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  • 2 giorni fa
«Non sto bene, diciamolo chiaro». Sono le prime parole pronunciate da Nessy Guerra, la giovane italiana bloccata in Egitto insieme alla figlia minore, dopo aver appreso la sentenza di condanna a sei mesi di carcere per adulterio emessa dal tribunale egiziano.L'ultima udienza si è svolta mercoledì 18 febbraio, chiudendo un iter giudiziario già dibattuto due volte in Procura e in precedenza archiviato. Come ricorda la stessa Nessy, "quest'anno il mio ex marito è riuscito a portarla avanti con testimoni falsi, uno dei quali ha dichiarato di aver commesso questo reato con me e il caso è stato riaperto".L'ex compagno della donna, Tamer – padre di sua figlia – è stato condannato in Italia in via definitiva dalla Cassazione a due anni, undici mesi e ventisette giorni per una serie di reati gravi: percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, violenza sessuale, furto e truffa ai danni di un'altra ex compagna. Da anni, l'uomo perseguita Nessy e la figlia, intrappolandole in un calvario legale e personale nel Paese nordafricano.La vicenda riaccende i riflettori sulle difficoltà delle italiane all'estero, specie in contesti familiari complessi, e solleva interrogativi sulla credibilità delle prove presentate. Nessy Guerra attende ora sviluppi sulla sua posizione, mentre la diplomazia italiana segue il caso con attenzione.

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Trascrizione
00:00Quello che vi ho accennato ieri sera purtroppo si è concretizzato questa mattina, è arrivata la condanna a miei danni
00:07di sei mesi per adulterio, un reato che io non ho mai commesso e per cui ci sono stati anche
00:13dei testimoni falsi.
00:15Mi chiedo come lo Stato italiano possa permettere che una sua connazionale finisca in prigione per adulterio un reato falso
00:23che non è mai stato commesso e che una bambina di tre anni venga data nelle mani di un pazzo
00:29che dice di parlare con Gesù ed esce fuori di casa con coltelli a caccia di demoni.
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