00:17Walter Tubaggi e Maria Grazia Couturi, uccisi perché facevano il loro lavoro qui al Corriere
00:23della Sera. Nel 1965 Walter Tubaggi ha solo 18 anni e frequente liceo Parini, liceo classico qui a
00:30Milano, scrive sul giornale che si chiama La Zanzara e c'è un articolo straordinario suo in cui si chiede
00:38ma i pariniani hanno una coscienza civica? Perché? Perché Tubaggi si lamenta vedendo che i suoi
00:46colleghi e i suoi colleghi leggono pochissimo i giornali. È come se la sua carriera di cronista,
00:52di reporter, cominciasse già da liceale a 18 anni e poi entra ad avvenire quando è praticamente un
00:59ragazzino e poi l'approdo al Corriere della Sera. I colleghi notano subito questa sua straordinaria
01:05caratteristica. Walter studia, studia, studia, studia per conoscere e poi per raccontare. Piano piano
01:12Tubaggi diventa una delle firme di punta del Corriere della Sera, è trentenne e quindi ci racconta la
01:21signora che prepara i panettoni e che ha perso il lavoro, ci racconta la pancia del paese dal
01:27profondo nord, da Pizzighettone, provincia di Cremona e poi comincia a occuparsi di terrorismo
01:32interno. Diventa il più grande esperto di terrorismo del nostro paese e quindi quando a
01:39gennaio viene ucciso il giudice Emilio Alessandrini, Tubaggi è lì a raccontare quello che è successo,
01:44usa questa straordinaria frase, il partito della morte, non solo, ma nella morte di Alessandrini
01:51l'uccisione di un riformista vede esattamente quello che è l'obiettivo dei terroristi, uccidere
01:57persone che vogliono le riforme in questo paese, che rappresentano la terra di mezzo e il non
02:03estremismo, è quasi una profezia su se stesso. Lo stesso Tubaggi il 28 marzo del 1980 andrà a Genova
02:11a raccontare l'uccisione da parte dei carabinieri di quattro terroristi, è il famoso momento di
02:17Via Fracchia e Tubaggi scrive che la colonna brigatista non è invincibile, quindi comincia
02:25a vedere le prime crepe nel terrorismo rosso italiano. Non solo, il 20 aprile sempre del 1980
02:33scrive il suo articolo più famoso, più tragicamente famoso, perché scrive Walter Tubaggi in prima
02:40pagina scoperta della sera, non sono samurai invincibili, l'Italia ce la farà. Ecco, questo
02:48forse è il segno della sua condanna a morte, perché il 28 maggio del 1980, la mattina in via
02:55Salaino, sotto casa, Tubaggi viene ucciso dai terroristi dalla brigata 28 marzo che era nata
03:03proprio dopo Via Fracchia a Genova. Quella mattina è terribile, a Milano c'è freddo, c'è
03:10pioggia, un lenzuolo bianco copre il corpo di Tubaggi, il papà Ulderico piange, quel lenzuolo
03:17diventa intriso di lacrime e pioggia. Tubaggi lascia, ha solo 33 anni ed era già Walter Tubaggi,
03:24lascia la moglie Stella, due bimbi piccoli, Luca e Benedetta. Accorrono tutti i giornalisti
03:31del Corriere perché qui in Sala Albertini aveva fatto irruzione il collega Fabio Mantica
03:36a dire hanno sparato a Tubaggi e tutti vanno lì sul posto. Tubaggi lascerà un'eredità
03:44straordinaria naturalmente al Corriere della Sera. Ecco, è Maria Grazia Cuturi. Maria Grazia
03:52Cuturi è una collega, una nostra amica, perché abbiamo fatto in tempo a conoscerla, a frequentarla,
03:58volerle bene. Maria Grazia arriva giovanissima dalla Sicilia con la passione per questo mestiere.
04:05Lei vuole andare in giro e raccontare, scrive dei meravigliosi reportage per epoca, approda
04:10qui in Via Solferino e ricomincia un po' a lavorare in redazione, un po' ad andare in giro,
04:16che era il suo grande obiettivo, e a raccontare tutte le zone di crisi, di guerra del mondo.
04:22E poi, e poi, c'è il momento. Il momento è l'11 settembre del 2001, l'attacco alle Torri
04:29Gemelle,
04:30l'America fa guerra all'Afghanistan per andare a scovare Bin Laden e i terroristi di Al-Qaeda.
04:36Maria Grazia chiede di andare in Afghanistan a raccontare il conflitto, che in quel momento
04:40è la zona più importante del mondo. E la redazione e la direzione del Corriere mandano
04:46Maria Grazia Futuri in Afghanistan, e lì Maria Grazia comincia a scrivere dei pezzi straordinari.
04:53L'ultimo esce proprio, quella mattina terribile del 19 novembre del 2001, quando Maria Grazia
05:01scopre, insieme ad alcuni colleghi, una base in cui si produceva il gas sarin.
05:08E quindi, come dire, un gas nervino, un'arma chimica capace di uccidere al solo contatto
05:13con la pelle, è stata trovata dal Corriere della Sera in uno dei più grandi campi di Osama Bin Laden,
05:19qui in Afghanistan. Ma quello stesso giorno esce il pezzo di Maria Grazia, e Maria Grazia
05:25con tre colleghi stranieri viene bloccata in un agguato dai talebani e viene uccisa.
05:33E il Corriere della Sera dirà, racconterà la sua storia, la sua vita, scriveremo in prima
05:41pagina, il fiore della passione, per ricordare proprio questa sua grande passione.
05:47E Toremo, quando cominciano a chiedere, ma perché un inviato di guerra deve andare in
05:53giro, rischiare la vita, scrive, una volta fatta questa scelta di essere inviato di guerra,
05:59non puoi più tornare indietro, hai il dovere della testimonianza diretta, devi essere sul
06:04posto, guardare le cose da vicino, il più vicino possibile. E poi Barbara Stefanelli,
06:12che ha conosciuto benissimo Maria Grazia, era sua amica, avrebbe scritto, niente e nessuno,
06:18ha spento il furore che ti portavi dentro e che hai lasciato qui intatto. Ecco, combattenti
06:25della normalità del dovere, soldati civili, come ha scritto Ferruccio De Bortoli, oggi
06:31qui al Corriere della Sera abbiamo le targhe in sala Albertini, che ricordano i nostri colleghi,
06:37abbiamo i busti proprio all'ingresso qui di via Solferino 28 e poi due fotografie che
06:45li ritraggono mentre sono a lavoro. Maria Grazia in redazione, Walter Tobagi ha la sua macchina
06:51per scrivere, i due colleghi ci hanno raccontato la verità. In questo momento in cui, in quest'epoca,
06:57in cui stiamo perdendo il confine fra il vero e il falso, la loro lezione, il loro modello,
07:03sono sempre, ogni giorno, qui con noi.
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