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Nati con lo smartphone in mano, capaci di districarsi fin da piccoli nella giungla del web, bombardati ogni giorno da stimoli digitali. Ci chiediamo spesso se gli effetti della tecnologia non siano troppo impattanti per le nuove generazioni, ma ora c'è un'altra domanda, decisamente più importante, da farsi: qual è l'impatto della guerra nella nuove generazioni?
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NovitàTrascrizione
00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Altrettanto diversi gli ospiti che mi accompagneranno nel corso di questa ora di diretta qui sul canale 14 del Digitale
00:37Terrestre mentre proviamo a farvi compagnia se state mangiando, state a casa o magari siete in giro perché potete guardarci
00:46in diretta anche se non siete fisicamente nelle vostre abitazioni e ovviamente con il vostro smartphone.
00:52E proprio qui mi aggancio amici di non solo Roma perché ormai lo sappiamo, la tecnologia la fa letteralmente da
00:59padrone in questo mondo e la fa da padrone anche nei conflitti mondiali.
01:04Ma facciamo un piccolissimo passo indietro e guardiamo alle nuove generazioni, vengono molto spesso additati come i nativi digitali, sono
01:13letteralmente nati con lo smartphone in mano,
01:15sono capaci di districarsi con un'estrema facilità nella giungla del web e sono ogni giorno bombardati da stimoli digitali
01:24sempre diversi.
01:26E noi genitori, noi adulti spesso ci interroghiamo se questo mondo tecnologico, questo mondo digitale non sia fin troppo impattante
01:34nel loro sistema psicologico.
01:36Ma oggi forse dovremmo farci anche un'altra domanda alla luce di quello che sta purtroppo drammaticamente accadendo a livello
01:43internazionale,
01:45cioè che impatto ha la guerra sul sistema psicologico, sui sentimenti, sul modo di vivere delle nuove generazioni.
01:53Perché diciamoci la verità, la generazione, le generazioni precedenti, magari anche la mia, quella dei millennials, ne ha viste un
02:01po' di più
02:02e la generazione precedente, per carità, anche di meno, anche di più, insomma, noi abbiamo visto il bombardamento delle torri
02:09gemelle,
02:10abbiamo visto una crisi economica globale devastante, abbiamo visto l'impatto della tecnologia, la pandemia, insomma,
02:16in un modo o in un altro sappiamo un po' districarci, ci siamo quasi abituati all'ennesimo conflitto.
02:23Ma le nuove generazioni, insomma, come la prendono quello che sta accadendo nel mondo?
02:28In tanti dicono che è come se non sapessero che cosa sia, ma in realtà non è così, perché da
02:34un recente sondaggio è emerso
02:35che il 68% dei giovani italiani, dei giovanissimi adolescenti, rifiuterebbe di arruolarsi nel caso in cui l'Italia entrasse
02:44in guerra.
02:45Un'altra buona percentuale dice che non ne vuole parlare perché gli viene l'ansia
02:50e un'altra ancora percentuale non riconosce nel conflitto, meno male, qualcosa che si avvicini ai propri valori.
02:59Insomma, le nuove generazioni sono, per fortuna, oseremmo dire, davvero pacifiste fin dalla nascita, e meno male.
03:05Però noi oggi vogliamo approfondire un po' il tema dal punto di vista psicologico,
03:09allora ci facciamo aiutare in collegamento video da Cristian Romaniello.
03:13Bentornato Cristian, buongiorno a te.
03:17Grazie Elisa per l'invito, buongiorno a voi e a telespettatrici e telespettatori.
03:22Grazie, grazie a te per essere in nostra compagnia a affrontare questo tema, insomma, un po' particolare,
03:27su cui servirebbero davvero tante ore di approfondimento, ma noi ci proviamo a condensarle in questi dieci minuti.
03:34Allora, io vado diretta, secondo te qual è l'impatto del conflitto, dei conflitti ai quali purtroppo stiamo assistendo
03:41a livello internazionale nelle nuove generazioni, quindi negli adolescenti, immagino ovviamente non buono.
03:49No, è assolutamente negativo, poi succede anche qualcosa di inedito.
03:54Tu hai aperto molto bene la trasmissione parlando della nostra generazione, sono millennial anch'io,
03:58quindi ci riconosciamo nello sviluppo che abbiamo avuto modo di percorrere nella nostra vita,
04:04perché arrivavamo da esperienze non nostre a livello bellico, arrivavamo da testimonianze,
04:10avevamo qualcuno che ci aiutava a comprendere la guerra trasferendoci quello che avevano vissuto,
04:16penso a nonni, penso a amici dei genitori o di zii, parenti in generale,
04:22e penso ai documentari, all'attenzione che è stata data a ciò che nessuno ha più voluto vivere,
04:27le guerre mondiali, le guerre che arrivavano anche nel tuo territorio che poi è stato in qualche modo cambiato
04:34con una vocazione pacifica importante, l'Europa non è un continente di guerre in generale,
04:39anche se effettivamente le abbiamo viste, abbiamo anche partecipato se ci pensiamo bene,
04:43abbiamo vissuto la guerra nei Balcani, l'ultima che coinvolge sia noi che la generazione Z,
04:48in generale le generazioni di giovani e giovanissimi, quella in Ucraina, abbiamo visto Gaza,
04:54ma noi abbiamo vissuto molto più da vicino, certo le Torri Gemelle, abbiamo vissuto l'Iraq,
04:59l'Afghanistan, la Libia, abbiamo vissuto molti teatri di guerra che abbiamo anche noi imparato a conoscere
05:04attraverso i media, ma in qualche modo avevamo qualche consapevolezza in più,
05:09noi non abbiamo vissuto direttamente la guerra e forse siamo poco capaci di trasferire ai giovani
05:14le motivazioni per cui nascono le guerre, come si sviluppano, quali conseguenze portano
05:20da quelle economiche a quelle anche personali, alle allerte, noi pensiamo a Roma quando ci sono
05:25situazioni di questo tipo, l'allerta massima a Roma significa tanti controlli, significa vedere la paura
05:32ovunque tu cammini, specialmente nel centro, ecco queste sono tutte cose che impattano profondamente
05:38nelle emozioni, nelle cognizioni in generale, nella psiche dei più giovani, che in realtà hanno,
05:45come dire, dopo tanto tempo la presenza psicologica della guerra e che impatta in un modo anche qui
05:51inedito, senza accompagnamento spesso, in modo quasi disorganizzato, perché dov'è che ci si informa
05:57tanto oggi? E' che è fortunato sceglie Radio Roma oppure altri canali di informazione seri che vogliono
06:04affrontare gli argomenti di cui si parla, no no ma tanto sapete benissimo cosa penso del vostro modo
06:10di fare informazione che insomma dovrebbe fare molta scuola in generale, però ecco diciamo il fatto
06:16che i flussi di immagini, i flussi di informazioni, i flussi di video che ti fanno vedere la guerra e
06:22che
06:22te l'accompagnano molto vicino, la vedi direttamente perché ci sono i cellulari che le riprendono,
06:28ecco questo in qualche modo fa impattare…
06:31Cristiano, scusa se ti interrompo, perché noi quando eravamo adolescenti non avevamo lo smartphone,
06:37non andavamo su TikTok e vedevamo dei video insomma davvero agghiaccianti, no? I ragazzi di oggi possono
06:42vedere davvero su TikTok la qualunque, anche i corpi straziati di bambini, cioè questo ha un impatto
06:47secondo me devastante su di loro.
06:50Devastante, anche perché non sai quando può arrivare qui e anche in questo caso intanto sono completamente
06:57destrutturate e disorganizzate queste immagini, non c'è nessuno che te le spiega, è bello, hai il fatto
07:01compiuto, d'accordo, ma qual è l'adulto di riferimento, perché anche di questo si parla, il solito giudizio
07:07veloce, vabbè ma i giovani non vogliono, insomma non vorrebbero combattere, non capiscono, non hanno
07:12capito la guerra, ma la capiscono benissimo, vedono immagini che noi ai nostri tempi non vedevamo, ma leggevamo
07:18sicuramente di più, avevamo più approfondimenti, avevamo più modo di capire, non è che oggi, come dire,
07:24gli approfondimenti manchino, ma non solo il canale principale con cui si informano i giovani,
07:29a questo punto noi come facciamo ad accompagnarli? Una generazione che ha interiorizzato profondamente
07:35i valori della pace, che la guerra non la vuole e che in qualche modo la vede prodotta da parte
07:40nostra, innanzitutto parlo del mondo occidentale, e che poi in qualche modo non capisce quali sono
07:46i confini, quali sono i limiti, se c'è un'allerta per rischi di terrorismo oppure se prima o poi
07:51bisogna andare a fronte, ecco questo poi è il tema principale. Cosa possiamo fare?
07:56Possiamo iniziare a stare vicino a questo tema che si è insinuato in modo profondo, tanto
08:02quanto il valore della pace, anche la presenza della guerra ha cominciato a diventare un tema
08:07profondo nelle emozioni dei giovani, il nostro compito è quello di stare vicini e di aiutarli
08:13molto a comprendere, sempre che riusciamo a comprenderlo bene anche noi.
08:17Infatti a me ha colpito il fatto che una buona percentuale di queste nuove generazioni
08:21dice preferirei non parlarne perché mi viene l'ansia, d'altronde c'è anche un altro fenomeno
08:26dal punto di vista psicologico che è interessante oggi, cioè la cosiddetta eco-ansia, cioè i
08:31ragazzi di oggi, le nuove generazioni hanno paura dell'impatto che il cambiamento climatico
08:36può avere sul nostro pianeta, quindi è scorretto secondo me dire che non sanno che cosa sia
08:42la guerra, lo sanno perfettamente, è che la rifiutano come rifiutano anche i cambiamenti
08:47climatici o meglio cercano di combattere contro i cambiamenti climatici, quindi possiamo dire
08:52che sono anche più profondi rispetto alle generazioni precedenti, più consapevoli forse
08:57paradossalmente?
08:59Io faccio sempre un po' fatica a metterle in relazione, tu lo sai bene Elisa quando ne parliamo
09:05spesso sono le generazioni precedenti che dicono vabbè ma io all'età loro ero così, loro
09:10adesso sono cosa, sono peggiorati, lo vedo bidirezionale e nasciamo in delle condizioni
09:15specifiche, noi siamo stati diciamo giovanissimi ai nostri tempi, adesso i giovanissimi si trovano
09:21sfide diverse, in generale credo che non ci sarebbe alcuna differenza se fossimo nati
09:25noi 15 anni fa e se loro fossero nati 35-40 anni fa, in generale c'è però una grande
09:31consapevolezza che è dovuta intanto al fatto che le informazioni sono tantissime, il problema
09:36io credo che sia proprio nella disorganizzazione del materiale, noi non siamo in grado di dare
09:41garanze ai giovani e non li stiamo neanche crescendo perché riescano in qualche modo a
09:46far sentire molto di più la propria opinione, pensiamo a quanti pochi giovani vanno alle
09:51urne a votare, vuol dire che non hanno voglia di impegnarsi neanche nel minimo ai processi
09:58politici del paese, io credo che una cosa che invece faremmo molto bene a fare è capire
10:03quali iniziative possano aiutare i giovani a iniziare a farsi sentire, cioè in qualche
10:09modo dovremmo portarli a capire che occorre sforzarsi per cambiare le cose, vogliamo restare
10:14un paese pacifista, posto che tanto diciamo formalmente non siamo in guerra, se però vogliamo
10:19restarlo dobbiamo produrre effetti che abbiano una continuità e quindi anche i giovani devono
10:25avere un grande ruolo, quindi in qualche modo dovremmo responsabilizzarci come educatori,
10:29nel senso di sviluppo, di sostegno allo sviluppo dei giovani in modo che si responsabilizzino
10:36anche loro a dire no, l'Italia non ha questo disegno, non ha persone disponibili a questo
10:42tipo di disegno.
10:43Vorremmo sperare che effettivamente sia così, allora Cristiano noi siamo in chiusura ma c'è
10:47un'altra domanda che voglio farti, noi abbiamo parlato fin qui dei giovani e dell'impatto
10:51che può avere un conflitto di tipo internazionale sulla loro psiche, ma parliamo anche un po'
10:57di noi adulti, perché insomma che impatto ha invece su di noi e come siamo in grado
11:02di spiegargli le determinate cose, anche perché tu hai parlato di informazione un po' frammentaria,
11:08quindi noi giochiamo un ruolo fondamentale in questo contesto.
11:12Allora diciamo io mi riferivo più ai social come informazioni frammentarie disorganizzate
11:17nel senso che ti capita.
11:19Quindi noi possiamo fare qualcosa, no?
11:21E noi possiamo fare qualcosa se non ci arrendiamo allo stesso tipo di comunicazione, nel senso
11:27che quanti adulti stanno davanti ai social a scrollare?
11:30Allora questa è una cosa che prende proprio le cognizioni, è rilassante, è un modo di
11:34passare il tempo che piace alle nostre sinapsi, non ci possiamo fare niente, ma possiamo conoscerne
11:40i limiti.
11:41Noi in questo momento spesso siamo vittime dello stesso sistema che imputiamo ai giovani
11:47e quindi forse ecco lo stesso impegno che chiediamo ai ragazzi è lo stesso che dovremmo
11:52metterci noi.
11:53Poi come la stiamo prendendo?
11:54Beh diciamo anche qui millennial, ma diciamo anche le generazioni a cavallo sono quelli
12:00che stanno cominciando a interrogarsi sul ma allora dobbiamo imbracciare il fucile
12:05anche noi, ecco io sono in perfetta età per partire per il fronte, qualora dovesse verificarsi
12:10una vera guerra diciamo dai confini molto spazialmente più estesi e sarebbe assurdo
12:18anche per me e chiaramente noi questi sono dei temi che però cominciamo a porci perché
12:23intanto non c'è chiarezza su che ruolo sta giocando l'Italia, purtroppo questa è una
12:27cosa su cui si mischia molto la politica con la percezione, noi non sappiamo dove andremo
12:33a finire, non sappiamo dove ci porterà questa è la verità, abbiamo la speranza che la vocazione
12:39pacifista dell'Italia possa essere in qualche modo un limite alla trascendenza ecco negativa
12:47della situazione per noi, però in realtà anche noi siamo molto confusi su come andrà gestita
12:53questa situazione, io non sto conoscendo molte persone tranquille, credo che forse ecco tutte
12:59queste immagini abbiano ampliato la preoccupazione e credo che purtroppo in questo momento non
13:05ci sia nessuno, nemmeno al governo che abbia la capacità di ridurre le ansie e di ridurre
13:10le preoccupazioni, diciamo io ovviamente con questo non è che voglia scatenare il panico,
13:17non è questo il tema, tendenzialmente queste sono cose che possono iniziare e finire, certo
13:22bisogna essere consapevoli che così come la Libia o l'Afghanistan o l'Iraq non hanno prodotto
13:27una guerra mondiale, non è detto che questo la produca allo stesso tempo, Hitler non pensava
13:32di provocare una guerra mondiale, gli austriaci non pensavano di provocare una guerra mondiale
13:38nel 14 e poi si sono verificate, quindi probabilmente dobbiamo arrivare a un livello di chiarezza
13:44in cui però possiamo essere attori e quindi in qualche modo forse questo momento se può
13:49avere un risvolto positivo può essere quello di cominciare a creare una massa critica che voglia
13:54prendere le decisioni insieme alle istituzioni.
13:57Quello che effettivamente vorremmo, anche perché ci sono dei principi nella nostra carta
14:03costituzionale che abbiamo fatto così tanta fatica a scrivere, a raggiungere, che sarebbe
14:09davvero assurdo doverli, banalmente dirò una volgarità, buttare nel secchio, quindi effettivamente
14:15servirebbe davvero tanta riflessione.
14:19Scusa se ti interrompo per un ultimo tweet, ma purtroppo abbiamo diciamo infinite pagine
14:25di carta che rappresentano il diritto internazionale che purtroppo non stanno trovando grande applicazione,
14:32quindi diciamo forse è meglio mettersi in prima persona e non affidarsi solo a ciò che
14:36è scritto sulla carta, fondamentale ma dobbiamo essere i custodi di ciò che è scritto e cercare
14:40di come dire portarlo a compimento.
14:42Hai perfettamente ragione, grazie davvero Cristiana per essere stato in nostra compagnia
14:47e aver approfondito in così breve tempo questo tema così importante.
14:51A prestissimo e buon lavoro.
14:54Buon lavoro a voi, grazie e buona giornata.
14:56Grazie ancora, a prestissimo.