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  • 3 hours ago
A margine della conferenza “Tutta un’altra Europa” organizzata dalla delegazione del Pd al Parlamento Europeo, Sandro Ruotolo, protagonista della tavola rotonda dedicata alla protezione dei minori online, ha spiegato che l’iniziativa è costruita come tavoli di confronto tra eurodeputati ed esperti, per portare avanti un dialogo continuo con realtà sociali e associative. Sul tema, ha sottolineato che nell’“era del digitale” la tutela dei minori sta diventando sempre più centrale: “l’80% dei giovani sta su internet” e cresce il rischio di dipendenza. Tra i passaggi principali, Ruotolo ha evidenziato la necessità di creare un ambiente digitale più sicuro e compatibile con i ragazzi, distinguendo tra approccio solo repressivo e interventi di prevenzione: “non la vedrei solo in chiave repressiva, internet sono anche opportunità”. Ha quindi richiamato l’esigenza di definire soglie d’età e anche tempi di permanenza, indicando che queste scelte devono essere costruite con il contributo di psicologi, e non lasciate solo alla famiglia o alla politica. Ruotolo ha inoltre insistito su misure come alfabetizzazione digitale e collaborazione con famiglie e scuola, chiedendo che Europa e Stati rendano le piattaforme realmente compatibili con i minori. Ha ribadito che, se necessario, il divieto può esserci, ma “prima del divieto ci sono tante altre cose da fare”, ricordando anche che non è lo stesso un ragazzo di 17 anni e uno di 13.

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Transcript
00:00Se c'è da fare, c'è da fare il divieto, ma prima del divieto c'è tante altre cose
00:06da fare
00:06e allora un'alfabetizzazione digitale, costruire dei rapporti con le famiglie, la scuola, non solo la scuola
00:17e soprattutto, ecco qui c'è l'Europa ma anche gli stati, devono rendere compatibili con i minori le piattaforme.
00:26Cioè noi abbiamo piattaforme, in America c'è un processo in questi giorni a Zuckerberg
00:32e sulla dipendenza, cioè si creano e quindi c'è il guadagno illecito, l'acquisto, quindi la pubblicità, eccetera.
00:42Quindi dobbiamo da questo punto di vista proteggere i minori, non c'è ombra di dubbio.
00:49Una cosa è il ragazzo di 17 anni, una cosa è il ragazzino di 13.
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