00:18Corriere della sera, corriere della sera, corriere della sera. Immaginiamoci la sera del 5 marzo
00:261876, gli strilloni, ma tanti strilloni, in piazza Scala e sotto la galleria a Milano. Che cosa è
00:33successo? C'è un neonato, un quotidiano, che si chiama Corriere della sera e che ha due date di
00:41battesimo. Il 5 perché è la domenica del 5 marzo, tardo pomeriggio, e il 6 marzo perché sarebbe
00:48rimasto in giro per Milano anche l'indomani. Un nome bizzarro, Corriere della sera, che attrae,
00:54e cottura subito l'attenzione delle milanesi e dei milanesi che si stanno gustando l'ultimo
00:59caffè perché il carnevale ambrosiano è appena finito, è la prima domenica di quaresima appunto.
01:06L'indomani bisogna riprendere a lavorare. Chi è il fondatore di questo giornale con un nome così
01:12stravagante? Si chiama Eugenio Torelli Violier e nel primo editoriale di questo primo numero dice
01:18già tutto con un attacco fulminante. Pubblico. Vogliamo parlarti chiaro. Pensate, questo signore
01:26che nel 1876 si rivolge direttamente alle sue lettrici e ai suoi lettori. Pubblico. E poi
01:33vogliamo, perché il giornale vuole essere protagonista, parlarti chiaro. Come dirà in
01:39questo editoriale famosissimo da Scuola di giornalismo, l'informazione deve essere basata
01:44sui fatti e sulla chiarezza. Che idea straordinaria. Il giornale ha subito successo
01:51perché va praticamente a ruba. 5 centesimi per una copia ma se ne vendono subito 15.000
01:58tutto esaurito per un incasso di 750 lire. Non solo. C'è la coda sotto la galleria, prima
02:05sede del Corriere. Due sansette, tre redattori per abbonarsi. Pronti via, 500 abbonati. È un momento
02:13molto particolare per Milano perché è la finestra dell'innovazione. Siamo a metà
02:19ottocento, verso la fine del secolo. È appena nato il Politecnico. È stata inaugurata la
02:26prima tramvia a cavalli che da Milano arriva a Monza e viceversa. Sta per essere aperta la
02:33prima centrale elettrica d'Europa in via Santa Radegonda. Di lì a poco un signore davvero
02:38stravagante Enrico Forlanini farà volare uno strano, strano apparecchio con due eliche.
02:44Insomma, sta nascendo l'aviazione. E poi tutto pronto per la prima telefonata della storia
02:49italiana tra il sindaco di Milano e il sindaco di Varese. C'è una borghesia che preme per
02:54emergere, per avere una voce. Torelli Violier lo sa e vuole interpretare la coscienza di questa
03:01borghesia emergente. Lui è un giovane brillante napoletano che ha fatto fortuna a Napoli nel
03:09senso che è riuscito a convincere niente di meno che Alexandre Dumas, il grandissimo scrittore che ci
03:17aveva già regalato i tre moschettieri e il conte di Ponte Cristo, l'ha convinto ad assumerlo come
03:23traduttore e come assistente. Perché colpisce la fantasia di Dumas? Perché Torelli Violier nelle
03:29sue mille vite aveva anche fatto il Garibaldino e Dumas amava l'epopea di Giuseppe Garibaldi.
03:35Questa è la prima esperienza, va a fare anche un celebre soggiorno a Parigi dove cerca di capire
03:41qual è l'umore dei giornali francesi dell'epoca, impara tantissimo e a quel punto Torelli Violier è
03:47pronto a sbarcare a Milano per inseguire il suo grande sogno, fondare un quotidiano in una città che
03:54già ha otto quotidiane e appena 300 mila abitanti, ma lui in quel momento politico interessantissimo
04:01per l'Italia, che è divisa, lacerata tra destra e sinistra, come tante volte nella sua storia, cerca
04:07di immaginare un giornale che racconti i fatti senza prendere posizione. Come scrive in questo
04:14editoriale straordinario, ai giornali dello scandalo e della calumnia sostituiamo i giornali della
04:20discussione pacata ed arguta, della verità fedelmente esposta, degli studi geniali, delle
04:26grazie decenti. Rialziamo i cuori elementi, non ci accasciamo in una inerte sonnolenza, manteniamoci
04:34svegli col pungolo dell'emulazione. È un passaggio straordinario. Quando Torelli Violier lascerà la sua
04:42prima direzione, perché poi torna altre due volte, è del 1891, scriverà un editoriale di addio, di
04:50presunto addio, in cui dice che il quotidiano deve essere cultore del vero. Pensate all'espressione
04:55magnifica che ci riguarda ancora oggi. Poi, nel 1900 esatto, Torelli Violier morirà e sembra
05:05incredibile che muoia esattamente nel 1900. Come a dire che quest'uomo straordinario che ha raccontato
05:13l'Ottocento e l'ha capito profondamente e poi ha anticipato il Novecento, muore proprio all'inizio del
05:21secolo nuovo.
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