti minuti
09:03per la moda italiana.
09:04E allora noi stessi siamo estero, e allora la gente, loro mi dicono, mi ricordo una volta
09:09che c'è stato un unzio filocomo facendo una trasmissione per le caterinette, le ragazze
09:14che prendevano un premio.
09:15E dove nella giuria c'era Valentino, c'era Schubert, c'ero io, c'erano tante altre persone,
09:19Marucelli, Antonelli, tante persone, tante sarti che erano alla giuria.
09:24Lui ha detto, era, mi ricordo, a Teatro Reale di Caserta, tanto per non fare pubblicità.
09:31No, voi un giorno diventerete, importante, per non fare pubblicità, importante come Christian
09:38Dior, come Cardin, e ha detto tutti i nomi francesi, perché se lui diceva il nome delle
09:44persone che erano là sedute, che erano alla giuria, era pubblicità.
09:47Perciò noi italiani stessi, non c'era televisione, era una cosa interna, però lui tanto per
09:51non fare pubblicità.
09:53Quando non sa che quando la ragazza, la caterinetta o la madre della caterinetta che va alla Rinascente
09:58trova il vestito di Peccardè, perché l'ha sentito, e sono soldi che vanno all'estero.
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