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  • 1 giorno fa
Un diverbio, senza insulti o minacce, tra un addetto alle vendite e un gruppo di tifosi israeliani che si è verificato nello store olimpico di Milano-Cortina a Cortina d'Ampezzo (Belluno) ha suscitato denunce social per «antisemitismo» e il licenziamento dell'addetto, generando ulteriori polemiche tra chi sostiene le ragioni del commesso e chi quelle dei fans della squadra israeliana.Secondo quel che si vede in un video pubblicato su Instagram dagli stessi tifosi israeliani e sull'account "eye.on.palestine", i tifosi erano entrati nel negozio esponendo bandiere nazionali quando il commesso - che non è dipendente di Milano Cortina - ha ripetuto più volte «Palestina libera», scandendolo quando una delle donne del gruppo lo ha ripreso in video chiedendogli di ripetere.L'autrice del breve filmato ha replicato che «Israele può partecipare alle Olimpiadi come qualsiasi altro Paese». Un battibecco che si sarebbe svoltonell'arco di un paio di minuti, poi il gruppo si è allontanato e non si sono verificate ulteriori tensioni.

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00:00What were you saying? Say it again.
00:02Say it again. Free Palestine.
00:03Who is the problem? Why?
00:05Who is the problem? Social media.
00:09This is the Olympics.
00:10Israel is allowed to compete just like any other country.
00:12It's not controversial. Free Palestine.
00:14It's not rage-based. Free Palestine.
00:15Okay, good for you. Thank you.
00:17You did it. You did it. You free Palestine. Good job.
00:20You should be fired.
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