Succede che il video/denuncia sulle condizioni in cui versa Bologna realizzato da una travel blogger polacca, seguita in realtà da poche migliaia di follower, diventi così virale da oltrepassare le 400.000 visualizzazioni e creare un dibattito social che ancora non si è spento. «Karosolotravel» documenta i suoi viaggi in solitaria zaino in spalla. Ha visitato 60 paesi e 4 continenti e lo scorso autunno ha fatto tappa in Italia, a Bologna e Rimini. Ma se in Romagna le aspettative della viaggiatrice non sono state deluse, Bologna è stato un flop totale. «Bologna è piena di storia. È il capoluogo di regione dell’Emilia-Romagna, famosa per le decine di chilometri di portici, per l’università più antica del mondo e la cucina squisita – scrive su Instagram la ragazza sotto ad un carosello di foto di alcune vedute della città – […] Purtroppo non mi è piaciuta perché è troppo sporca e trascurata. Puzza di urina ad ogni passo, a dir poco. Ho accorciato il mio soggiorno e sono andata via un giorno prima. Personalmente la sconsiglio anche se dalle foto può sembrare di no». Ma il caso monta su TikTok dove, complice un audio virale usato per le immagini disgustose, il video raggiunge un’audience pari ai cittadini di Bologna intera. La ragazza passeggia per Strada Maggiore, via Indipendenza e altre stradine centrali tappandosi il naso con un fazzoletto per proteggersi dell’olezzo: «La peggiore città d’Italia. Purtroppo, Bologna è molto sporca, trascurata e puzza d’urina ovunque e vi ricordo che sono stata in centro – scrive nella didascalia - in tanti mi avevano sconsigliato di andarci, ma pensavo che fossero recensioni esagerate come capita per Napoli e Venezia, ma Bologna è stata terribile. Si vedono anni di abbandono, strade e facciate dei palazzi non puliti da tempo e i monumenti sono belli solo in foto. Ho avuto mal di testa, nausea dalla puzza e anche una crisi di nervi perché doveva essere una città divertente. Sono scappata via un giorno prima». L’influencer, poi, rimpiange di aver scelto Bologna a discapito di altre città come Verona o Firenze e conclude: «Nessuno mi ridarà indietro i miei soldi, il mio tempo e i miei nervi logorati».
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