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  • 10 ore fa
Stalking, controllo e paranoia: con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi un thriller che mostra come l’amore possa diventare una gabbia invisibile
Trascrizione
00:04Benvenuti a 16 noni, oggi con noi. Matilda De Angelis, Stefano Accorsi e il regista Stefano
00:10Mordini. Il film di cui parleremo oggi è La lezione. Tratto dall'omonimo romanzo di Marco
00:15Franzoso e ambientato in una trieste livida e battuta dalla bora, il film segue la vicenda
00:20di Elisabetta Sferzi, Matilda De Angelis, avvocata che tenta di ricostruire la propria vita dopo un
00:25trauma legato a uno stalking feroce. Vede il proprio equilibrio vacillare con l'entrata in scena di
00:31Angelo Stefano Accorsi. La regia di Mordini esplora i confini tra realtà e paranoia, mettendo in scena
00:37un confronto serrato tra vittima e carnefice. Un'opera che analizza le ferite invisibili dal
00:42passato e la difficoltà di distinguere la verità dal sospetto in un gioco di specchi psicologico
00:47estremamente attuale. La lezione usa i meccanismi del thriller per esplorare le conseguenze a lungo
00:53termine della violenza di genere e del trauma. Quanto è importante oggi che il cinema si faccia
00:58carico di argomenti sociali così rilevanti? Allora inizio io. Sì, credo che il cinema sia
01:06come dire un media importante per poter raccontare qualcosa di noi, come dire soprattutto alla forza
01:13di poter illuminare le ombre e soprattutto dalla possibilità di affrontare i nemici che al cinema
01:20sono enormi. Quindi uscendo da quel contesto in una storia classica restaurativa in cui
01:27l'eroe riesce a superare il nemico, di poter come dire vivere quella situazione e risolverla
01:36senza essere necessariamente parte in causa. Ci aiuta a capire i segni che possiamo trovare
01:43dentro la nostra vita, ce li fa interpretare. Forse siamo pronti ad affrontarli nella vita
01:47reale. Credo che il cinema non debba insegnare, debba fare esperienza, debba far fare esperienza
01:52e una cosa sostanziale, la differenza è che la fai insieme a tante altre persone che non
01:58conosci, ridi insieme a tante persone, piangi insieme a tante persone. È una forma di esperienza
02:05comune senza aver bisogno di necessariamente farla proprio come gruppo ma come persone.
02:12unisce molto. Credo questo.
02:17Si è capito?
02:17Si è capito?
02:18Chiaramente.
02:19Un attimo.
02:19No.
02:21Io anche penso che il cinema, ed è giusto che il cinema tratti certe tematiche facendo il cinema,
02:27nel senso che il cinema è un po' quello che dicevi, ripeto quello che hai detto, nel senso
02:32che non si deve mettere in cattedra, cioè non è che il cinema deve trattare certe tematiche
02:42secondo me per insegnare agli altri a vivere, perché è un tema delicato, però può sicuramente
02:51far vedere delle cose con le tecniche narrative del cinema, come in questo caso si usa uno standard
02:58che è quello del thriller, perché secondo me quella diventa un'esperienza. Poco fa c'è
03:06stato detto che quando il personaggio interpretato da Matilda va nella casa in montagna e credo
03:12che fosse, cioè c'era anche questo aspetto, cioè il cinema in qualche modo ti manipola,
03:20ma lo dico in senso positivo, cioè ti fa provare delle sensazioni facendoti uscire dal
03:25tuo punto di vista. La grande potenza del cinema e dell'arte in generale, che tu ti immedesimi
03:31con qualcosa che non sei abituato a vivere, ed è questa la grande forza del cinema, quindi
03:36è importante che il cinema tratti certe tematiche, però ripeto, non volendo dare una lezione,
03:42ma facendo quello che è il suo specifico.
03:45Matilda, il tuo personaggio Elisabetta porta i segni di uno stalking feroce, qual è stato
03:51il tuo approccio nell'affrontare una tematica così delicata e purtroppo così tristemente
03:56contemporanea per le donne?
03:58Ma parto da un assunto un po' superficiale e anche un po' generico, me ne rendo conto,
04:06però in quanto donna ci sono delle dinamiche intrinseche che secondo me ci legano tutte
04:14quante in un qualche modo. Abbiamo la possibilità e la capacità di empatizzare anche con delle
04:21storie che apparentemente sono molto lontane da noi, ma se andiamo a ricercare in qualcuna
04:29delle nostre relazioni, che può non essere anche solo una relazione sentimentale, ma familiare,
04:35amicale, qualunque tipo di relazione, secondo me riusciamo sempre a trovare quell'elemento
04:43un po' che ci accomuna, in quanto categoria storicamente repressa. E quindi diciamo che
04:50l'empatia che io ho avuto per quel personaggio, per quella storia, senza scendere nei particolari
04:55della mia vita, è stata un'empatia abbastanza innata. E mi è piaciuto molto farmi guidare
05:03da Stefano Mordini in questo senso costante di anche spaisamento. Mi piaceva non essere
05:12al 100% vigile e consapevole di quello che stava accadendo perché era un po' il turbinio
05:19di Elisabetta, no? E mi doveva un po' appartenere. Mi sparavano questo vento addosso con le macchine
05:26del vento tutto il giorno. Ero boule versée. E quindi diciamo questo è stato un approccio
05:33molto istintivo, molto naif. Non è stato un approccio, non so come dire, scolastico, letterato.
05:41È stato un approccio gutturale di pancia, ecco.
05:45Stefano, Angelo è una figura complessa ed enigmatica. Come è stato interpretare un personaggio
05:50che si muove costantemente su una linea d'ombra dove il pubblico non sa mai se fidarsi
05:56o meno di lui?
05:57Penso che sia stato uno degli elementi che ho trovato più affascinante e che abbiamo cercato
06:02di alimentare durante tutto il film. Nel senso, è proprio la pericolosità di un certo tipo
06:10di individui, no? Che non lo capisci mai bene se sei tu o se sono loro. C'è qualcosa
06:16che non ti torna. E renderlo troppo manicheo, troppo, a un certo punto, che si svela come
06:23lì grande... ecco, dico delle cose che poi tra l'altro non posso neanche dire, però lo
06:29trovavamo poco interessante, nel senso che purtroppo è più complessa di così. Per quello
06:35poi succedono spesso dei casi che dall'esterno uno dice, eh vabbè, ma perché non hai fatto?
06:40Eh perché non hai fatto? Perché le cose sono molto... ma noi stessi, alle volte, quando
06:45vediamo un film o una situazione che ci può riguardare, diciamo, eh vabbè, ma quello...
06:51E poi noi stessi, se andiamo a vedere nella nostra vita, non parlo adesso di queste situazioni
06:56manipolatorie, ma di tante fragilità umane che possiamo avere, le ritroviamo anche nella
07:01nostra vita. Quindi ci piaceva proprio l'idea di raccontarlo in modo autentico, perché ci
07:08si rende conto di quanto può essere difficile sottrarsi.
07:10Stefano, per quanto riguarda lo stile della regia, hai usato spesso primi piani molto stretti,
07:16soprattutto da un certo punto in poi. Ogni battito di ciglia o contrazione muscolare
07:21comunica qualcosa. Perché hai scelto di usare spesso questa tecnica?
07:25Ma guarda, il film ha una logica, come dire, del linguaggio molto chiara. Se guardi all'inizio
07:31questo, partiamo molto con Campi Lurghi, molto distante, per poi una volta entro casa
07:38in una sorta di camp e spiel, ci avviciniamo sempre più alla questione e il finale chiude
07:42sui primi piani. C'è proprio un rapporto fra le distanze rispetto al contenuto.
07:47Grazie mille.

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