- 13 minuti fa
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TVTrascrizione
00:09Buonasera, buone giovedì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:13a cura della nostra redazione. Questa sera parleremo di cinema, inteso come la settima
00:20arte, ma anche di cinema, inteso come sale della comunità e di un nuovo interesse che
00:25possiamo vedere anche nella nostra provincia. Lo faremo con due ospiti, con Enrico Danesi
00:30che è il nostro critico cinematografico, ben trovato Enrico. Ciao Fabio, grazie. E con
00:34Stefano Collicelli di Sapore di Sale. Allora, Sapore di Sale non è solo una canzone, ma
00:39è un progetto che avete fatto partire voi insieme ad altri giovani e che parla proprio
00:45di sale della comunità ed è un podcast. Esatto, è un podcast che nasce a tutti gli effetti
00:52a settembre 2025, ma che parte da qualche mese prima, nella primavera del 2025, quando
00:58Line Culture, attraverso Brixia Film Fest, decide di fare una chiamata aperta al pubblico in
01:08modo da riuscire a costruire uno spazio editoriale che potesse continuare anche oltre i giorni
01:14del festival, che prendesse la forma di un podcast. Io occupandomi di podcast ho provato a mandare
01:19il mio progetto, il mio pitch, come si dice, costruito insieme a miei due compagni di viaggio
01:25che sono Sara Bumbana e Nicola Perini, che scrivono e conducono insieme a me il podcast.
01:30Siamo stati selezionati, forse anche per l'impronta che abbiamo voluto dare al podcast,
01:38che, come hai giustamente introdotto, vuole mettere il focus sulle sale cinematografiche,
01:45quindi parliamo di cinema attraverso i cinema. E visto che comunque anche la rassegna è Brixia
01:51Film Fest, abbiamo pensato di girare un po' la nostra provincia, fare una fotografia di
01:56cosa vuol dire frequentare i cinema in provincia nel 2025-2026.
02:01E anche offrire un servizio che parli di cinema e poi ci arriviamo. Noi chiedo a Enrico subito
02:07che stagione sta vivendo oggi il cinema? Parliamo di cinema italiano soprattutto, ma anche di cinema
02:16internazionale. La stagione secondo me è piuttosto buona, è una stagione che vede in campo
02:23film abbastanza importanti, conferma forse un trend degli ultimi tempi, il post-covid è stato sicuramente
02:33difficile, ma poi c'è stata una graduale ripresa. Brescia sotto questo profilo è indubbiamente
02:39fortunata e diciamo che c'è anche forse stata una maggiore liberalizzazione negli ultimi tempi,
02:47per cui le sale che col podcast i nostri amici stanno censendo sicuramente hanno una maggiore
02:55libertà di programmazione rispetto a quella che c'era una volta. C'è oggi la multiprogrammazione,
03:02ma c'è anche il fatto che non ci sono più vincoli per sale di provincia per fare fin
03:09di prima visione, cosa che invece fino a pre-covid era ancora piuttosto incerta, dipendeva dalle
03:16distanze e che addirittura 15 anni fa era impensabile. Sale come sala di ospitaletto, piuttosto che
03:24la sala, il CTM di Rezzato per restare sia in ambito sala della comunità che in ambito
03:29invece sala è gestita commercialmente e non avrebbero mai potuto fare gli stessi film
03:36che faceva la Oz piuttosto che il Moretto. Oggi è possibile, è una liberalizzazione che
03:42secondo me favorisce la possibilità di vedere i film in sala. Se c'è offerta e in questo
03:50momento l'offerta è forte, allora la risposta è anche abbastanza buona. Certo, se poi ci sono
03:58momenti in cui Zalone fagocita tutto e gli spazi per gli altri sono residui, magari lì
04:05non si vede, in quel momento non si vede la forza del cinema e del cinema italiano e del
04:11cinema internazionale. Quando invece non c'è un film che fagocita e di fatto impone alle sale
04:18di essere fatto e di essere anche tenuto, allora si vede anche la varietà, si vede la qualità
04:26e quindi il fatto che le sale tutto sommato funzionano ancora.
04:31Proprio sul tema di Zalone e del suo ultimo film abbiamo potuto vedere sale della comunità
04:37in provincia che hanno fatto repliche dello stesso film di Zalone per tre volte in un giorno.
04:43Sale della comunità, quindi vuol dire che in qualche maniera c'è ancora il modo per far sì
04:47che possano vivere.
04:48Sì, su questo sicuramente può rispondervi bene anche Stefano. Io posso dirvi che non bisogna
04:56pensare che la sala della comunità, se vogliamo in particolare riferirci a quella, abbia per
05:02forza di limiti di tipo commerciale. Posso farvi un esempio molto banale, anche se piuttosto
05:06risalente. Una sala che io ho seguito tanti anni fa per lavoro, che è una sala di Cezano
05:13Boscone, quindi provincia di Milano, per alcuni anni è stata la monosala che incassava di
05:18più in un anno. E quando uscì 1998 Titanic, se vogliamo dirlo all'americana, ma il mio
05:28maestro Gianni Canova direbbe che non si dice Titanic, ma si dice Titanic. Ecco, allora in
05:36quel caso questa sala tenne, ebbe la tenitura di Titanic per la bellezza di sette mesi e continuò
05:43a fare pubblico e non aveva bisogno di avere un ricambio. La sala che guadagnava all'epoca
05:48incassava, non guadagnava. Sarebbe esagerato circa un miliardo di lire all'anno. Quindi non
05:55sempre la sala comunità significa rese piccole. E nel Bresciano ha maggior ragione, perché
06:02il Bresciano e il milanese sono forse per certi aspetti le realtà territoriali in cui
06:08le sale della comunità hanno espresso il loro meglio, sicuramente nel nord Italia. Poi
06:12c'erano delle sale sparse un po' in tutto il resto d'Italia, qualche volta molto qualitative,
06:18ma qui da noi sicuramente questo ha ancora funzionato parecchio. E lo stesso vale anche per qualche
06:24sala che non è della comunità, che è gestita commercialmente, il CTM di Rezzato è una di
06:30quelle, ma certamente hanno ancora e dimostrano ancora una vitalità notevole.
06:36Facciamoci raccontare da Stefano Collicelli alcune delle esperienze che avete vissuto fin
06:41qua, avete fatto fino ad ora cinque puntate e state raccontando i cinema attraverso le
06:47persone. Come lo state facendo e cosa avete visto?
06:50Molto semplicemente chiamiamo alle varie sale, dopo aver fatto un elenco, e raccontiamo chi
06:59siamo, cosa stiamo cercando di fare e una volta che ci accordiamo andiamo sempre a visitarli
07:03in sala durante una proiezione, così vediamo anche un po' la vita che si genera e che scorre
07:09attorno alla sala. Una volta che parte la proiezione noi facciamo la chiacchierata con i responsabili
07:14che sono in sala in quel momento e ci facciamo un po' raccontare la storia della sala e spesso
07:21fino ad oggi. Sono tutte storie che si somigliano, quindi sale aperte nell'immediato secondo
07:28dopoguerra che poi hanno un po' seguito le vicissitudini delle parrocchie nelle quali
07:33sono inserite e si sono poi trovate davanti a un bivio a metà degli anni dieci quando
07:40si è passati il digitale e quindi la scelta se proseguire e quindi l'investimento verso
07:46il digitale o abbandonare la parentesi cinematografica. Quello che abbiamo trovato sono realtà vive,
07:57attive e che resistono grazie al supporto e al lavoro di persone volontarie che spendono
08:04gran parte del loro tempo libero all'interno della sala, ognuno con le proprie mansioni che
08:10sono divise tra la programmazione, la proiezione vera e propria e la parte amministrativa, così
08:14in tre macro sezioni e c'è tutto dietro un lavoro che riguarda poi anche il contatto
08:22diretto con case di distribuzione. Come diceva appunto prima Enrico, guardando questa liberalizzazione
08:28abbiamo raccolto storie di volontari di varie sale sparse per la nostra provincia che girano
08:34le mostre cinematografiche in Italia e hanno rapporti diretti con direttori di case di produzione
08:41con i quali riescono a instaurare anche un rapporto di fiducia che porta poi ad avere
08:46dei titoli che fino a qualche anno fa non si potevano presentare in sale della comunità.
08:51Fin qui dove siete stati?
08:52Allora abbiamo iniziato da Esine e riporto anche la questione Titanic che ci è stata raccontata
08:58in quell'occasione in cui ci si diceva come a fine degli anni 90 Titanic continuasse a fare
09:06sold out in un paese come Esine appunto. Quindi sono storie vissute che abbiamo raccolto anche noi.
09:12Dopo Esine siamo passati invece al CTM di Rezzato appunto per poi andare a Provaglio di Zeo
09:20alla sala Pax, poi abbiamo visitato la sala Agora a Ospitaletto e per il mese di febbraio
09:27siamo stati a Villanova sul Clisi. Così volevo ricordare che in realtà c'è anche una puntata a zero
09:32che è un po' da dove è partito tutto, in cui abbiamo intervistato Virgil Darelli che è un ricercatore
09:39presso l'Università Cattolica di Milano che ha scritto la sua tesi di dottorato sulla storia
09:46dei cinema in provincia di Brescia con un focus su Gardone e Valtrompi e da lì che un po' poi
09:51è partita
09:51anche tutta l'idea di sviluppare e vedere cosa ne fosse rimasto di quello che lui aveva scritto.
09:58Stefano ha parlato dello switch negli anni 10 di questo millennio al digitale che è stata
10:06sicuramente una delle sfide, uno dei muri per chi ha deciso di andare avanti. Dall'altra parte
10:12io ti chiedo invece che ruolo giocano oggi le piattaforme streaming nelle abitudini di chi
10:20usufruisce di cinema e di film. Sicuramente giocano un ruolo negativo perché il passaggio
10:27al digitale che tra l'altro in Italia è stato abbastanza graduale, non così secco come in
10:34altri paesi e per un po' addirittura ti ero pensato che la forma potesse essere quella
10:40dei codici per prendere qualcosa dall'etere, poi invece si è andati molto più prosaicamente
10:50sul DCP che è comunque un supporto fisico ridotto rispetto a prima, quindi non ha messo in crisi
10:58tutta la filiera che aveva caratterizzato fino a quel momento la distribuzione di esercizio
11:05cinematografico e quindi quello non è stato un grande problema, il problema è stato effettivamente
11:10lo streaming, mancherò un video prima, già quello è stato un primo colpo e un secondo
11:15lo streaming perché effettivamente è un tipo di fruizione completamente diverso. La sala
11:22continua a essere qualcosa che è un'esperienza di tipo collettivo, che poi ci sia o meno uno
11:29spazio per la discussione è un di più ma è comunque una visione collettiva, lo streaming
11:34è una visione cardalinga, una visione solitaria, solipsistica, chiamiamolo come vogliamo, è
11:39un'altra cosa e sicuramente ha inciso parecchio, credo però ma mi sembra un elemento che a livello
11:47di podcast è già stato considerato, sulle sale della comunità o sulle sale che non sono
11:53gestite commercialmente sta incidendo, io lo vedo ancora in realtà che mi capita ancora
11:58di seguire in Lombardia ma anche fuori è più il ricambio generazionale delle gestioni
12:03perché quando tu hai delle gestioni che sono fatte da volontari c'era forse in gente che
12:09ha oggi 60, 70, magari anche 80 anni un senso del dovere forse diverso per cui se tu avevi
12:19un impegno con la sala per quell'anno era un impegno che tu portavi avanti, non c'era
12:23domenica, non c'era sabato, un ragazzo di 20 anni magari interessato alla posizione
12:28in sala è un po' meno interessato al fatto di mettere a disposizione il proprio tempo
12:33per fare i volontari in una sala della comunità e quindi il problema grosso oggi è più quello
12:38del ricambio generazionale in sala che non quello dello streaming perché bene o male
12:43ormai la scrematura Fabio rispetto a quello che doveva essere, la scrematura tra chi vuole
12:49vedere il film in sala e chi vuole vederlo a casa anche se c'è qualcuno che mantiene
12:53le due cose, è stata fatta. Il problema è davvero più di gestione, di spazi, di personale
13:03che sia disponibile a dedicare un po' del proprio tempo a qualcosa che è comunque a servizio
13:09della comunità.
13:10Ti chiedo sulle piattaforme streaming se possano in qualche maniera invece rappresentare un'opportunità
13:16per il cinema d'autore, quello meno mainstream?
13:20Ma questo è un discorso interessante sì e ti direi che sarebbe una risposta secca sì
13:26nel momento in cui non ci fosse una proposta come quella odierna in sala e adesso invece
13:34è più sfumata la risposta perché fino a 15 anni fa c'erano alcune sale poche che facevano
13:41vedere appunto il cinema d'autore e quindi molto spesso tanta roba che arrivava dai festival
13:47poi non arrivava in sala. Adesso ci sono più spazi anche in sala, ci sono sale dedicate anche
13:53nel Bresciano, le sale della comunità magari tendono a lasciare questi spazi durante la settimana
13:58e invece a lasciare quelli più mainstream nel fine settimana giustamente, ma in città
14:04ci sono sale, anche le sale commerciali che riservano un maggiore spazio al cinema d'autore.
14:10E' indubbio che una piattaforma senza fare pubblicità ma una piattaforma come Mubi che
14:15è dedicata prettamente al cinema d'autore oggi rappresenta comunque un unicum, certe cose
14:20le vedi solo lì oppure le vedi in rassegne quando delle sale decidono di fare una rassegna
14:26su un determinato tipo di cinema o quando diciamo così volonterosi decidono di organizzare
14:35un festival sapendo che da un punto di vista economico non sarà un bagno di sangue ma difficilmente
14:41potrà essere un guadagno ma perché vogliono fare vedere delle cose che altrimenti il grande
14:46pubblico non vede perché appunto al massimo li può vedere su certe piattaforme.
14:51Stefano, noi abbiamo conosciuto la vostra storia perché ce l'ha raccontata la collega
14:55dell'aria rossa e sulle pagine del giornale di Brescia e lei parlavate di evitare la glemurizzazione
15:02della provincia.
15:03Cosa avete scoperto invece, cosa intendete, cosa avete scoperto invece proprio delle immagini
15:09di questa provincia, di queste sale che avete potuto incontrare?
15:13Ma cosa intendevamo partendo da questo termine un po' così, non lo so, un uso della lingua
15:19forse è inappropriato, però era il tentativo di non avvitarci su noi stessi con il raccontare
15:27una provincia che in realtà consuma se stessa, è un racconto che si autoalimenta e si autoconsuma
15:33e di fatto non dice nulla della realtà delle cose, quindi spostarci da quel modo di raccontare
15:40la provincia per sentire le storie di chi la provincia la vive effettivamente, non di chi
15:45la sta raccontando. E quelle storie ci parlano di persone che sono profondamente attaccate
15:52al loro territorio, persone che in quelle sale ci sono cresciute e mi rilascio al discorso
15:58del ricambio generazionale, chi oggi gestisce queste sale, tutta quella sfera di volontari
16:05e volontarie, sono persone che è vero non me ne vorranno, hanno superato in media i 50 anni,
16:12sono rimaste in quell'ambiente perché come dicevo ci sono cresciute e vivrebbero come
16:20una tragedia quasi affettiva il doverle chiudere e il dover essere in prima persona a trovarsi
16:28davanti alla serranda che si abbassa e quindi fanno di tutto per riuscire a prorogare la vita
16:37di queste sale nell'ottica di vivere quel momento comunitario che è la visione collettiva
16:44di una pellicola. La questione poi del futuro è quella che ritorna sempre alla fine delle
16:52nostre interviste e è difficile raccogliere una risposta effettivamente se dobbiamo essere
16:58sinceri perché appunto tenendo questo racconto sul piano emotivo che è poi quello che succede
17:04nella maggior parte dei nostri racconti, ci si trova di fronte all'inevitabilità che
17:11nella mancanza di questo ricambio generazionale queste sale debbano chiudere, però non c'è
17:16la nuova generazione che può farsi avanti perché stiamo constatando che le nuove generazioni
17:22non vivono quegli ambienti, sono magari più portate appunto o a quella visione in solitaria
17:29attraverso lo streaming o sono attratte dalla prima visione del grande blockbuster in città
17:36in una multisala.
17:38Da quello che avete visto c'è una sala che rappresenta anche simbolicamente quello che
17:43possiamo dire oltre un attaccamento al territorio una resistenza culturale del territorio?
17:51Allora è sempre difficile o meglio ho paura di fare torto a qualcuno che poi in realtà
17:58anche questa questione dell'evitare la glemurizzazione è proprio quella di non fare delle classifiche
18:03però posso così provare a dire che ci sono sale che voi per un bacino d'utenza maggiore
18:10voi per una storia intrinseca diversa hanno un'attenzione più portata a una programmazione
18:18di un certo rilievo. Di sicuro è il caso di Ospitaletto che da anni ormai offre una programmazione
18:26interessante. Ci hanno raccontato di un percorso di recupero di un'opera cinematografica
18:36che era stata realizzata all'interno del comune e hanno fatto tutto un lavoro di scavo e memoria
18:44attorno a questo progetto che ha coinvolto l'intera comunità, l'intera cittadinanza
18:48quindi è forse la storia più interessante che abbiamo raccolto. Per quanto riguarda
18:52poi la resistenza, se vogliamo intenderla come l'ultima persona prima che abbandoni la nave
19:03mi verrebbe da dire esine che si trova un po' così isolata anche geograficamente e nonostante
19:11tutto continua a proporre e a proporsi come uno spazio di aggregazione prima ancora che
19:18una sala cinematografica. Enrico, i piccoli cinema possono avere quindi ancora un ruolo
19:23culturale specifico rispetto a quelli che sono le grandi multisale?
19:27Secondo me sì perché in alcuni casi, soprattutto in alcuni centi, rappresentano lo spazio di
19:33aggregazione definitivo. Vi ho fatto un esempio che è quello di Ospitaletto che secondo me è
19:38decisamente calzante, lo è probabilmente anche per esine. Io ho in mente per esempio
19:42anche fuori dalla provincia un cinema come quello di Castellanza che è una città universitaria
19:48in cui c'è un'università è rimasta una sola sala delle quattro che avevano e quella
19:52sarà una sala della comunità ma è diventata una sala al servizio di tutta la comunità
19:57non necessariamente la comunità legata agli oratori o legata alla chiesa cattolica e questo
20:03secondo me è lo spazio che hanno queste realtà. Sono spazi culturali a 360 gradi che mantengono
20:09vivo la possibilità di organizzare all'interno di piccoli centri degli appuntamenti che sono
20:16appuntamenti di accrescimento culturale. Lo stesso vale probabilmente per la sala di
20:21Villa Nuova e per altre sala di Montichiari. In una città come Montichiari di fatto la sala
20:28della comunità che addirittura qualche volta produce anche personalmente dei musical e quindi
20:36va anche oltre il discorso strettamente cinematografico. Ha ragione Stefano, sono spazi di aggregazione
20:41quindi hanno ancora un'importanza fondamentale e il mantenere, pensare comunque che abbiano
20:47resistito, hanno passato dei periodi sicuramente ben peggiori. Non dimentichiamo che nell'unico
20:52studio italiano realistico è ferrato che risale, che in realtà non è neanche italiano
20:59perché è dei cahier di cinema. Quindi 1959, anche se utilizzando delle strutture poi in
21:05Italia, quanti cinema c'erano in Italia in quel momento? 59, erano quasi 12.000 e di queste
21:127.700 erano sale della comunità. Vuol dire che c'era una copertura capillare del territorio,
21:19la possibilità per tutti gli italiani in qualunque luogo anche remoto di andare al cinema.
21:25Hanno svolto un ruolo incredibile, continuano a svolgerlo, sia che siano sale prettamente
21:31della comunità, sia che siano uniche sale commerciali rimaste su un territorio, rimangono
21:37anche spazi di aggregazione che, aveva ragione in questo, mi trova d'accordo al 100%, anche
21:44oltre la glemorizzazione della provincia, ma sono spazi reali di incontro e finché ci
21:51sono degli spazi di incontro, secondo me c'è sempre la possibilità di crescere. Attraverso
21:55la cultura si cresce sempre, dal mio punto di vista. Quindi che si faccia cinema, che si
22:00faccia teatro, che siano incontri, che si faccia un altro tipo di spettacolo e comunque
22:06far mantenere vive queste realtà significa mantenere alta la barra della cultura.
22:12Noi siamo in chiusura, abbiamo tempo per chiedere a Stefano qual è la prossima puntata.
22:18Un piccolo spoiler?
22:19Saremo in montagna, in una delle nostre valli.
22:22In una delle nostre valli, in montagna, direi abbastanza generico. Uscirà quando?
22:2615 marzo.
22:2715 marzo, l'appuntamento con il Consapore di sale, il 15 marzo, su Spreaker, per sapere
22:34dove Stefano Collicelli insieme ai suoi...
22:36A Sara Bombana e Nicola Perini.
22:38Ci avrà portato. Grazie anche a Enrico Danesi, critico cinematografico. Grazie anche
22:42a voi per averci seguito. Il Tg Preview si ferma qui. Non l'informazione di Teletutto
22:47che come sempre torna tra pochi minuti nel nostro telegiornale. Questa sera ad aspettarvi
22:51ci sarà Antonio Borrelli. Da parte mia l'augurio di un buon proseguimento di serata sempre
22:56con Teletutto.
23:08Grazie a tutti.
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