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00:00:04Buongiorno a tutti, saluto il Presidente della Regione Alberto Stefani e attraverso lui tutti
00:00:15i cittadini veneti. Saluto le altre autorità presenti, un saluto al Sindaco Luigi Brugnaro
00:00:23che ringrazio per averci ospitato in questo bellissimo palazzo. Un saluto a tutti i presenti.
00:00:33Saluto ovviamente il Presidente Mosho e un ringraziamento all'Asium Forex per l'invito.
00:00:41Ringrazio Banca IFIS e il Presidente Fustenberg Fassio per l'ospitalità.
00:00:49Oggi siamo ovviamente in una città speciale, non solo perché Venezia, non svelo nulla,
00:00:58è una delle città più belle del mondo, uno dei simboli culturali riconosciuti a livello mondiale,
00:01:08ma anche perché, data la natura di questo incontro, Venezia è uno dei luoghi fondativi della storia
00:01:16della finanza italiana, europea e quindi del mondo, perché c'eravamo soltanto noi qualche secolo fa
00:01:24nel campo finanziario. Qui a Venezia, otto secoli fa, esisteva già un sistema dei pagamenti
00:01:32che regolava le transazioni senza moneta, ma con il trasferimento dei fondi tra depositi.
00:01:39La cosa che è arrivata secoli dopo altrove. Venezia, insieme ad altre importanti città italiane,
00:01:48Genova, Firenze, Napoli, è di fatto la patria della finanza moderna.
00:01:55Sempre qui a Venezia, e questo lo dico perché riguarda anche un po' la Banca d'Italia,
00:02:00nel 1500 nacque il Banco di Rialto, che nacque come una istituzione privata, nel tempo divenne
00:02:09una banca pubblica e i suoi depositi, le sue passività, divennero mezzi di pagamento
00:02:16con corso legale. Quindi c'è la preistoria delle banche centrali. Quindi questo è non soltanto
00:02:25un posto bellissimo, una sede bellissima, una città bellissima, ma anche un posto adatto
00:02:31per un convegno di carattere bancario e finanziario.
00:02:37Nel 2025 la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti
00:02:45tensioni geopolitiche e commerciali. Il PIL mondiale è aumentato del 3,3%, mezzo punto
00:02:52oltre le previsioni formulate un anno fa. A sostenere l'attività produttiva ha contribuito
00:03:00innanzitutto il dinamismo dei settori legati all'intelligenza artificiale, in particolare
00:03:08la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto.
00:03:16di questa spinta stanno beneficiando con particolare intensità gli Stati Uniti, che dalla scorsa
00:03:23primavera registrano una crescita media del PIL del 3,2% sulla base del dato pubblicato
00:03:30ieri. Il dato pubblicato ieri risente ovviamente dello shutdown, del lungo shutdown dell'amministrazione
00:03:37pubblica statunitense, altrimenti sarebbe stato più elevato. Quindi l'economia americana
00:03:43sta crescendo a ritmi sostenuti. L'espansione dell'economia americana è sostenuta anche
00:03:50dalla vivace dinamica dei consumi delle famiglie, a sua volta stimolata dai rialzi dei corsi
00:03:56azionari attraverso effetti ricchezza. L'attività globale ha inoltre tratto impulso, non senza
00:04:04sorpresa, dal rapido e persistente aumento del commercio internazionale. In Cina la capacità
00:04:12delle imprese esportatrici di riorientare l'eccesso di produzione manifatturiera verso
00:04:18altri mercati, in risposta alle barriere commerciali statunitensi, ha consentito di conseguire l'obiettivo
00:04:25governativo di crescita del 5%. Tale risultato è stato favorito dalla riduzione dei prezzi
00:04:34all'esportazione e dal maggiore contenuto tecnologico dei beni venduti all'estero. È
00:04:40una strategia che si è rivelata efficace nel breve periodo, ma difficile da sostenere nel
00:04:46tempo, poiché in assenza di un rafforzamento dei consumi tende ad alimentare pressioni
00:04:53deflazionistiche. L'inflazione in Cina uscilla intorno allo zero.
00:04:59Il ciclo economico globale ha infine tratto alimento dall'allentamento delle condizioni
00:05:06monetarie nelle principali economie avanzate. Nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nell'area
00:05:14dell'euro i tassi di interesse sono diminuiti rispettivamente di 150, 175 e 200 punti base
00:05:22rispetto al picco. Per il 2026 il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita mondiale
00:05:30stabile al 3,3%, con rischi al ribasso legati a una possibile correzione dei mercati finanziari
00:05:38e a un ulteriore deterioramento del clima geopolitico. Negli Stati Uniti la crescita sarebbe ancora
00:05:46sostenuta dallo sviluppo del settore tecnologico. L'inflazione rimarrebbe nel complesso contenuta,
00:05:54pur con dinamiche differenziate tra le principali economie.
00:06:01Anche l'economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un'inflazione
00:06:08tornata sotto controllo, pur restando esposta agli shock esterni.
00:06:13La dinamica del PIL, intorno all'1,5%, è stata sostenuta dal recupero dei reddi reali e dal
00:06:23graduale allentamento delle condizioni monetarie. Questo miglioramento non è stato tuttavia
00:06:30sufficiente a ridare vigore ai consumi, ancora frenati dall'incertezza globale e dal desiderio
00:06:37delle famiglie di ricostituire il valore reale della ricchezza eroso dallo shock inflazionistico
00:06:43degli anni scorsi. Un contributo crescente viene invece dagli investimenti, soprattutto in beni
00:06:51intangibili. Le imprese più grandi e tecnologicamente più avanzate segnalano un aumento della spesa in
00:06:59intelligenza artificiale e servizi cloud. Sono sviluppi incoraggianti. Nel complesso, tuttavia,
00:07:08l'impatto sull'economia resta più contenuto rispetto agli Stati Uniti.
00:07:13La debolezza dell'attività industriale è accentuata dalla concorrenza cinese, ormai
00:07:20estesa ai comparti a maggiore contenuto tecnologico. In Germania, i segnali di ripresa, connessi
00:07:28anche con un orientamento di bilancio più espansivo, rimangono circoscritti a pochi settori.
00:07:38L'inflazione è scesa all'1,7% in gennaio. Secondo le proiezioni dell'aerosistema, dovrebbe
00:07:46stabilizzarsi attorno al 2% nel medio termine, dopo una fase in cui rimarrebbe leggermente
00:07:53al di sotto dell'obiettivo. La Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi ufficiali
00:08:00dallo scorso giugno e i mercati non si attendono variazioni nel 2026.
00:08:07I rischi inflazionistici sono significativi in entrambe le direzioni.
00:08:13Da un lato, i mercati energetici rimangono esposti alle tensioni geopolitiche.
00:08:19Un rincaro persistente delle materie prime o un'ulteriore frammentazione delle filiere
00:08:24produttive globali, con conseguente aumento dei costi dei beni intermedi, potrebbe essere
00:08:30alimentare pressioni al rialzo sull'inflazione.
00:08:35Dall'altro lato, un ulteriore apprezzamento dell'euro, una forte correzione dei mercati
00:08:42finanziari o un irrigidimento nelle condizioni di offerta di credito potrebbero mantenere
00:08:48la dinamica dei prezzi al di sotto dell'obiettivo per un periodo prolungato.
00:08:55Il calo dell'inflazione osservato a inizio anno, leggermente accentuato rispetto alle
00:09:01attese, non modifica significativamente la valutazione di medio termine, ma segnala alcuni
00:09:08elementi da monitorare con attenzione.
00:09:13Il principale riguarda l'evoluzione delle importazioni dalla Cina, che dall'inizio del
00:09:202024, quindi da quando divenne chiaro che si andava verso un regime commerciale più competitivo,
00:09:31hanno registrato un aumento dei volumi del 27% e un calo dei prezzi dell'8%.
00:09:40L'impatto disinflazionistico per ora resta contenuto, ma è già visibile.
00:09:45I prezzi dei beni più esposti alla concorrenza cinese decelerano infatti più rapidamente
00:09:49degli altri e potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi.
00:09:55In presenza di rischi di segno opposto, la politica monetaria deve mantenere un approccio
00:10:01flessibile, ancorato alle prospettive di medio termine e fondato su una valutazione complessiva
00:10:08dei dati e delle implicazioni per inflazione e crescita.
00:10:14Le proiezioni di marzo offriranno al Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ulteriori
00:10:21elementi per orientare le decisioni nei prossimi mesi.
00:10:26Veniamo all'argomento del giorno.
00:10:29Il commercio globale.
00:10:32Nonostante l'introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4%,
00:10:40un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese.
00:10:47Vi hanno contribuito l'applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati
00:10:53e l'assenza di ritursioni generalizzate, che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale.
00:11:00Oltre la metà dell'espansione è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all'intelligenza
00:11:07artificiale.
00:11:09Negli Stati Uniti il disavanzo nel commercio di beni in rapporto al PIL è rimasto sostanzialmente
00:11:17invariato, in presenza di fattori che hanno continuato a sostenere la dinamica delle importazioni.
00:11:26In base alle stime sin qui disponibili, l'onere dei dazi sarebbe finora ricaduto soprattutto
00:11:33sull'economia statunitense.
00:11:36Gli esportatori stranieri ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10%.
00:11:43In una prima fase, l'impatto è stato assorbito dai margini di profitto delle imprese americane.
00:11:50Successivamente è stato trasferito in parte ai consumatori finali, che oggi ne sopporterebbero
00:11:57circa la metà.
00:11:58Nel complesso, i dazi avrebbero contribuito per più di mezzo punto percentuale all'inflazione,
00:12:04che rimane superiore all'obiettivo della Federal Reserve.
00:12:09L'elemento che emerge con maggiore chiarezza è la profonda ricomposizione geografica dei
00:12:15flussi commerciali.
00:12:19Le importazioni statunitensi dalla Cina sono state le più colpite dai dazi, con una contrazione
00:12:25superiore al 25%.
00:12:29Parallelamente, sono aumentate le importazioni degli Stati Uniti da paesi terzi come Messico,
00:12:35Vietnam e Taiwan, così come le esportazioni cinesi verso alcune di queste economie.
00:12:43La triangolazione degli scambi attraverso paesi con regimi doganali più favorevoli suggerisce
00:12:50che il disaccoppiamento effettivo tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere inferiore a quanto
00:12:56suggerito dal calo dei flussi bilaterali.
00:13:02Allo stesso tempo, la Cina ha rafforzato la propria presenza su mercati alternativi, in
00:13:09Africa, nel sud-est asiatico, in America Latina e, come abbiamo visto, in Europa, conseguendo
00:13:15nel 2025 un avanzo commerciale elevato.
00:13:19Nel complesso, la ricomposizione geografica degli scambi ha attenuato l'impatto delle misure
00:13:26doganali sui volumi commerciali.
00:13:29Ciò non significa che i dazi siano privi di costi.
00:13:34Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globale del valore, con effetti sui
00:13:39costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi.
00:13:47Gli oneri si sono distribuiti tra più paesi, inclusa la Cina, le cui imprese hanno dovuto
00:13:53ridurre i prezzi di vendita per ampliare l'accesso a mercati alternativi.
00:14:01La tendenza alla frammentazione commerciale è in atto da anni.
00:14:07Già nel 2024 l'economia globale appariva organizzata in blocchi di paesi, occidentali,
00:14:13orientali e non allegnati, con scambi più intensi all'interno dei singoli gruppi e più
00:14:20contenuti, tra gruppi diversi.
00:14:23Gli sviluppi del 2025 segnano, tuttavia, una drastica accelerazione della frammentazione,
00:14:32che ha portato l'incertezza sulle politiche commerciali ai massimi storici.
00:14:39Sebbene le misure doganali statunitensi abbiano coinvolto anche paesi tradizionalmente
00:14:45alleati, la configurazione degli scambi per blocchi non si è dissolta.
00:14:51I dazi medi applicati ai paesi del blocco occidentale restano inferiori a quelli imposti
00:14:57al blocco orientale e ai paesi non allineati.
00:15:03Nonostante l'attuale instabilità, è difficile ipotizzare una rottura dei legami economici
00:15:09tra gli Stati Uniti e i loro alleati storici.
00:15:13Il peso relativamente contenuto dell'economia americana sul commercio mondiale, poco più
00:15:19del 10%, non ne esaurisce l'importanza sistemica.
00:15:24Gli Stati Uniti mantengono una posizione dominante in ambiti cruciali come la tecnologia,
00:15:29la capacità militare e la finanza internazionale.
00:15:33Per molti paesi un distacco dall'ecosistema statunitense è di fatto impraticabile.
00:15:42Al tempo stesso, una lacerazione dei legami con i tradizionali alleati sarebbe onerosa
00:15:49anche per gli stessi Stati Uniti.
00:15:51L'Europa assorbe un quinto delle esportazioni americane di beni e il 40% di quelle di servizi
00:15:58genera un terzo dei profitti esteri delle multinazionali statunitensi e detiene un ammontare
00:16:04cospicuo di titoli pubblici americani.
00:16:09Anche una rottura dei rapporti commerciali tra i diversi blocchi avrebbe costi rilevanti.
00:16:16Comprometterebbe il funzionamento delle filiere produttive globali che attraversano più aree
00:16:21geografiche e sostengono investimenti strategici.
00:16:25Tra questi rientrano le infrastrutture legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale,
00:16:31dipendenti da materiali critici prodotti in larga misura in Cina.
00:16:37Per l'Europa, e ancor più per l'Italia, è irrealistico immaginare di raggiungere l'autosufficienza
00:16:44nel breve periodo.
00:16:48Oltre 200 prodotti, pari a un decimo delle importazioni dell'Unione e concentrati in settori sensibili,
00:16:56sono classificati dalla Commissione europea come critici, in quanto la loro disponibilità
00:17:02dipende in misura rilevante dall'estero.
00:17:06In questo contesto stanno cambiando i criteri che guidano le decisioni economiche di governi
00:17:12e imprese. Alle tradizionali logiche di efficienza si affiancano in misura crescente
00:17:19considerazioni geopolitiche e strategiche.
00:17:24Ne deriva un'economia globale più conflittuale e frammentata, nella quale gli ostacoli alla
00:17:29circolazione di beni, capitali e investimenti limitano la diffusione di competenze e tecnologie,
00:17:36comprimendo produttività e crescita potenziale.
00:17:42Un ritorno all'assetto precedente non è realistico.
00:17:48Il commercio internazionale va ripensato alla luce di questa nuova realtà, salvaguardando
00:17:54i principi dell'integrazione e riconoscendo che sicurezza e geopolitica sono, ormai, componenti
00:18:02essenziali delle scelte economiche. Occorre rafforzare i legami commerciali bilaterali e
00:18:09plurilaterali con i Paesi che continuano a riconoscere i vantaggi di relazioni fondate
00:18:14su regole condivise.
00:18:19Questa strategia è già in corso. In Europa quasi la metà dell'interscambio avviene nell'ambito
00:18:27di accordi preferenziali. La quota è destinata ad aumentare con l'accordo in fase di ratifica
00:18:33con il Mercosur, con quello recentemente concluso con l'India e con quelli attualmente in fase
00:18:41di negoziazione. Orientamenti analoghi emergono nelle altre principali economie. Il mondo si
00:18:49sta riorganizzando ai dazi statunitensi, ma arrendersi alla frammentazione sarebbe un
00:18:57errore. Il sistema multilaterale, pur imperfetto e talora squilibrato, ha garantito per decenni
00:19:07un'espansione senza precedenti degli scambi, della crescita e del benessere globale. Fu costruito
00:19:16con lungimiranza sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, in un'epoca segnata da distruzioni
00:19:24materiali, fratture politiche e livelli di povertà e instabilità incomparabilmente superiori
00:19:31a quelli odierni. In quelle condizioni prese forma un insieme di regole condivise, capace
00:19:39di sostenere la ricostruzione, promuovere la cooperazione e accompagnare una lunga fase
00:19:46di sviluppo. Oggi il mondo è strettamente interdipendente. Nessun Paese può prosperare
00:19:56a lungo isolandosi. Tutti, incluse le economie di maggiore peso sistemico, hanno interesse a
00:20:04rinnovare quel quadro di regole adattandolo alla nuova realtà. Riuscirvi richiede rispetto
00:20:12reciproco, visione politica e la capacità di guardare oltre il breve periodo.
00:20:25La scorsa primavera l'annuncio dei dazi statunitensi ha innescato forti tensioni a livello globale.
00:20:35Il dollaro si è depreciato in misura significativa, fino all'8% nei confronti dell'euro tra aprile
00:20:42e maggio, con un'evoluzione atipica rispetto alle precedenti fasi di incertezza. Anche i titoli
00:20:50pubblici statunitensi hanno registrato un calo delle quotazioni, anch'esso inconsueto nel confronto
00:20:57storico. Questi movimenti hanno ridotto i tradizionali benefici di diversificazione offerti
00:21:05dal dollaro nei momenti di instabilità. Tale dinamica, unita alla maggiore volatilità del
00:21:13cambio, ha spinto gli investitori globali a rafforzare le coperture contro ulteriori
00:21:19depreciamenti della valuta americana, amplificandone le pressioni al ribasso. Le correzioni dei corsi
00:21:28azionari sono state ampie e si sono propagate su scala globale. Le tensioni si sono tuttavia
00:21:36rivelate di breve durata. Nella seconda metà del 2025 i corsi azionari sono tornati a crescere,
00:21:45raggiungendo nuovi massimi e consentendo agli investitori di recuperare rapidamente le
00:21:51attide subite. La volatilità è tornata su livelli contenuti sia nei mercati azionari sia in quelli
00:21:59obbligazionari. Questi sviluppi si inseriscono in una fase prolungata di apprezzamento delle attività
00:22:08più rischiose. Dall'inizio del 2023 i corsi azionari sono fortemente aumentati in tutti i principali
00:22:17mercati. Negli Stati Uniti i premi per il rischio sono scesi su livelli particolarmente contenuti.
00:22:26In parallelo nel comparto obbligazionario si è osservata una netta compressione degli spread
00:22:32sui titoli con basso merito di credito. Anche il prezzo del bitcoin, uno strumento largamente o
00:22:43interamente utilizzato a fini speculativi, ha raggiunto in autunno il massimo storico,
00:22:49in linea con il contesto di alta propensione al rischio. Questo clima di ottimismo contrasta
00:22:57con l'elevata incertezza dello scenario globale. Si osserva una crescente divergenza tra l'andamento
00:23:04dei mercati azionari e obbligazionari privati, da un lato, e quello dei titoli sovrani, dall'altro
00:23:11lato. In diversi Paesi i rendimenti a lungo termine sui titoli governativi riflettono una
00:23:18maggiore attenzione degli investitori alle prospettive delle finanze pubbliche e ai rischi
00:23:23geopolitici. Negli Stati Uniti a questi fattori si aggiungono i timori di un possibile indebolimento
00:23:32dell'indipendenza della Federal Reserve, attenuati dalla recente nomina del nuovo Presidente.
00:23:41I premi per il rischio sulle scadenze più lunghe sono aumentati in misura significativa,
00:23:47compensando il calo dei tassi di politica monetaria e accentuando la pendenza della curva
00:23:52dei rendimenti. In Giappone l'aspettativa di uno stimolo fiscale più ampio di quanto
00:24:01inizialmente previsto, insieme alla prospettiva di normalizzazione della politica monetaria,
00:24:08ha spinto i rendimenti dei titoli sovrani a lungo termine su livelli che non si osservavano
00:24:14da decenni. Alla luce di queste dinamiche non si può escludere che i rischi siano
00:24:22solo parzialmente incorporati nelle valutazioni correnti. L'attenzione si concentra soprattutto
00:24:30sulla borsa statunitense e, al suo interno, sul comparto tecnologico, dove dall'inizio del 2023
00:24:40l'apprezzamento è stato il doppio rispetto all'intero mercato. Le valutazioni più elevate
00:24:48si osservano nel settore dell'intelligenza artificiale. La rapida crescita degli utili
00:24:54ha alimentato aspettative molto favorevoli sulla redditività futura, contribuendo al forte rialzo
00:25:01dei corsi. Questo andamento si fonda su elementi di forza concreti. Molte imprese del settore presentano
00:25:10bilanci solidi, ampie riserve di liquidità e posizioni competitive consolidate. Al tempo stesso,
00:25:18le prospettive restano circondate da significative incertezze. I guadagni di produttività associati
00:25:25all'intelligenza artificiale non sono ancora pienamente quantificabili, né è chiaro come si
00:25:32distribuiranno nell'economia. Inoltre, a fronte di investimenti cospicui, molto cospicui, nel breve
00:25:40periodo, i ricavi sono in larga parte rinviati nel tempo. Infine, una intensificazione della concorrenza
00:25:49potrebbe comprimere i margini e mettere in discussione il vantaggio competitivo di imprese
00:25:55oggi dominanti. Le preoccupazioni per le possibili correzioni dei prezzi delle attività
00:26:13finanziarie si riflettono nella crescente domanda di beni rifugio, che ha spinto l'oro e altri metalli
00:26:20preziosi su valori storicamente molto elevati, massimi storici. L'interesse per l'oro, tipico
00:26:30delle fasi di incertezza e sostenuto anche dagli acquisti delle banche centrali, è oggi alimentato
00:26:36in misura crescente dai risparmiatori mediante strumenti finanziari indicizzate al metallo prezioso,
00:26:42gli ETF per gli esperti. In molti casi si tratta di comportamenti che inseguono i rialzi per timore
00:26:53di perdere ulteriori guadagni, una dinamica intinsegamente speculativa e volatile. Nelle ultime
00:27:02settimane sono emersi segnali di cautela. Il bitcoin ha perso il 45% dal picco di ottobre. L'oro,
00:27:15dopo il massimo storico di fine gennaio, ha subito una brusca correzione ed è ora caratterizzato da
00:27:22molta volatilità. Negli Stati Uniti i corsi azionari hanno registrato flessioni concentrate
00:27:31soprattutto nel comparto tecnologico, in parte connesse con la diffusione di risultati di bilancio
00:27:37inferiori alle attese. Il costo delle coperture contro il rischio di credito di alcune imprese è
00:27:44aumentato in misura significativa, anche per effetto del crescente indebitamento. Si tratta di
00:27:51una evoluzione nuova per un settore che sinora aveva finanziato gli investimenti con risorse
00:27:56proprie e che ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità nel tempo dei progetti in fase di
00:28:04sviluppo. Le correzioni hanno interessato le aziende in modo differenziato, indicando una
00:28:12maggiore selettività da parte degli investitori. Nel complesso, questi segnali sembrano denotare
00:28:19l'avvio di un passaggio da una fase di ottimismo generalizzato a una valutazione più prudente dei
00:28:25rischi. Non è tuttavia possibile dare per scontata la resilienza dei mercati. In presenza di valutazioni
00:28:37elevate, di un contesto macroeconomico incerto e di profondi mutamenti tecnologici, anche correzioni
00:28:45contenute possono generare effetti amplificati, soprattutto dopo periodi prolungati di bassa
00:28:52volatilità. Episodi recenti di dissesto di alcune imprese caratterizzate da strutture finanziarie
00:29:00opache, passività fuori bilancio o pratiche fraudolente, finanziate sia da banche sia da fondi
00:29:08di private credit, mostrano come in aree poco trasparenti del mercato si annidino fonti
00:29:15di vulnerabilità. Anche quando inizialmente circoscritti, gli shock che emergono in queste
00:29:23aree possono propagarsi rapidamente attraverso le interconnessioni finanziarie ed essere amplificati
00:29:29da meccanismi di contagio. Per gli operatori e per le autorità monetarie e di vigilanza,
00:29:36ciò richiede un'attenta lettura dei segnali provenienti dall'economia reale e dal settore
00:29:40finanziario.
00:29:49La crisi del multilateralismo investe direttamente il sistema monetario internazionale, una delle
00:29:55infrastrutture portanti dell'economia globale. Il suo assetto attuale è caratterizzato da
00:30:04una chiara gerarchia valutaria. Il dollaro occupa una posizione preeminente, ben superiore
00:30:12al peso dell'economia statunitense sul prodotto mondiale. Rappresenta circa il 60% delle riserve
00:30:20ufficiali, è utilizzato in quasi la metà dei pagamenti internazionali, domina i mercati
00:30:26finanziari globali ed è la principale valuta di fatturazione delle materie prime. Questa
00:30:34centralità riflette la forza complessiva del sistema economico e finanziario degli Stati
00:30:39Uniti. L'euro costituisce il secondo pilasso del sistema monetario internazionale, con una
00:30:47quota pari a un quinto delle riserve ufficiali e un ruolo rilevante nei pagamenti transfrontalieri
00:30:53e nei mercati obbligazionari internazionali. Le valute degli atti principali paesi avanzati
00:31:02come Yen e Sterlina hanno un peso assai più contenuto. Anche il ruolo del Renmi B, la valuta
00:31:10cinese, resta limitato seppure in graduale crescita. In prospettiva, la centralità del
00:31:18dollaro potrebbe attenuarsi per effetto di fattori strutturali, quali la riduzione del peso
00:31:24relativo dell'economia statunitense, l'elevato debito pubblico e il persistente disavanzo estero.
00:31:32Il sistema monetario internazionale potrebbe così evolvere verso una configurazione più
00:31:38multiporale, più diversificata, ma al tempo stesso più esposta a rischi di frammentazione
00:31:45e di contagio. L'esperienza storica indica, tuttavia, che i mutamenti nella gerarchia valutaria
00:31:53tendono a essere graduali. Una volta che una valuta diviene dominante, il suo utilizzo si
00:32:00autoalimenta. Le scelte del passato condizionano quelle future, rendendo difficile scalzare le
00:32:07valute già affermate. Inoltre, il ruolo internazionale di una valuta dipende non solo
00:32:14dalle condizioni macroeconomiche del Paese emittente, ma anche dalla qualità dell'assetto
00:32:20istituzionale e, soprattutto, dalla profondità e dalla liquidità dei mercati finanziari di
00:32:26riferimento. Sotto questi profili, il dollaro conserva vantaggi difficilmente replicabili.
00:32:34Il mercato dei capitali statunitense offre agli investitori globali un insieme di attività
00:32:40sicure e liquide che non trova uguali, per ampiezza e profondità, in altre aree economiche.
00:32:48Oggi, non esistono piazze finanziarie alternative in grado di svolgere una funzione
00:32:54analoga su scala comparabile. Per di più, i potenziali concorrenti del dollaro presentano
00:33:03limiti strutturali. L'internazionalizzazione del RMB è frenata da un assetto istituzionale
00:33:10che non offre ancora garanzie adeguate in termini di libertà di movimento dei capitali,
00:33:16certezza del diritto e tutela degli investitori. L'area dell'euro dispone di istituzioni solide
00:33:23e di una valuta stabile, ma risente di una integrazione economica e finanziaria incompleta.
00:33:30Finché queste carenze non saranno superate, il ruolo internazionale dell'euro rimarrà al
00:33:37di sotto del suo potenziale. Il sistema monetario internazionale non è tuttavia immutabile. Negli
00:33:48ultimi anni sono emersi fattori che potrebbero influenzarne l'evoluzione e accelerarne le
00:33:55trasformazioni. Il primo fattore è di natura geopolitica. Il ruolo internazionale del dollaro
00:34:05è stato storicamente sostenuto, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, dalla funzione
00:34:11degli Stati Uniti come garanti della sicurezza globale. In un contesto di accesa competizione
00:34:17strategica, tale ruolo non può più essere dato per scontato. Finora le fratture geopolitiche
00:34:27si sono riflesse soprattutto sul commercio e sulle catene del valore. È però plausibile
00:34:32che, nel tempo, si estendono anche alla sfera finanziaria. La finanza e, in particolare,
00:34:41i sistemi di pagamento e le infrastrutture di mercato può essere impiegata sempre più
00:34:47come strumento di politica estera e di sicurezza.
00:34:51Alcuni Paesi hanno già iniziato a ridurre la propria dipendenza da infrastrutture finanziarie
00:34:58suscettibili di impiego strategico, ampliando il ricorso a strumenti e circuiti alternativi.
00:35:05La crescente diffusione del RMB in specifiche transazioni internazionali, soprattutto dopo
00:35:15le sanzioni finanziarie alla Russia, riflette questa tendenza, più che il consolidarsi di
00:35:20una nuova valuta globale. Un secondo fattore di cambiamento, potenzialmente
00:35:26di segno opposto, è l'espansione della finanza digitale. La diffusione delle stable coins,
00:35:33generalmente denominate in dollari e ancorate ad attività finanziarie statunitensi, potrebbe
00:35:39rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della moneta americana, soprattutto nei pagamenti
00:35:45trasfrontalieri, dove i servizi bancari restano spesso costosi e poco efficienti.
00:35:52L'espansione delle stable coins solleva però interrogativi rilevanti. Negli Stati Uniti e
00:35:58nell'Unione Europea sono state introdotte normative volte a rafforzarne la trasparenza,
00:36:04la solidità degli emettenti e la tutela degli utilizzatori. Tali interventi riducono i rischi,
00:36:10ma non li eliminano. Anche in presenza di regole più stringenti, le stable coins possono generare
00:36:17vulnerabilità per la stabilità finanziaria, amplificare il rischio di corse digitali ai
00:36:24riscatti e porre questioni di sovranità monetaria nei paesi più piccoli o con sistemi
00:36:31finanziari meno sviluppati. Restano, inoltre, aperte criticità sul fronte del contrasto delle
00:36:39attività illecite. Di fronte a queste trasformazioni il cambiamento va governato, non subito. Ciò richiede
00:36:47un impegno deciso nella digitalizzazione dei due pilastri del sistema finanziario, la moneta
00:36:54della banca centrale e la moneta bancaria. Solo così sarà possibile preservare la stabilità e la
00:37:01fiducia. In questa direzione si muovono già l'Erosistema e la Banca d'Italia. Il progetto di
00:37:11Eurodigitale mira a tutelare il ruolo della moneta pubblica nei pagamenti al dettaglio in un
00:37:17contesto di crescente digitalizzazione. Nei mercati all'ingrosso le iniziative cosiddette
00:37:25Pontes e Appia ne estenderanno il ruolo della moneta della banca centrale nell'utilizzo nei
00:37:32circuiti interbancari attraverso piattaforme basate su tecnologie a registri distribuiti,
00:37:39garantendo sicurezza ed efficienza. Parallelamente le banche stanno sviluppando progetti di tokenizzazione,
00:37:47di digitalizzazione, trasportabilità digitale dei depositi.
00:38:03L'Europa fonda, poggia su fondamenta solide. Un ampio mercato interno, un capitale umano di alta
00:38:13qualità, un'elevata capacità di risparmio e un assetto istituzionale fondato sullo Stato di diritto.
00:38:22In un contesto internazionale segnato da incertezza, questi elementi rappresentano punti di forza significativi.
00:38:30Nel mutato scenario globale, tuttavia, fragilità interne irrisorte, dall'incompletezza del mercato
00:38:37unico alla debolezza dell'innovazione fino alla dipendenza esterna in settori strategici come
00:38:43energia e difesa, limitano il potenziale di crescita dell'Unione e rischiano di ridurne il ruolo
00:38:51nell'economia mondiale. Le direttrici per rilanciare lo sviluppo europeo sono ormai
00:38:58ampliamente condivise. La Commissione europea ha delineato un programma ambizioso di riforme
00:39:05e investimenti per affrontare i principali nodi strutturali. La questione non è più definire le
00:39:13priorità, ma tradurle in risultati concreti. Questa esigenza si confronta con due
00:39:21ostacoli principali. Il primo riguarda l'inadeguatezza dei meccanismi decisionali
00:39:28dell'Unione. L'integrazione europea ha prodotto risultati di grande rilievo, dalla libera circolazione
00:39:35delle persone all'approfondimento del mercato interno fino alla moneta unica, ma il processo
00:39:41decisionale su cui si fonda non è più adeguato alle sfide attuali. Il mondo si muove più rapidamente
00:39:47rispetto al passato. Di fronte a eventi eccezionali, l'Unione ha recentemente dimostrato
00:39:55di sapere agire con rapidità e strumenti innovativi, come nel caso di Next Generation EU e delle
00:40:01emissioni di debito comune a sostegno dell'Ucraina. Questa capacità di risposta deve ora diventare
00:40:08strutturale, non restare confinata alle emergenze. La definizione delle soluzioni
00:40:17tecniche e istituzionali appartiene alla politica ed è al centro del dibattito europeo, proprio
00:40:24in questi giorni. Cooperazione rafforzata, federalismo pragmatico e accordi milati su specifiche
00:40:33materie rappresentano opzioni diverse, ma il loro obiettivo prioritario non può che
00:40:39essere quello di potenziare la capacità dell'Unione di decidere e di agire. È questa
00:40:46la condizione fondamentale per conseguire risultati concreti. Completare l'integrazione
00:40:51del mercato unico, trasformare l'eccellenza della ricerca in innovazione diffusa e maggiore
00:40:58produttività, ridurre in modo duraturo la dipendenza dall'estero e il costo dell'energia,
00:41:05costruire una credibile capacità di difesa comune. Il secondo ostacolo, non meno rilevante,
00:41:14riguarda la difficoltà di mobilitare le risorse finanziarie proporzionate agli obiettivi. La
00:41:21creazione di un autentico mercato europeo dei capitali è essenziale per valorizzare l'ingente
00:41:26risparmio disponibile, oggi in larga parte impiegato al di fuori dell'Unione, e per attrarre
00:41:32capitali internazionali da indirizzare verso gli investimenti strategici e il rafforzamento
00:41:38della competitività europea. I progressi compiuti di recente dalle istituzioni europee e dalle
00:41:46autorità di vigilanza vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti a realizzare un mercato
00:41:52dei capitali pienamente integrato. Un nodo centrale resta l'introduzione di un titolo
00:41:58pubblico comune, sul quale mi sono espresso in altre occasioni. Un titolo sovrano europeo
00:42:05consentirebbe di finanziare su scala adeguata i beni pubblici europei e al tempo stesso offrirebbe
00:42:11agli investitori un'attività sicura e liquida di riferimento, rafforzando l'integrazione finanziaria
00:42:18dell'Unione. Un esempio. Il settore dell'energia rappresenta un esempio emblematico dei vantaggi
00:42:28dell'azione comune rispetto a interventi frammentati su base nazionale. In questo ambito, un'azione
00:42:36congiunta a livello europeo è essenziale per rafforzare il potere contrattuale verso i fornitori,
00:42:42sfruttare economie di scala e rendere più sicura e funzionale la gestione degli stoccaggi e delle reti
00:42:50di trasmissione, evitando duplicazioni e colli di bottiglia. Nonostante i miglioramenti conseguiti
00:42:58negli ultimi anni, i rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti e l'elevato costo dell'energia
00:43:04restano fattori di vulnerabilità per l'economia continentale. Investimenti comuni per rafforzare
00:43:12la resilienza e la flessibilità della rete di approvvigionamento del gas e per sviluppare
00:43:19i sistemi di distribuzione dell'energia rappresentano una priorità strategica. Nella lunga fase di
00:43:27transizione che ci attende sarà cruciale assicurare forniture di gas sicure ed economicamente
00:43:34sostenibili. Sarà inoltre necessario proseguire il potenziamento delle infrastrutture elettriche
00:43:40per garantire il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili e l'affidabilità dell'intero assetto
00:43:46energetico. Le risorse mobilitate a livello europeo restano tuttavia inferiori a quelle necessarie.
00:43:55una quota rilevante degli interventi dipende ancora dall'iniziativa dei singoli stati membri
00:44:01e del settore privato con il rischio di frammentazione, inefficienze e ritardi nell'attuazione.
00:44:08In un mondo sempre più competitivo e instabile la capacità dell'Europa di agire in modo coerente
00:44:15e coordinato non è un'opzione tra le altre ma la condizione per preservare prosperità,
00:44:21sicurezza e peso economico.
00:44:30Le sfide che l'Europa si trova ad affrontare investono direttamente l'economia italiana,
00:44:36profondamente integrata nelle catene del valore europee ed esposta alla domanda estera.
00:44:42A queste si sommano fattori interni e nodi strutturali ben noti.
00:44:50Nonostante l'instabilità internazionale che ha frenato le esportazioni di beni,
00:44:55nel 2025 il PIL italiano è cresciuto per il quinto anno consecutivo, dello 0,7%.
00:45:02Dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da volatilità,
00:45:07l'attività si è rafforzata negli ultimi due trimestri,
00:45:10sostenuta dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti.
00:45:16Dal 2020 il PIL è aumentato in linea con l'area dell'euro
00:45:21e a ritmi superiori a quelli del decennio precedente la pandemia.
00:45:24La crescita ha interessato l'intero territorio nazionale
00:45:29ed è risultata maggiore nel mezzogiorno,
00:45:33interrompendo una lunga fase di divergenza rispetto al resto del Paese.
00:45:40Questi risultati riflettono il sostegno delle politiche pubbliche,
00:45:44ma anche la ristrutturazione del tessuto produttivo avviata nello scorso decennio.
00:45:50Le imprese italiane sono oggi mediamente più capitalizzate,
00:45:54più redditizie e più competitive sui mercati internazionali.
00:46:01Parallelamente, il sistema bancario,
00:46:04a lungo considerato un elemento di fragilità,
00:46:07si è rafforzato in modo significativo
00:46:09e oggi è fra i più redditizi e meglio capitalizzati di Europa.
00:46:15I progressi conseguiti non vanno sottovalutati,
00:46:20sono importanti.
00:46:21non sono tuttavia sufficienti a colmare le carenze strutturali accumulate nel tempo
00:46:27né a garantire un ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura.
00:46:34Negli ultimi anni, l'espansione dell'economia è stata trainata dalla forte crescita dell'occupazione,
00:46:40che ha raggiunto livelli storicamente elevati.
00:46:43Mentre il prodotto rallentava, il numero di occupati e le ore lavorate hanno continuato ad aumentare,
00:46:49anche in risposta a una dinamica del costo del lavoro particolarmente contenuta rispetto all'inflazione.
00:46:56Alla luce delle tendenze demografiche,
00:46:59un modello di crescita fondato sull'espansione dell'occupazione e su salari contenuti non è sostenibile.
00:47:06La riduzione della popolazione in età lavorativa,
00:47:09il cui impatto è stato finora compensato dall'aumento della partecipazione
00:47:13e dal calo della disoccupazione,
00:47:16si accentuerà nei prossimi anni.
00:47:18Senza un deciso aumento della produttività,
00:47:21lo sviluppo rischia di arrestarsi.
00:47:25Occorre un'economia più innovativa,
00:47:28che ponga conoscenza e capitale umano al centro della propria strategia di crescita.
00:47:33Le tecnologie digitali offrono un'opportunità che non può essere inviata.
00:47:37Accelerarne la diffusione deve diventare una priorità per l'Italia come per l'Europa.
00:47:48Negli ultimi mesi il sostegno creditizio all'economia italiana si è rafforzato.
00:47:52I tassi sui pressi delle imprese sono scesi di due punti percentuali rispetto al picco del 2023,
00:47:58in linea con la riduzione dei tassi di politica monetaria.
00:48:03Anche il costo dei nuovi mutui alle famiglie,
00:48:06concessi in larga parte a tasso fisso,
00:48:09si è ridotto di circa un punto,
00:48:11seguendo la flessione dei rendimenti a lungo termine.
00:48:15Dopo due anni di contrazione,
00:48:18i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere,
00:48:22sostenuti dal maggiore fabbisogno legato agli investimenti.
00:48:26La ripresa riguarda le aziende più solide,
00:48:30indipendentemente dalla dimensione, sia piccole sia grandi.
00:48:35Quelle con merito di creditizio più basso
00:48:38continuano invece a registrare una riduzione dei prestiti.
00:48:43Questa evoluzione riflette sia il progressivo affinamento
00:48:47delle tecniche di selezione della clientela,
00:48:49sia la maggiore attenzione al rischio in un contesto ancora altamente incerto.
00:48:56La capacità di selezionare i debitori è un elemento positivo.
00:49:01La maggiore attenzione al rischio non deve però tradursi in eccessiva cautela,
00:49:06che potrebbe penalizzare iniziative imprenditoriali con prospettive valide.
00:49:14La redditività bancaria resta elevata,
00:49:17nonostante la riduzione del margine di interesse,
00:49:20grazie ai ricavi da commissioni e al basso livello delle rettifiche su crediti.
00:49:25Questo quadro favorevole non deve tuttavia indurre a sottovalutare i rischi.
00:49:30Gli equilibri possono mutare rapidamente.
00:49:33Un peggioramento inatteso della congiuntura inciderebbe sulla qualità del credito,
00:49:37mentre brusche correzioni dei mercati finanziari comprimerebbero i ricavi da servizi.
00:49:43La solidità raggiunta dalle banche italiane costituisce oggi un elemento di stabilità per l'Italia.
00:49:51Traducendola in sostegno agli investimenti, all'innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali,
00:49:57gli intermediari forniranno un apporto fondamentale alla crescita della nostra economia.
00:50:11Un anno fa chiudevo il mio intervento in questa sede,
00:50:17richiamando l'attenzione sulle tensioni geopolitiche,
00:50:20allora il principale fattore di rischio per l'economia globale,
00:50:24in grado di incrinare non solo le filiere produttive,
00:50:28ma l'intera architettura multilaterale.
00:50:32Quelle tensioni non si sono attenuate,
00:50:35le fratture si sono ampliate, rendendo il contesto internazionale più instabile.
00:50:41Eppure l'economia mondiale non ha rallentato,
00:50:45la crescita ha superato le attese e il commercio internazionale ha continuato a espandersi.
00:50:53È il segno della capacità di adattamento del sistema produttivo globale.
00:50:58Riflette, in misura significativa, l'emergere di un nuovo ciclo tecnologico
00:51:03trainato dall'intelligenza artificiale,
00:51:06che alimenta l'innovazione, stimola gli investimenti e sostiene gli scambi internazionali.
00:51:13È ancora presto per valutarne appieno la portata.
00:51:16Emergono, tuttavia, indicazioni coerenti con una trasformazione
00:51:21destinata a incidere, profondamente, sulle prospettive di crescita.
00:51:27È ragionevole attendersi che l'intelligenza artificiale dia impulso alla produttività.
00:51:33Permangono, tuttavia, incertezze rilevanti sull'intensità del suo impatto
00:51:38e sulla sua distribuzione tra Paesi, settori e lavoratori.
00:51:42Restano interrogativi sulle ricadute occupazionali,
00:51:47sull'evoluzione delle disuguaglianze
00:51:48e sulla concentrazione del potere economico.
00:51:53Investire nella formazione, nel capitale umano e nella conoscenza
00:51:58è condizione essenziale affinché l'innovazione,
00:52:01soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica,
00:52:06si traduca in produttività diffusa e in crescita duratura,
00:52:10consentendo, al tempo stesso, di governarne le implicazioni economiche e sociali.
00:52:17Non mancano, in Italia e in Europa, le risorse per farlo,
00:52:22umane, istituzionali e finanziarie.
00:52:26La priorità è dotarsi degli strumenti per mobilitarle,
00:52:31rafforzare la capacità dell'Unione di decidere e di agire,
00:52:34completare l'integrazione finanziaria,
00:52:36costruendo un autentico mercato europeo dei capitali
00:52:40in grado di convogliare il risparmio
00:52:42verso i beni pubblici comuni e gli investimenti strategici.
00:52:48Questa prospettiva di trasformazione
00:52:51non deve indurre a sottovalutare le fragilità
00:52:53che caratterizzano l'economia globale.
00:52:55L'elevato indebitamento pubblico,
00:52:59gli squilibri
00:53:01nei saldi esterni
00:53:03e l'accumulo di vulnerabilità latenti
00:53:06nei mercati finanziari.
00:53:08Le fonti di incertezza per gli avanti
00:53:11restano tuttavia
00:53:12il confronto geopolitico
00:53:14e la crescente segmentazione degli scambi
00:53:16con l'emergere di nuove barriere
00:53:18alla circolazione di beni, servizi,
00:53:21tecnologie e idee.
00:53:22Lo shock tecnologico ne ha finora attenuato l'impatto,
00:53:27ma l'adattamento a un sistema commerciale più frammentato
00:53:30comporta costi e perdi di efficienza
00:53:32per l'economia globale.
00:53:35L'attuale fase richiede realismo
00:53:37e capacità di adattamento.
00:53:39In presenza di tensioni geopolitiche persistenti,
00:53:43occorre rafforzare i canali di cooperazione esistenti
00:53:46e ricorrere ad accordi bilaterali e plurilaterali
00:53:49per contenere i rischi e preservare la continuità degli scambi.
00:53:55Ciò non implica che la frammentazione dell'economia mondiale
00:53:58rappresenti un esito inevitabile.
00:54:02Il sistema multilaterale, pur con i suoi limiti,
00:54:05ha assicurato per decenni progresso e prosperità.
00:54:09In un contesto di interdipendenza ormai globale
00:54:13nell'economia, nella tecnologia e nella finanza,
00:54:16il rispetto di regole condivise
00:54:18e l'aggiornamento delle istituzioni comuni
00:54:21costituiscono un interesse convergente per tutti i Paesi,
00:54:26anche per quelli di maggiore peso sistemico.
00:54:31Oggi, qui a Venezia,
00:54:34una città che ha fondato la propria grandezza
00:54:36sull'apertura e sugli scambi tra culture e mondi diversi,
00:54:40la storia ci ricorda che l'apertura non è debolezza,
00:54:43ma lungimiranza.
00:54:45Cooperare, rispettare le regole comuni,
00:54:48guardare oltre il breve periodo,
00:54:50non è un retaggio del passato,
00:54:52ma la condizione per governare il futuro.
00:54:55Grazie.
00:55:02Antonio Potuelli è il presidente dell'ABI
00:55:06che abbiamo coinvolto.
00:55:10Presidente, siamo in diretta.
00:55:12Chiedo scusa al collega.
00:55:14Allora, le volevo chiedere innanzitutto
00:55:16qual è stato il messaggio che più l'ha colpito.
00:55:19Prima dicevamo, soprattutto sulla politica monetaria,
00:55:22sul sistema monetario internazionale
00:55:23ci sono stati dei messaggi anche molto forti.
00:55:26Sì, il governatore ha sempre orizzonti molto ampi e molto solidi.
00:55:33La mia convinzione è che in queste ore
00:55:37noi stiamo vivendo da questa nostra parte dell'Atlantico
00:55:42una forte apprezzione per l'inedito, durissimo confronto istituzionale
00:55:54all'interno della democrazia statunitense.
00:55:59E le preoccupazioni non sono solo per quello che avviene,
00:56:04ma per i rimbalzi che possono produrre nel nostro continente e in Italia.
00:56:11Tutto ciò è inedito e quindi lo si deve seguire con grande attenzione,
00:56:18con il distacco degli estranei e anche degli amici di sempre,
00:56:23ma con una forte consapevolezza.
00:56:25Il governatore ha dato una forte solidità strategica e concettuale
00:56:33alle problematiche e alle potenzialità dell'oggi
00:56:36e ha fatto un riconoscimento di cui siamo particolarmente soddisfatti
00:56:44laddove ha detto testualmente che la solidità raggiunta dalle banche italiane
00:56:52costituisce oggi un elemento di stabilità per l'Italia.
00:56:57Io sono onorato di questa valutazione.
00:57:01Quando le banche avevano difficoltà, le difficoltà delle banche incidevano negativamente
00:57:07anche sui rating per l'Italia delle agenzie internazionali.
00:57:13Negli ultimi mesi ci sono stati dei miglioramenti degli indicatori,
00:57:20dei giudizi delle agenzie internazionali verso l'Italia
00:57:25e ciò è avvenuto anche per il rafforzamento certificato nitidamente
00:57:32dal governatore Panetta della solidità delle banche operanti in Italia.
00:57:38Ha però segnalato che in Europa bisogna accelerare sulla strada di un mercato unico dei capitali.
00:57:43Le nostre banche, l'aveva detto anche l'anno scorso,
00:57:45devono crescere in termini dimensionali.
00:57:47I nostri attivi sono un quinto di quelle delle barche francesi per singola banca.
00:57:51Come vede la sfida adesso per la crescita delle banche italiane?
00:57:54Penso che molta strada sia stata fatta perché se lei confronta le dimensioni di 35 anni fa,
00:58:06ovvero quando sono iniziate le liberalizzazioni bancarie,
00:58:11perché fino a 35 anni fa per legge le banche dovevano essere una foresta pietrificata.
00:58:18In 35 anni il percorso di evoluzione, di rafforzamento, nonostante le crisi internazionali,
00:58:27è anche di rafforzamento di soggetti che si muovono nella concorrenza europea e internazionale.
00:58:35Per le banche italiane c'è stato, c'è e ci sarà.
00:58:39Ora si apre la fase dell'euro digitale, ma ha detto il governatore anche le stable coin in Europa
00:58:43servono in prospettiva come strumento anche per avere una sovranità finanziaria più importante.
00:58:48Il mondo bancario italiano come vede questi due fenomeni?
00:58:51Le stable, il governatore ha anche detto che hanno fortissimi rischi,
00:58:54perché si muovono soprattutto sui segmenti cosiddetti delle valute, delle pseudo valute, dei pseudo bitcoin.
00:59:05Per quello che riguarda l'euro digitale è un processo storico inevitabile
00:59:13perché dopo la moneta metallica che ha avuto migliaia di anni
00:59:18siamo da poco più di un secolo e mezzo anche con le banconote
00:59:23e ora l'euro digitale è la terza forma della stessa valuta dell'euro.
00:59:30Chiaramente non dovrà essere uno strumento di controllo sociale
00:59:35ma come ha dichiarato il dottor Cipollone pochi giorni fa
00:59:41proprio all'esecutivo dell'Associazione Bancaria Italiana
00:59:45deve essere il binario sul quale possono correre sia le iniziative dei circuiti privati di pagamento
00:59:55sia del circuito pubblico dell'euro digitale.
00:59:59Il governatore ha fatto anche un appello alle banche
01:00:01dicendo che migliora e aumenta la quantità di credito alle imprese
01:00:05ma attenzione a dare credito anche a attività imprenditoriali
01:00:08che possono avere una visione ma in questo momento magari sono più fragili
01:00:11cioè non date solo i soldi a chi sta meglio in questa fase.
01:00:15Come vede la situazione?
01:00:16È una giusta sottolineatura nella perduanza delle medesime regole.
01:00:22Presidente le faccio un'ultima domanda
01:00:23so che non è un argomento su cui lei va direttamente
01:00:26però un anno fa qui la parola magica era risico, era M&A
01:00:30le volevo chiedere lei si auspica o si aspetta che ci sia ancora un fermento
01:00:35a livello bancario in questa direzione nel corso dell'anno?
01:00:40A livello europeo sì.
01:00:42Grazie, molto gentile.
01:00:48Siamo anche con il Presidente di Intesa San Paolo, il Professor Grospietro.
01:00:53Grazie di essere con noi, buongiorno.
01:00:55È un piacere essere con voi.
01:00:56Presidente, ci dice cosa l'ha colpita di più innanzitutto
01:00:59di questa relazione del governatore Panetta?
01:01:01Ma intanto mi ha fatto molto piacere che abbia citato Raffaele Mattioli
01:01:06dicendo che le banche devono servire l'economia e non servirsi dell'economia
01:01:12e la sua relazione è andata tutta in questa direzione.
01:01:16Naturalmente è stata una relazione molto ampia
01:01:18in cui prima di tutto ha descritto un panorama dell'economia mondiale
01:01:25dell'economia quindi anche delle strutture statuali e internazionali
01:01:30e all'interno ci sono le attività finanziarie nelle quali le banche sono una parte principale.
01:01:37E lì è stato chiaro che il ruolo delle banche deve essere quello di consentire
01:01:43ai diversi sistemi economici di intraprendere quelle evoluzioni
01:01:50che sono indispensabili alla luce di quanto è accaduto.
01:01:52Si è citato naturalmente il caso dei Dazzi
01:01:56e si è visto che l'Italia
01:02:02con una qualche simiglianza con la Cina
01:02:06è stata abile nel riorientare i propri flussi commerciali
01:02:12d'altra parte lo sappiamo
01:02:13le imprese italiane sono sempre state molto veloci
01:02:16nel riorientare le proprie attività internazionali
01:02:20e questo ha consentito di avere un risultato
01:02:24alla fine dell'anno, alla fine del 2025
01:02:27superiore alle aspettative che c'erano
01:02:30e anche con una certa riaccelerazione.
01:02:33Noi dobbiamo continuare in quella direzione
01:02:35e le banche devono essere in grado di fare almeno due cose
01:02:40uno naturalmente fornire l'attività finanziaria
01:02:44che può essere necessaria per gli investimenti
01:02:46ma soprattutto fornire le indicazioni su come investire
01:02:52dove investire, quali tecnologie e quali mercati sviluppare
01:02:57avendo la capacità e la possibilità di apprendere dai clienti che hanno successo
01:03:04e aiutare i clienti che devono seguire gli stessi percorsi.
01:03:10Presidente Grosspietro, è anche questa una scelta
01:03:12che il governatore non ha commentato la novità delle ultime ore
01:03:15il fatto che negli Stati Uniti le decisioni sui dazi
01:03:18sono state messe in discussione dalla Corte Suprema
01:03:21che però reintroduce incertezza anche sugli sviluppi futuri.
01:03:25Lei come vede a quello che sta succedendo oggi?
01:03:28Ci saranno nuovi impatti rispetto a quello che abbiamo visto in passato?
01:03:33Sicuramente degli impatti ci saranno
01:03:35ma naturalmente è difficile capire come evolverà la situazione
01:03:42si tratta anche di principi costituzionali americani
01:03:46quindi anche lì dobbiamo essere in grado di adattarci
01:03:51e a seconda di come andranno le cose
01:03:53prendere le decisioni giuste
01:03:55sicuramente ciò che sta accadendo
01:03:58è che ci si rende conto più che in passato
01:04:03che gli Stati Uniti hanno un'economia
01:04:06largamente deficitaria per quanto riguarda gli scambi commerciali
01:04:09quindi con un disavanzo forte
01:04:11che viene colmato
01:04:13o perlomeno veniva colmato
01:04:15dall'emissione continua di titoli del debito pubblico americano
01:04:18perché il mercato internazionale li comprava
01:04:21molto meno negli ultimi tempi
01:04:23quindi anche questa è una novità
01:04:25che il sistema finanziario deve essere in grado di affrontare
01:04:29e il governatore ha ancora una volta sottolineato
01:04:34l'importanza non solo per l'Italia ma per l'Europa
01:04:37di fare in modo che l'enorme quantità di risparmi
01:04:4133 mila miliardi dell'Europa
01:04:43possa essere investita allargamente in Europa
01:04:46per questo è indispensabile
01:04:48primo che l'Europa si dia delle caratteristiche strutturali
01:04:54e anche finanziarie che possono attrarre il risparmio
01:04:57che quindi si crei un mercato finanziario europeo
01:05:01che significa come tutti dicono
01:05:04il governatore lo ha replicato
01:05:07ampio, profondo e liquido
01:05:10questo è stato detto per esempio da Draghi
01:05:15anche da Letta
01:05:16implica, potrebbe essere favorito
01:05:19da un'espansione di un debito pubblico europeo
01:05:23e non dei singoli paesi europei
01:05:25e di uno strumento come un asset privo di rischi
01:05:27europeo e non di singoli paesi
01:05:29esatto
01:05:30esatto
01:05:30uno, due
01:05:31anche di un sistema di pagamenti europei
01:05:35quindi parliamo di euro digitale
01:05:37noi oggi continuiamo a usare strumenti di pagamento
01:05:42che sono in larga parte non europei
01:05:44cioè le carte di credito
01:05:45ma abbiamo anche strumenti nostri
01:05:47come Bancomat che funziona
01:05:49e avremo molto presto
01:05:52un euro digitale
01:05:53che andrà in quella direzione
01:05:55infine Presidente Grosspietro
01:05:56alle banche ha anche fatto una sorta di appello
01:05:59dicendo attenzione
01:06:00il credito sta crescendo
01:06:01ci sono dati positivi anche verso le imprese
01:06:03tenete il credito aperto
01:06:05anche per i nuovi progetti imprenditoriali
01:06:07che possono avere merito e visione
01:06:09da questo punto di vista
01:06:10questa è una banca che in piano industriale
01:06:12ha un obiettivo ambizioso
01:06:13quello di NPL0
01:06:14significa zero sofferenza
01:06:15significa credito di qualità assoluta
01:06:17ma ci sarà credito anche
01:06:19per chi oggi magari attraversa momenti di difficoltà
01:06:21le imprese che possono vivere l'incertezza di questa fase?
01:06:26Certamente
01:06:26noi non dobbiamo caricare i nostri conti
01:06:30di crediti in sofferenza
01:06:32perché questo ci renderebbe
01:06:36meno performanti
01:06:37e quindi il nostro credito dovrebbe costare di più
01:06:40allora noi dobbiamo distinguere nettamente
01:06:43tra i clienti
01:06:44che vanno sostenuti
01:06:46che hanno difficoltà a restituire il loro credito
01:06:49e clienti che invece
01:06:51vanno aiutati
01:06:52a percorrere percorsi nuovi
01:06:55tutti e due questi tipi di clienti
01:06:57hanno diritto
01:07:00al nostro sostegno
01:07:01e noi lo abbiamo sempre fatto
01:07:03noi abbiamo salvato
01:07:05migliaia di aziende
01:07:07negli ultimi anni
01:07:08più di mille
01:07:10solo nell'anno scorso
01:07:12e i relativi dipendenti
01:07:14sono due funzioni
01:07:16sono due stadi
01:07:17per fortuna
01:07:19lo stadio del sostegno
01:07:21alle imprese in difficoltà
01:07:23è uno stadio minoritario
01:07:24ma anche questo serve
01:07:26perché
01:07:27un'azienda che fallisce
01:07:29non solo
01:07:30ruba il futuro
01:07:32ai propri clienti
01:07:33e magari anche ai propri dipendenti
01:07:35ma
01:07:36smette di pagare i fornitori
01:07:40non dà seguito
01:07:42ai contratti
01:07:43che aveva firmato
01:07:44e quindi diffonde
01:07:46nel sistema produttivo
01:07:47dei risultati
01:07:49di un virus
01:07:51addirittura
01:07:52noi che siamo
01:07:53la banca
01:07:54la prima banca del paese
01:07:56per attività creditizia
01:07:57verso il sistema economico
01:07:59siamo quelli più interessati
01:08:00a impedire che ciò avvenga
01:08:02e quindi sostenere le imprese
01:08:04che possono essere salvate
01:08:05è per noi
01:08:05un obiettivo
01:08:07prioritario
01:08:08Presidente Gross
01:08:09Pietro
01:08:09grazie ancora
01:08:10buon lavoro anche qui
01:08:11all'Asion Forex
01:08:12a presto
01:08:16Pietro Sella
01:08:17Ministro del Gatto
01:08:18di Banca Sella
01:08:18principali messaggi
01:08:19che arrivano anche per le banche
01:08:21dal governatore oggi
01:08:22ma il pregio
01:08:24dell'intervento
01:08:24del governatore
01:08:25è stato di una
01:08:26estrema chiarezza
01:08:27anche di dettaglio
01:08:28su tutto il filone
01:08:29dell'innovazione
01:08:30sui rischi geopolitici
01:08:32e mi pare
01:08:33completamente
01:08:34con sé visibile
01:08:35un mondo più frammentato
01:08:37un mondo in cui
01:08:37l'intelligenza artificiale
01:08:38la farà da padrona
01:08:39e le banche
01:08:40come la affrontano?
01:08:43le banche
01:08:44gestiscono
01:08:44conoscenza
01:08:45quindi io
01:08:45vedo solo vantaggi
01:08:47da una
01:08:48adozione
01:08:49ragionata
01:08:49e ponderata
01:08:50dell'intelligenza artificiale
01:08:51sia per migliorare
01:08:53la gestione dei rischi
01:08:53che per servire meglio
01:08:54la clientela
01:08:56sarà un processo
01:08:58che avverrà con una certa gradualità
01:09:00normalmente
01:09:02maggiore
01:09:02di quello che si pensa
01:09:04normalmente
01:09:05il governatore ha riconosciuto
01:09:06che le banche
01:09:07sono un fattore di stabilità
01:09:08che sono molto rafforzate
01:09:09ha detto
01:09:09sono profittevoli
01:09:10capitalizzate
01:09:11al tempo stesso
01:09:11invita le banche
01:09:13a fare attenzione
01:09:14a un eccesso di prudenza
01:09:15nel dare credito
01:09:16voi come vi muovete?
01:09:18ah
01:09:18secondo me
01:09:19ha perfettamente ragione
01:09:21l'imprenditorialità
01:09:22ha associato un rischio
01:09:24e il compito delle banche
01:09:25è di saperlo
01:09:26supportare
01:09:27e trovare
01:09:27quindi
01:09:27ottimo monet
01:09:29quest'anno non ha parlato
01:09:30di consolidamento
01:09:31del sistema bancario
01:09:32ma secondo lei
01:09:33sarà un anno
01:09:33in cui ci saranno
01:09:34nuove operazioni?
01:09:37non lo so dire
01:09:38noi siamo
01:09:39tranquilli
01:09:40soliti
01:09:40in continuità
01:09:42cosa bolla in pedola
01:09:43per gli altri
01:09:44proprio
01:09:44non lo dica
01:09:45il fatto che non lo dica
01:09:46il governatore
01:09:47mi sembra
01:09:47infine ha citato
01:09:48il tema del credito privato
01:09:49il cosiddetto private credit
01:09:50cioè tutte le attività finanziarie
01:09:52al di fuori
01:09:52di quelle regolate del sistema bancario
01:09:54come area in cui si annidano
01:09:56anche dei rischi potenziali
01:09:57lei li vede perché ci sono
01:09:58dei casi concreti
01:09:59in questi giorni
01:10:00una delle cose che si apprezza
01:10:02dall'intervento del governatore
01:10:03è proprio questa
01:10:04di avere cautela
01:10:05verso tutto ciò che
01:10:07ha un minor grado
01:10:08di controllo
01:10:09e di vigilanza
01:10:10e io
01:10:11è una cosa che condivido
01:10:12grazie ancora
01:10:13Pietro Stella
01:10:14grazie a tutti
01:10:15grazie a tutti
01:10:17grazie a tutti
01:10:18Grazie a tutti.
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